Monticelli Brusati è un piccolo comune di 4.600 abitanti, situato nel cuore della “bianca” Franciacorta, in quel di Brescia. In questa “Vandea” (anche rispetto ad una provincia tutt’altro che progressista, com’è il Bresciano), famosa per il suo vino “champenois” e le sue colline tra Brescia e il Lago d’Iseo, la sinistra (anche la più moderata) è sempre stata minoritaria, e di molto. Prima del fascismo il PP di Don Sturzo, poi la DC per circa 40 anni, ed infine la Lega, l’hanno sempre fatta da padroni, legati al tessuto di piccola proprietà contadina di tradizioni cattolico-conservatrici. A sfidare, almeno sul terreno comunale, quest’egemonia indiscussa, ci ha provato un gruppo piuttosto eterogeneo, composto da compagn* (tra cui i più attivi sono dell’area di Brescia Anticapitalista) e da persone di area genericamente progressista. Ed inaspettatamente hanno ottenuto un ottimo risultato (oltre un terzo dei voti e 4 consiglieri comunali). Ma soprattutto sono riusciti a creare un discreto attivismo in paese, con assemblee partecipate (la più riuscita ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di persone, il che, a Brescia, equivarrebbe a circa 4.000, una cifra che non si è mai vista) e la costruzione di un gruppo di attivisti piuutosto vivace (e composito). Pubblichiamo il primo intervento fatto dal nostro compagno, già candidato sindaco, Giuseppe Raspanti, alla prima riunione del consiglio comunale della scorsa settimana.
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