Riprendiamo, dopo una lunga pausa, la pubblicazione della prima parte (quella dedicata all’immagine che i mass-media locali davano degli “extraparlamentari”) del lavoro sulla storia della sinistra rivoluzionaria bresciana tra il 1968 e il 1980

Cronologia bresciana del 1973

4 gennaio: Blocco ferroviario alla stazione S. Zeno da parte di operai e studenti pendolari.

10 gennaio: assemblea del MS alla Cavallerizza per organizzare lo sciopero studentesco a fianco del movimento operaio previsto per il 12.

11 gennaio: dopo giorni di tensioni (con cortei interni, scioperi articolati, picchetti duri) l’assemblea degli operai della OM decide l’indurimento della lotta.

11 gennaio: Aggressione neofascista davanti al Calini: due giovani militanti della sinistra rivoluzionaria (uno di LC e l’altro di AO) finiscono all’ospedale.

12 gennaio: Sciopero generale nazionale, con manifestazioni a Brescia e in vari centri della provincia. In mattinata picchetti numerosi e combattivi in tutte le grandi fabbriche. Un nutrito gruppo di militanti dell’estrema sinistra, staccatisi dal corteo principale, si scontra con un gruppo di neofascisti davanti al bar Holiday di Corso Magenta, noto ritrovo dell’estrema destra bresciana. Quattro neofascisti finiscono all’ospedale.

13 gennaio: Nuovi scontri tra militanti della sinistra extraparlamentare e attivisti neofascisti nei pressi della sede del MSI in Corso Matteotti, con feriti e contusi.

16 gennaio: viene diffuso un appello per la partecipazione allo sciopero nazionale firmato da Lotta Continua, Avanguardia Operaia e PCI (m-l). Si tratta di uno dei primi “appelli unitari” (anche se limitato a tre gruppi) dell’estrema sinistra bresciana. Uno analogo, di qualche mese prima, sempre per uno sciopero generale, era stato lanciato dal Manifesto, Centro Lenin e OCI (m-l).

17 gennaio: comizio di Lotta Continua al Carmine, con intervento di Mario Paris.

18 gennaio: assemblea alla Cavallerizza per organizzare la mobilitazione contro i fascisti e il governo indetta da LC, AO e PCI (m-l). In occasione del congresso del MSI a Roma a Brescia ci sono tre diversi appelli: uno del MS (con l’adesione di FLM, PCI-FGCI, PSI-FGSI e Gioventù Aclista; un secondo di LC, AO e PCI (m-l) e un terzo di Manifesto, OCI (m-l) e OLC.

20 gennaio: Manifestazione antifascista dell’estrema sinistra con corteo da Piazza Garibaldi a Piazza Duomo.

22 gennaio: Nuova aggressione neofascista davanti al Calini. Ferito il padre, militante del PCI e operaio dell’OM, di due giovani studenti della FGCI

24 gennaio: Nel corso dello sciopero per il contratto dei metalmeccanici, gli operai dell’OM, dove lavora l’operaio ferito davanti al Calini, e FIOM,FIM e UILM organizzano una manifestazione di protesta per le aggressioni neofasciste degli ultimi giorni.

26 gennaio: Sciopero generale studentesco indetto dal MS per protestare contro l’assassinio del militante del MS milanese Roberto Franceschi. Al corteo partecipano circa 4.000 studenti.

29 gennaio: Grossa manifestazione di operai OM, Santeustacchio e ATB. Picchetti duri e incidenti con i crumiri davanti ai cancelli dell’OM di via Volturno.

1 febbraio: Nuova grande manifestazione dei metalmeccanici. Proteste davanti al GdB, definito “bugiardino” e “servo dei padroni” dagli operai.

4 febbraio: Una bomba neofascista devasta la sede della federazione bresciana del PSI, in Largo Torrelunga. Vengono arrestati subito dopo 6 esponenti di Avanguardia Nazionale.

5 febbraio: Manifestazione di protesta per l’attentato alla sede del PSI. L’estrema sinistra, dopo un’assemblea del Movimento Studentesco alla Cavallerizza, organizza un corteo che raggiunge Largo Torrelunga, dove contesta il sindaco DC Bruno Boni.

