Ripubblichiamo, da un post sul sito di Connessioni Precarie, questo appello di due partiti antisionisti israeliani in occasione dello sciopero generale di lunedì scorso. Pubblicarlo non vuol dire condividere in tutto ciò che scrivono i compagni israeliani (per esempio l’obbiettivo dei “due popoli, due stati” invece di una Palestina aconfessionale, non “etnica”, democratica e socialista), ma comunque importante per la lotta dei proletari e degli oppressi palestinesi ed israeliani.

Pubblichiamo di seguito l’appello scritto da Maki e חד”ש Hadash in occasione dello sciopero indetto per oggi in Israele. Maki, partito comunista e antisionista israeliano che insieme ad altri gruppi fa parte dell’alleanza politica di Hadash, in questi mesi è stata una delle principali voci di opposizione interna contro il genocidio e la politica sanguinaria di Netanyahu. Hadash è parte del blocco anti occupazione all’interno delle manifestazioni contro il governo, ha organizzato e preso parte alle proteste contro il genocidio nelle università israeliane. Dopo l’enorme manifestazione di ieri, indetta dalle famiglie delle vittime e degli ostaggi, per accelerare un accordo sugli ostaggi, oggi Hadash invita ad aderire allo sciopero indetto dalla Federazione del lavoro dell’Histadrut chiedendo che si trasformi in uno sciopero generale, senza limiti di tempo e con posizioni chiare contro la guerra e il massacro dei palestinesi, perché non può esserci pace sotto occupazione.

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Maki e Hadash chiedono di intensificare la lotta contro la continuazione della guerra e di promuovere un accordo di scambio tra ostaggi e prigionieri. Insieme, invitano la società a intensificare la lotta contro la continuazione della guerra a Gaza e a favore di un immediato accordo di scambio, e vedono nella decisione del segretario generale della Histadrut di proclamare uno sciopero generale per domani un passo nella giusta direzione, anche se preso con grande ritardo. Non c’è obiettivo più nobile per la forza organizzata dei lavoratori che porre fine alla guerra, liberare gli ostaggi e i prigionieri, e fermare la distruzione di Gaza. Ora che è chiaro a tutti che è il governo degli estremisti fascisti a impedire ogni possibilità di un accordo che ponga fine alla guerra e promuova uno scambio, la società israeliana deve agire con tutta la sua forza contro il governo sanguinario e irresponsabile. Sosteniamo lo sciopero proclamato per domani [oggi], ma chiediamo che si trasformi in uno sciopero generale senza limiti di tempo e con slogan chiari contro la continuazione della guerra. I lavoratori, arabi ed ebrei, devono scioperare fino a quando non sarà attuato un piano per porre fine alla guerra, promuovere un accordo di scambio, rimuovere il governo dell’orrore e promuovere la fine dell’occupazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente accanto allo Stato di Israele. Per il bene di entrambi i popoli della regione.


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