E così, nonostante i comunicati di protesta, le raccolte di firme su Change (vedi sotto), l’opposizione di migliaia di antifascisti bresciani (e pure quella dei consiglieri di destra, tardiva e più, ovviamente, spinta dal filo-sionismo che dall’antifascismo e antirazzismo) la sindaca Castelletti ha firmato, ieri, il definitivo gemellaggio con la città di Kaunas. Ex capitale della Lituania indipendente, tra il 1918 e il 1939, visto che Vilnius era occupata dalla Polonia, la città lituana è famosa, oltre che per i suoi monumenti, per la facilità con cui vengono onorati, con nomi di strade, piazze, monumenti, i collaborazionisti filo-nazisti del luogo, autori di feroci massacri dei cittadini ebrei lituani. Da qui l’opposizione a questo nefasto gemellaggio. Ma la nostra giunta di centro-sinistra non ha voluto sentire ragioni. Forse volevano dimostrare alla cittadinanza che le accuse di essere troppo filosionisti (visto il massacro di palestinesi a Gaza ad opera dell’esercito sionista dopo l’8 ottobre 2023) erano totalmente fuori luogo. Un colpo al cerchio e uno alla botte? A noi sembra che siano due colpi dati alla stessa botte. Si può, purtroppo, essere benissimo filo-sionisti e filo-fascisti, come dimostra la storia degli ultimi 90 anni, qui, come in Palestina, come in Lituania. Non pensiamo che la giunta di Brescia sia filo-fascista, ma che sia molto “distratta” sulle questioni storico-simboliche sicuramente sì. Un’altra occasione persa per dimostrare che l’antifascismo si pratica tutti i giorni e in mille modi, non solo dal palco del 25 aprile.
Vittorio Sergi
P.S. D’altra parte una città che dedica una delle piazze principali alla “Vittoria” del 1918, che costò oltre un milione di morti italiani, austriaci, ungheresi, slavi, ecc., e una strada al macellaio Cadorna, come può ergersi a giudice di chi onora altri macellai di umanità?
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