6 febbraio: Protesta formale di Boni e della Dc presso il CUPA per la contestazione dell’estrema sinistra del giorno prima in Largo Torrelunga. In un articolo su Il Cittadino il Movimento Giovanile DC definisce il Movimento Studentesco “utili idioti della reazione”

10 febbraio: Nuovo blocco ferroviario dei pendolari, studenti ed operai, sulla Bergamo-Brescia. Il terzo in poche settimane.

14 febbraio: MS e LC, in un volantino comune, attaccano il giudice Arcai per aver incriminato, oltre al neofascista che ha sparato a Mario Paris, lo stesso Paris e Squassina e Peroni del MS, oltre a Festoni della FGCI.

15 febbraio: in un documento pubblico i lavoratori dell’IDRA criticano l’arrendevolezza del sindacato verso la “piattaforma” padronale, attaccano la partecipazione della DC alla manifestazione contro l’attentato neofascista al PSI e invitano ad aderire allo sciopero studentesco del 21 febbraio contro il governo.

20 febbraio: l’assemblea dei delegati della CGIL scuola appoggia lo sciopero degli studenti del giorno seguente, sconfessando di fatto le posizioni del Pci e della FGCI.

21 febbraio: Nuovo sciopero studentesco contro il governo Andreotti indetto dal MS con corteo, con adesione di LC, AO, OCI (m-l), OLC. La FGCI attacca come estremista lo sciopero e invita al crumiraggio. La rottura con il MS è diventata così pubblica. Tensioni tra MS e FGCI nelle varie scuole bresciane in occasione dello sciopero.

23 febbraio: il MS, nel volantino che invita all’assemblea sul fermo di polizia alla Cavallerizza, attacca apertamente da un lato la FGCI e dall’altro il “Gruppo” (in realtà Circolo) Gramsci ed Avanguardia Operaia.

24 febbraio: Scontro nelle ACLI bresciane tra la sinistra (definita “extraparlamentare” dai suoi avversari), guidata dal presidente Anni, e il “centro”: è la rottura della fragile alleanza che aveva emarginato la destra interna.

26 febbraio: assemblea indetta dal MS presso la Camera del Lavoro per organizzare la partecipazione degli studenti allo sciopero del 27.

27 febbraio: sciopero nazionale dei metalmeccanici, degli elettrici e dei tessili. Grande manifestazione in Piazza Loggia con adesione degli studenti in sciopero.

1 marzo: Nuovo blocco ferroviario della stazione di S. Zeno di oltre 200 operai e studenti (4 fermati)

2 marzo: volantino polemico contro il MS diffuso dal Circolo Gramsci (via Trieste 34).

9 marzo: Incursione notturna nelle sede di Avanguardia Nazionale: prelevati documenti.

10 marzo: Scontri con la polizia davanti alla Cavallerizza, dove si svolge un’assemblea dei neofascisti del Fronte della Gioventù: due militanti di Lotta Continua vengono arrestati, ed altri 7 denunciati a piede libero. Nello stesso giorno dimissioni di Beppe Anni dalla presidenza delle ACLI bresciane: fine del tentativo di spostare le ACLI sul terreno dei “Cristiani per il Socialismo”. Inizia il lento, contraddittorio ritorno nell’alveo democristiano.

10 maggio: Condannati 4 neofascisti per l’aggressione contro militanti del MS davanti al Gambara avvenuta il 12 maggio del ‘71

31 maggio: Con un lungo articolo su La Verità, F. Beltrami (responsabile scuola del PCI) critica duramente la scelta “partitista” del MS. Si tratta della formalizzazione della definitiva rottura dell’alleanza tra la FGCI e il gruppo studentesco che fa riferimento al movimento della Statale di Milano guidato da Mario Capanna, alleanza che aveva bene o male “gestito” il movimento degli studenti negli ultimi due anni.

14 luglio: In seguito alla conferma della condanna per i 6 neofascisti autori dell’attentato alla sede del PSI, un commando di Avanguardia Nazionale, composto da neofascisti bresciani e milanesi, si reca in Piazza del Vescovado e aggredisce i giovani di sinistra che si trovano in “piazzetta”. Ne nascono scontri che vedono i neofascisti avere la peggio.

