Voglio spezzare una lancia per questo pover’uomo, trascinato in una vicenda più grande di lui (beh, non si fa fatica, diranno i maligni). Un uomo dotato di un’intelligenza e una cultura singolari, di una bellezza e di una prestanza fisica fuori discussione, caduto nella trappola di una virago priva di scrupoli, che, approfittando della propra discutibile avvenenza, di provenienza comunque volgare e plebea, (che ovviamente non poteva essere indifferente a chi ha fatto del motto “servire il popolo” la sua divisa), si è intrufolata furbescamente in un ambiente inadatto alla sua mediocrità. Indubbiamente i lettori si chiederanno: ma un uomo di tale livello culturale ed estetico, notoriamente “tombeur de femmes”, come ha potuto invaghirsi di una femmina così priva di appeal culturale ed erotico? Credo che, oltre all’indubbia vocazione a rapportarsi con gli inferiori, membri della plebe sempre all’opra china, ci sia anche la maschia curiosità, la tendenza naturale all’esplorazione di nuovi territori sessuali, per quanto al di sotto degli standard a cui il nostro bistrattato ex ministro era abituato. Uso a frequentare il top della femminilità raffinata e al tempo stesso prorompente, ha probabilmente sentito il bisogno del “nuovo”, secondo il cliché per cui anche il caviale, se mangiato ogni giorno, prima o poi viene a noia. Innegabile comunque la grande dignità dimostrata dal nostro ammiratore dei patrii ingegni, come Galilei e Colombo. Dimessosi immediatamente, cioè in soli 10 giorni, ha dimostrato che, per lui la Politica, con la P maiuscola, è e resta servizio alla Nazione: non solo intesa come Comunità di valori (pecuniari e immobili) ma come rispetto per ogni singolo suddito italiano. Nonostante l’ innocenza rispetto alle calunnie che lo dipingono come una persona che ha abusato del suo potere ed avrebbe pure speso soldi pubblici per fini privati, il mero fatto che si sia suscitato un ignobile polverone per mettere in difficoltà, tramite lui, l’intero governo della Nazione è stato sufficiente a fargli rinunciare al prestigioso ruolo affidatogli dalla volontà sovrana del Popolo (o popolare del Sovrano). Solo la stampa bolscevica, di cui purtroppo è infestata la nostra Patria, si accanisce contro il nostro glorioso (ex) ministro, pretendendo che la pagliuzza nei suoi limpidi occhi sia paragonabile alla trave che da sempre trafigge l’occhio del nemico sovversivo. Ebbene, il Nostro ha saputo dire chiaro e forte che l’ora delle decisioni irrevocabili era suonata sui colli di Roma, e se n’è andato a testa alta (si fa per dire). Memento audere semper. Eia eia alalà. Trallallà trallallà.
Feicnius
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