Ieri sera sono andato ad ascoltare Claudia Cernigoi, esperta dei problemi di storia del confine orientale. Come le altre volte, l’ho ascoltata con piacere, anche se non ha aggiunto molto di nuovo a quanto già assodato per chi non sia accecato dal furore ideologico nazionalista (o addirittura fascista) nutrito di panzane. Eravamo un centinaio ad ascoltarla, nel salone S. Carlino di corso Matteotti (proprietà della Provincia) nell’incontro organizzato dalle sezioni ANPI “Caduti di Piazza Rovetta” e di Gussago.

Stamattina ho scoperto che la delegata alla Cultura della Provincia, una certa Roberta Sisti, leghista (sì, avete capito bene, una leghista che si occupa di cultura! Non c’è più religione…) e il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini (che, essendo di professone impiegato bancario, avrà sicuramente studiato approfonditamente la Storia Contemporanea, in particolare le vicende del confine orientale) hanno protestato per la concessione della sala ad un convegno definito dagli esimi esperti Sisti e Moraschini come “negazionista” (in quanto, a loro dire, negherebbe la gravità della “repressione anti-italiana” in Istria, Trieste e Gorizia”). Cosa volete che si risponda a tanto accumulo di cultura storica? Mettete pure il sottoscritto tra i “negazionisti”: nego orgogliosamente che esista Babbo Natale! Nego con altrettanto vigore che Noè abbia costruito un’arca dove ha salvato umanità e animali dal diluvio! Nego che Carlo Borromeo, organizzatore di roghi e torture di “eretici”, fosse un santo. Nego che l’uccisione di alcune centinaia di italiani (in gran parte criminali di guerra fascisti e nazisti) possa valere come assoluzione per gli oltre 300 mila jugoslavi assassinati da camicie nere, bersaglieri e alpini del poco glorioso Regio Esercito Italiano! In attesa del plotone di esecuzione: mea culpa, mea maxima culpa!

FG


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