12 settembre: Appena saputo del golpe in Cile, molte fabbriche bresciane (TLM, Glisenti, Breda, OM, ATB, Santeustacchio, Beretta) entrano spontaneamente in sciopero.

14 settembre: Manifestazione dell’estrema sinistra contro il golpe in Cile, parallela a quella indetta dal Comitato Unitario Permanente Antifascista. In vari quartieri e paesi della provincia assemblee, concerti, volantinaggi e comizi.

5 ottobre: Manifestazione contro il golpe in Cile in Piazza Loggia, indetta dal C.U.P.A., a cui partecipa pure l’estrema sinistra.

6 ottobre: Manifestazione per il Cile indetta dalla sinistra rivoluzionaria e dalla Sinistra Socialista, Sinistra ACLI, CdF IMET,

11 ottobre: Grande assemblea al Teatro Sociale per “salvare la vita al segretario del PC, Corvalan, indetta dai partiti antifascisti (esclusa la DC) a cui partecipano il PdUP-Manifesto, il Movimento Studentesco e altri gruppi dell’estrema sinistra.

16 ottobre: Attentato contro la stele fascista eretta nel giardino dell’ex repubblichino Ezio Tartaglia, a Collebeato.

19 ottobre: Manifestazione per il Cile a Gussago: le ACLI locali chiedono l’esclusione della DC, ritenuta “complice” del golpe. Quando si presentano i democristiani, gli aclisti (definiti come appartenenti alla sinistra extraparlamentare sul giornale della DC) se ne vanno.

30 ottobre: Convegno alla Cavallerizza di “Cristiani per il Socialismo”, organizzato dalla neonata Cooperativa Popolare di Cultura, un’area a cavallo tra nuova sinistra (soprattutto Manifesto-PdUP) e “dissenso” cattolico.

6 novembre: Comunicato delle ACLI bresciane in cui si polemizza con la “sinistra” aclista e “Cristiani per il Socialismo”

7 novembre: Gli operai della MADE di Edolo, che occupano la fabbrica da due settimane, decidono di autogestire la produzione.

13 novembre: Scontri davanti al Gambara tra MS e Lotta Comunista, con un ferito per ogni organizzazione. Nello stesso giorno sciopero a oltranza degli studenti del Ballini per problemi interni.

14 novembre: Sciopero studentesco con manifestazione, in solidarietà col Ballini.

25 novembre: Nelle elezioni per il Consiglio di Quartiere della Badia-Mandolossa, il Collettivo Popolare ottiene 4 eletti su 16. Dopo la DC (6 eletti) è la principale forza politica del quartiere.

1 dicembre: Una delegazione di lavoratori bresciani (OM, Idra, ecc.) partecipa all’attivo nazionale dei CUB a Milano.

19 dicembre: Liberati, dopo pochi mesi di reclusione, i sei neofascisti responsabili dell’attentato alla sede del PSI

Il 1973 vede il definitivo consolidarsi dei principali gruppi dell’estrema sinistra bresciana: alla tradizionale presenza di anarchici e maoisti (i cosiddetti emmelle, dalle iniziali di “marxisti-leninisti” come amano definirsi i gruppi cosiddetti filo-cinesi) si sono definitivamente aggiunti i tre “partiti” più importanti su scala nazionale, cioè Lotta Continua, Avanguardia Operaia e il Manifesto. Inoltre il Movimento Studentesco (con le maiuscole) si è trasformato, dopo le espulsioni a sinistra e a destra, seguendo le orme del MS della Statale di Milano, in un’organizzazione sostanzialmente partitica (probabilmente la più importante nell’ambiente studentesco in città e in Valle Camonica). Il PdUP (non ancora in fase di unificazione col Manifesto), Lotta Comunista, l’Organizzazione dei Lavoratori Comunisti (già Centro Lenin) e il Circolo Gramsci (gruppo solo bresciano) completano la “geografia” locale dei cosiddetti extraparlamentari. Assenti dal panorama locale le componenti trotskiste, bordighiste e “operaiste” (legate a Potere Operaio – peraltro scioltosi in quest’anno – di Negri, Piperno, Scalzone, ecc.). Da sottolineare l’importanza della creazione della Cooperativa Popolare di Cultura, punto di incontro tra una parte dell’estrema sinistra marxista (in particolare il Manifesto) e quella d’origine cattolica.

