Non ci si capisce (capiva) più niente. Gli islamofascisti dell’ISIS rivendicano il massacro. Ma, mi dicono dei conoscenti ben informati, che in realtà dietro di loro c’è Zelensky, alias Zio Sam. Altri conoscenti, altrettanto ben informati (quelli del bar di fronte a quello dei primi) mi dicono invece che c’è Putin il Terribile, che avrebbe pagato dei tipi per far sparare su dei russi che gli stavano sulle palle. Un amico, molto ben informato, mi ha detto che ha saputo da un altro amico che frequenta gente strana che invece ci sono i turchi, che, frequentando le stesse moschee dei terroristi, li avrebbero convinti a fare questo macello. A questo punto il sottoscritto, che conosce, grazie alle sue frequentazioni nei bar più infimi di mezzo mondo, il fior fiore della delinquenza e dei servizi segreti, ha deciso di iniziare un’inchiesta indipendente. Non fidandomi né di Washington, né di Mosca, né di Kiev, né di Istanbul (e tanto meno di Roma, notoriamente ladrona), pur circondato da tifosi di tutte le suddette squadre disposti a giurare sulla colpevolezza “ampiamente dimostrata” della (delle) squadra avversaria (o complice? Boh…) ho parlato per tutta la notte con la gente dei bassifondi, che è informatissima. E nel primo pomeriggio di oggi ho finalmente scoperto la verità: dietro tutto questo, come sostengo da anni, c’è nientepopodimeno che….San Marino! Come sospettavo fin dai primi momenti dopo la strage. Infatti, un’amica mia, che conosce un tipo ambiguo (di madre russa e padre americano, noto giocatore d’azzardo inguaiato con la mafia e con la polizia), gliene ha parlato ieri sera. Costui, ovviamente ubriaco fradicio, ma sveglio e presente, le ha confessato che, poche ore prima, aveva giocato a carte con due strani personaggi, uno dei quali non aveva mai aperto bocca, mentre il secondo (che parlava fluentemente inglese, russo, ucraino, bielorusso e dialetto genovese) non smetteva di parlare, millantando conoscenze in giro per il mondo dell’alta finanza e della Politica. A un certo punto questo poliglotta salta fuori con un “I know who did the massacre in Moscow” e ha parlato per un’ora del fatto. Riporto brevemente in italiano (anche perché non parlo il genovese). Il poliglotta, il giorno prima dell’attentato, sostiene di aver fatto da guida ad un gruppo di turisti musulmani (che però parlavano correntemente genovese) in gita a Rimini. In tarda mattinata due di loro (uno dei quali sarebbe l’uomo catturato mostrato dai russi) hanno voluto essere accompagnati a San Marino. Arrivati nella capitale del minaccioso stato romagnolo, i due, dopo aver pregato il nostro di attenderli in strada, sarebbero entrati in un seminterrato, uscendone con dei voluminosi pacchetti allungati (il nostro giurava che sembravano fucili mitragliatori). Se non bastasse, continua il nostro, arrivati alla frontiera tra San Marino e l’Italia, un poliziotto sammarinese in borghese (il nostro sostiene che tutti i poliziotti in borghese sono riconoscibilissimi, e questo aveva l’accento romagnolo) li ha salutati, facendo l’occhiolino e dicendo “Tutto lisio, allora?”, al che i nostri hanno risposto “Allah akhbar” e hanno riso. Poi hanno voluto essere accompagnati all’aeroporto di Rimini, dove sono svaniti in un attimo. Alla faccia del giornalismo “embedded” (milanista, interista o juventino, poco importa). Se non sono prove queste!
Feicnius
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