Sapevamo che prima o poi sarebbe successo, ma non credevamo fosse in maniera così rapida! La storia del gemellaggio con la città di Kaunas, piena di omaggi ai nazisti, aveva creato notevole imbarazzo alla sindaca Castelletti e alla sua giunta di centro-sinistra. Le critiche da parte del possente e variegato movimento antifascista bresciano hanno probabilmente fatto passare notti insonni alla sindaca. Certo, anche la destra (spinta dall’associazione amici di Israele) aveva cambiato idea e smesso di appoggiare il bizzarro gemellaggio. Ma la destra, nei più recenti sondaggi, è data tra il 6 e l’8% in città, mentre la sinistra (non il PD, sia chiaro) veleggia tra il 60 e il 70%, divisi equamente tra chi appoggia da sinistra la giunta (Sinistra italiana, Verdi, ecc.) e l’opposizione della sinistra cosiddetta radicale, formata da almeno 47 tra partiti, gruppi, centri sociali, ecc. Mediamente ognuno di questi gruppetti ottiene intorno allo 0,5%, ma tutti e 47 sono un potenziale di contestazione da sinistra non indifferente. Forse per questo è stata creata, due giorni fa, una commissione per l’odonomastica bresciana, composta da una ventina di studiosi e militanti della sinistra, marxista e anarchica. Non sappiamo ancora, ovviamente (nonostante i potenti mezzi di cui disponiamo) quali saranno le modifiche ai nomi delle strade, delle piazze, quali monumenti verranno “contestualizzati” e quali rimossi. Però, grazie ad alcune indiscrezioni, pare che Piazza della Vittoria cambierà nome in “Piazza della Liberazione”; via Cadorna dovrebbe diventare via Augusto Masetti (l’anarchico che, rifiutandosi di andare a invadere la Libia, sparò al suo colonnello nel 1911); pareri discordi su via Vittorio Emanuele II: alcuni vorrebbero intitolarla a Gaetano Bresci, mentre altri preferirebbero scambiare con via Carlo Pisacane, dando al Savoia la via secondaria e al rivoluzionario la principale. Quasi sicuramente verranno rinominate tutte le vie dedicate alle battaglie della I guerra mondiale e delle guerre coloniali (Libia, Etiopia, Eritrea, ecc.) e, ovviamente, quelle dedicate a personaggi reazionari come, appunto, il Cadorna. E dovrebbero venir ripristinati i nomi pre 1929 di Contrada Santa Chiara, Corsetto S. Agata, ecc. (Giordano Bruno, Tommaso Campanella, ecc.). Pare ci sia una possibilità che via Crocifissa di Rosa diventi addirittura via Carlo Marx, ma su questo non ci scommetterei. E dei monumenti destinati a sparire c’è sicuramente, a quanto pare, il mezzobustino dell’ideologo leghista Gianfranco Miglio in Piazza Garibaldi. In attesa dei risultati dei lavori della Commissione per la Democratizzazione dell’Odonomastica Bresciana (il nome ufficiale) nei bar bresciani fioriscono comunque le scommesse e le accese discussioni.
Feicnius
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