Il Giornale di Brescia non presta soverchia attenzione a questa presenza, dedicandovi solo 23 articoli. Anche la Voce del Popolo segue le stesse orme: solo 5 articoli, mentre il quindicinale democristiano triplica lo scarso interesse mostrato l’anno precedente, con 6 articoli. Più attento l’organo della federazione del PCI, che ne parla in ben 10 articoli, mentre l’organo socialista ne parla nell’articolo dedicato alla manifestazione di solidarietà per l’attentato neofascista alla sede provinciale del PSI.

Il GdB, diversamente, come vedremo, da La Verità (molto più “sul pezzo” per ovvi motivi), non ha ancora ben chiara la “geografia” di questa nuova sinistra. Tende a catalogare i militanti dei vari gruppi sotto l’unica etichetta di “appartenenti al Movimento Studentesco” (come nel caso dei due militanti, rispettivamente di Lotta Continua e di Avanguardia Operaia, feriti durante l’aggressione squadristica davanti al Calini l’11 gennaio) o genericamente “appartenenti ai movimenti di sinistra” (1). Va da sé che la versione dei fatti è quella dello “scontro tra opposte fazioni”. Identico copione per gli incidenti nel bar Holiday di Corso Magenta (noto ritrovo di neofascisti), in coda alla manifestazione per lo sciopero generale del 12 gennaio, dove però tra i “rissanti” (sic!) si individuano “appartenenti ai gruppuscoli della sinistra extraparlamentare”. E di nuovo, il giorno successivo, per gli scontri presso la sede del MSI in Corso Matteotti. Interessante anche la fotografia allegata ad un altro articolo apparso lo stesso giorno e sulla stessa pagina, dedicato al problema delle scritte sui muri. Se l’articolo non denuncia in particolare gli “estremisti di sinistra”, le due foto mostrano due monumenti con scritte del gruppo maoista Lega M-L (2). E così pure per l’aggressione squadristica fuori dal Calini, dove viene ferito il padre di due studenti della FGCI del liceo, ex partigiano e militante del PCI (3). In definitiva la scelta del GdB è molto chiara: non si parla assolutamente di “aggressioni squadristiche” o “neofasciste”, ma di “risse” tra gli opposti estremisti. Di per sé nulla da eccepire, per un quotidiano chiaramente ispirato a posizioni conservatrici che pretende di essere “al di sopra delle parti”. Salvo poi, in altri casi (4), parlare di aggressione nei confronti dei neofascisti da parte di “extraparlamentari di sinistra”, con il classico metodo di due pesi e due misure.

Il tono cambia però in occasione dell’attentato alla sede del PSI di Largo Torrelunga. In questo caso si parla apertamente della matrice neofascista degli attentatori, pur dedicando un quarto dell’articolo a stigmatizzare le contestazioni del sindaco democristiano Bruno Boni da parte dei militanti della sinistra extraparlamentare (5).

Di taglio molto diverso l’articolo del 13 febbraio (di Giorgio Piglia) sui blocchi ferroviari operati dai pendolari sulla linea Bergamo-Brescia, dove si sottolinea il malcoltento degli utenti rispetto a situazioni insostenibili e lasciando trasparire comprensione per le loro ragioni, così come quello sul blocco della stazione di San Zeno (linea Brescia-Cremona) da parte di “duecento operai e studenti” (6). E anche nel breve articolo sullo sciopero studentesco (con corteo di 1500 persone, secondo l’articolista) del 21 febbraio si torna ai toni più “comprensivi” del 1968/69. Questo atteggiamento relativamente equilibrato (risultato forse dell’attentato alla sede del PSI?) viene di nuovo, dopo circa un mese, ribaltato in occasione dei tafferugli tra la sinistra extraparlamentare e le forze dell’ordine che proteggevano una riunione dei giovani missini alla Cavallerizza, in un articolo di taglio simile a quelli dell’inizio dell’anno (7).

Dopo un intervallo di circa sei mesi, il quotidiano di via Saffi torna a parlare (in tono minore) dell’estrema sinistra in occasione delle manifestazioni contro il golpe in Cile dell’11 settembre, senza reiterare le consuete stigmatizzazioni. E pure la notizia dell’attentato con polvere da mina contro il monumento ai caduti repubblichini eretto da Ezio Tartaglia nella sua proprietà di Collebeato non viene data nei modi a cui il “Bugiardino” (come continua ad essere chiamato il GdB nel movimento operaio bresciano) ci ha abituati. Anzi, l’articolo (non firmato) sembra più incline, se non alla giustificazione, almeno ad una sorta di comprensione dell’indignazione degli antifascisti di Collebeato (8).

Interessante, anche se si tratta sostanzialmente della pubblicazione del comunicato delle ACLI bresciane, l’articolo dell’8 novembre: un comunicato di presa di distanza dal movimento dei “Cristiani per il socialismo” e di critica verso la “sinistra aclista” (notoriamente legata alla nuova sinistra). Pubblico segnale del percorso di “ritorno all’ovile”, dopo la stagione “estremista” simboleggiata dalla presidenza Anni.

Un articolo singolare è quello del 14 novembre, in cui si parla dello scontro tra militanti del Movimento Studentesco e di Lotta Comunista davanti all’Istituto Magistrale “V. Gambara”. A quanto risulta, è il primo scontro, diciamo così, “fratricida” (anche se i contendenti non avrebbero certamente condiviso questa definizione) nell’ambito dell’estrema sinistra. O meglio, tafferugli minori si erano verificati anche precedentemente, ma è la prima volta che fanno la loro comparsa spranghe e coltelli, con feriti ricoverati in ospedale (sia del MS che di Lotta Comunista). Del resto l’ostilità del MS verso quello che definisce “il gruppo parafascista Lotta Comunista” è nota da tempo, causando violenti scontri in altre città (soprattutto a Genova e a Milano).

La mobilitazione degli studenti del Ballini (guidata dal MS, ma di questo il GdB non fa menzione), appoggiati dallo sciopero studentesco cittadino del 15 novembre, viene descritta in modo piuttosto anodino, più simile alle cronache del 1968/69 che a quelle degli ultimi tre o quattro anni. Probabilmente il taglio “sindacale” degli scioperi (in buona sostanza per il trasferimento in una sede più idonea) favorisce la benevolenza del quotidiano.

Più in sintonia con la tradizione conservatrice, se non reazionaria, del GdB è la notizia della libertà provvisoria concessa ai sei neofascisti autori dell’attentato alla sede del PSI, dopo soli 10 mesi di carcere. In essa non vi è traccia delle proteste degli antifascisti scatenate dalla decisione della Corte d’Appello. Anzi, il commento (“…la Corte ha deciso di rimetterli in libertà anche perché le pene riguardanti i reati più qualificanti sotto l’aspetto politico erano pressoché espiate.”) suona veramente come una giustificazione di una sentenza che definire mite sarebbe più che eufemistico (9).

Per quanto riguarda la Voce del Popolo bisogna dire che tutti e cinque gli articoli che abbiamo analizzato, più che parlare esplicitamente dell’estrema sinistra, si occupano del conflitto interno alle ACLI bresciane. Abbandonati i toni concilianti (tesi a smussare le punte polemiche, secondo alcuni, o ad avvolgere nella “nebbia” con democristiana ambiguità, secondo altri) degli anni precedenti, il settimanale diocesano sceglie il linguaggio della chiarezza (peraltro relativa), prendendo le distanze dall’impostazione “marxista” che caratterizzerebbe il gruppo dirigente che ha in Beppe Anni la sua figura di riferimento. In particolare è l’articolo del 2 marzo (10) a suonare come una vera e propria “scomunica” del reprobo marxista già presidente (darà le dimissioni subito dopo). Il sollievo che traspare nell’articolo del 13 marzo, dopo la sostituzione di Anni, “l’estremista”, col più affidabile Sarasini, balza agli occhi.

Un ulteriore tirata d’orecchi, se non proprio scomunica, verso coloro che tentano di conciliare cristianesimo e marxismo è contenuta nell’articolo del 9 novembre di Angelo Onger (11). Qui, con espressioni, per quanto schiette, tutto sommato rispettose, si criticano le posizioni emerse nel recente convegno dei Cristiani per il Socialismo, organizzato dalla neonata Cooperativa Popolare di Cultura alla Cavallerizza. Oltre al linguaggio, definito spesso incomprensibile dal nostro, Onger si chiede di quale “socialismo” si tratta, visto che il movimento, a suo dire, è spaccato tra chi guarda al PCI e chi alla sinistra extraparlamentare e, di conseguenza, evita di far chiarezza per non spaccare il movimento stesso. L’ultima parte dell’articolo è sostanzialmente il classico richiamo cattolico all’umiltà, alla fede nella Chiesa e nella gerarchia, all’abbandonarsi a Dio, senza illusioni nelle possibilità umane di cambiare radicalmente il mondo. Anche la lettera del delegato provinciale di Gioventù Aclista in cui si condanna l’estremismo dei giovani aclisti di Gussago (che avrebbero accusato la DC di essere “complice dei fascisti”), pubblicata il 30 novembre, va nella medesima direzione, così come l’articolo di Mario Faini del 28 dicembre (12).

Il Cittadino apre l’anno con un articolo sorprendente, che ci saremmo aspettati su un giornale dell’estrema sinistra piuttosto che sull’organo dei democristiani bresciani. Si tratta di un lungo articolo (13) in cui si parla della manifestazione nazionale del movimento “Mani Tese” , tenutasi il 5 novembre a Firenze. Già il sottotitolo dell’articolo (“Contro il paternalismo per una scelta anticapitalista e antimperialista”) la dice lunga sui contenuti. Una dura critica al paternalismo e alla logica “da elemosina” caritatevole che non risolve alle radici il problema della povertà e dello sfruttamento del cosiddetto Terzo Mondo. Se poi guardiamo la fotografia che accompagna l’articolo (di Gianangelo Rizzardi), in cui si vedono i giovani dc bresciani con cartelli con la foto di Che Guevara e scritte contro l’imperialismo yankee, stentiamo a credere che si tratti di giovani che sventolano lo scudo crociato. Più vicini a Frantz Fanon che ai vari Andreotti, Rumor, ecc. Comunque un segnale di tolleranza democratica nell’organo di un partito ben lontano da queste posizioni.

Più consoni alla tradizionale linea dc i due articoli sulla contestazione al sindaco Boni in occasione della manifestazione di solidarietà col PSI, colpito dalla bomba dei neofascisti. La condanna del “Movimento Studentesco” e dei “gruppuscoli extraparlamentari” è netta, sia per i metodi sia per la linea politica, che è ritenuta “oggettivamente” al servizio della reazione (14).

L’articolo sulla “svolta” nelle ACLI bresciane (15) è ancora più esplicito di quelli del settimanale diocesano: ci si compiace dell’esclusione dalla direzione degli “amici di Anni”, che avrebbero “sposato le tesi care ai gruppuscoli e agli spontaneisti extraparlamentari”. Un “bentornati” diretto al nuovo gruppo dirigente aclista.

Interessanti anche i due articoli, firmati da Gian Enrico Manzoni, sulla storia del movimento studentesco bresciano post ‘68 (16), in cui si analizza l’evoluzione (giudicata piuttosto negativamente) dello stesso, dalle prime richieste, ritenute condivisibili, di democratizzazione e modernizzazione presenti nel 1968, alla successiva “politicizzazione” (che Manzoni vede in chiave di egemonizzazione da parte dei gruppi della sinistra extraparlamentare), che però, secondo il nostro, ha avuto anche effetti positivi, in termini di presa di coscienza e di crescita culturale. Manzoni analizza anche l’evoluzione del MS verso una forma “partitica” (svolta che lui situa nella primavera del 1971) anche in polemica con gli altri gruppi extraparlamentari (cita la Lega M-L, Lotta Continua, Lotta Comunista e il “Gruppo IV Internazionale”, peraltro assente a quei tempi a Brescia). L’ultimo articolo che ci interessa è un volantino della DC di Gussago, che parla delle ACLI gussaghesi, ree di aver richiesto l’esclusione della DC dalla manifestazione per il Cile organizzata in paese dal Comitato Antifascista, in quanto la DC “non è un partito antifascista”. Una polemica molto dura, che vede la DC locale definire “extraparlamentari” tout court gli aclisti gussaghesi.

La Verità, diversamente da alcuni articoli dell’anno precedente che sembravano copiare alcuni toni della Pravda moscovita, usa un linguaggio molto più moderato nei confronti dell’estrema sinistra. Sia quando parla delle aggressioni neofasciste (definite tali, polemizzando con quanti le considerano “scontri tra opposte fazioni”), anche se i militanti dei gruppi extraparlamentari vengono derubricati a “giovani democratici” o “di sinistra”, sia quando polemizza, come nell’articolo di Fausto Beltrami (17), con il gruppo “Movimento Studentesco” che, tentando un’operazione di “partitizzazione”, porterebbe il movimento degli studenti in un vicolo cieco. Tra l’altro Beltrami sembra criticare anche la fase precedente, quando le rotture avvenivano solo verso “sinistra” (con un MS a cui partecipava a pieno titolo anche la FGCI), ritenendo sbagliato il metodo ed il progetto di “ideologizzazione” del movimento. Più vicino alla tradizione stalinista è invece l’articolo contro il PCI (m-l), definito “gruppuscolo extraparlamentare di sinistra” (18), in cui, polemizzando per un volantino ritenuto anti-femminista, si dice che “se gratti l’ultrasinistro…trovi il conservatore, il codino, il parruccone, se non peggio ancora”. Infine, nell’articolo del 30 novembre sulle elezioni del Consiglio di Quartiere della Badia-Mandolossa (uno dei quartieri con maggior radicamento dell’estrema sinistra), l’organo del PCI fornisce i dati sull’affiliazione politica degli eletti. Il fatto che ben 4 eletti su 16 appartengano ad “un gruppo della sinistra extraparlamentare” (in realtà il Collettivo Popolare Badia-Mandolossa) mentre solo uno è l’eletto del PCI non viene commentato in alcun modo.

Nell’unico articolo di Brescia Nuova in cui fa capolino l’estrema sinistra, dedicato alla manifestazione di protesta per l’attentato neofascista alla sede del PSI, si citano “i giovani del Movimento Studentesco” per il loro contributo alla manifestazione antifascista, parlando di circa 800 partecipanti alla manifestazione indetta dal MS (19)

1) Tafferugli presso il Calini, due studenti all’ospedale, GdB del 12/01

2) Invito ai cittadini a collaborare contro gli “eroi della bomboletta”, GdB del 14/01

3) Episodio di violenza davanti al Calini, GdB del 24/01

4) Aggrediti ieri notte due giovani extraparlamentari di destra, GdB del 2/02

5) La protesta dei democratici bresciani per l’attentato contro la sede del PSI, GdB del 6/02

6) Viaggio sul “treno della protesta”, GdB del 13/02 e “Pendolari bloccano un treno alla stazione di S. Zeno”, GdB del 2/03

7) Arrestati ieri due giovani extraparlamentari di sinistra, GdB dell’11/03

8) Collebeato: una bomba esplode alla stele dei caduti fascisti, GdB del 17/10

9) Libertà provvisoria ai sei giovani responsabili dell’attentato alla sede del PSI, GdB del 20/12

10) ACLI bresciane: dissensi sulle scelte culturali, VdP del 2/03

11) Cristiani per il socialismo, VdP del 9/11

12) Socialismo, ma quale?, VdP del 28/12

13) I giovani D.C. e il terzo mondo, Il Cittadino del 10/01

14) Movimento Studentesco, gli “utili idioti” della reazione, ibidem, 10/02

15) Nuova presidenza alle ACLI bresciane, ibidem, 25/03

16) Cinque anni di contestazione studentesca a Brescia, ibidem, 10/11 e 25/11.

17) Studenti: quale movimento?, La Verità del 31/05

18) Codini e parrucconi, ibidem, 15/07

19) La grande manifestazione di Largo Torrelunga, Brescia Nuova, febbraio.


Scopri di più da Brescia Anticapitalista

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.