1971: Cronologia bresciana
19 gennaio – Circa 150 operai e studenti pendolari bloccano, a Bagnolo Mella, la linea Brescia-Cremona per protestare contro i disservizi.
27 gennaio – Tensioni alla OM tra lavoratori ed alcuni aderenti al sindacato giallo SIDA. Usando questo pretesto, la direzione OM licenzia un delegato, Paolo Clerici
28 gennaio – Sciopero cittadino degli studenti medi, con corteo, per protestare contro la repressione (in particolare la sospensione per 10 giorni dello studente di LC Enrico Camplani, del “Tartaglia”.
Gennaio – Due articoli su “Generazione Socialista” del gennaio 1971 sul convegno dei giovani PSIUP alla Cavallerizza (8/12/70) in cui si critica la genericità delle proposte e lo smussamento delle critiche a FGCI e PCI. In un altro articolo, sullo stesso numero, classica “excusatio non petita”: si dice che il convegno regionale giovanile ha chiarito che il Mov. Giov. PSIUP “NON SI PONE ASSOLUTAMENTE AL DI FUORI DEL PARTITO”.
3 febbraio – Primo volantino, dopo quelli del ‘68, firmato “Movimento Studentesco Bresciano “ invece di Movimento degli Studenti bresciani, per indire assemblee in tutte le scuole contro la repressione.
5 febbraio – Sciopero operaio e studentesco con manifestazione in Piazza Loggia per protestare contro le aggressioni fasciste a Catanzaro e contro il licenziamento del delegato OM Clerici.
In serata scontri davanti alla ex Cavallerizza in occasione della conferenza del neofascista Giorgio Pisanò.
6 febbraio – Lo sciopero studentesco per i fatti di Catanzaro prosegue. Tafferugli con i neofascisti davanti al Calini.
13 febbraio – Il Movimento Studentesco organizza “squadre di propaganda” territoriali.
20 febbraio – Assemblea sulla strage di Stato e sull’assassinio di Pinelli con Pio Baldelli, ex direttore di Lotta Continua, al Salone da Cemmo. Contemporaneamente, assemblea del Movimento Politico dei Lavoratori alla ex Cavallerizza, alla presenza di Livio Labor. Tra i partecipanti numerosi esponenti della “nuova sinistra” d’origine cattolica.
26 febbraio – Manifestazione antifascista e contro la guerra del Vietnam, indetta dai movimenti giovanili dei partiti antifascisti. Il Movimento Studentesco, in polemica con questi ultimi, partecipa con uno spezzone autonomo.
27 febbraio – Denunciati 23 studenti ed operai per i picchetti davanti all’Arnaldo durante gli scioperi dei mesi precedenti.
Febbraio – In un articolo pubblicato da “Riscossa Socialista”, organo della federazione bresciana del PSIUP, si polemizza con l’estremismo dei gruppi della sinistra extraparlamentare, in particolare LC e Manifesto, accusati di astrattismo e settarismo.
5-6 marzo – Il “Calini” è in sciopero, con assemblee e gruppi di studio. Durante queste lotte vengono rimossi i crocefissi dalle aule.
11 marzo – In un volantino il Movimento Studentesco attacca sia “l’estremismo di alcuni gruppi” che il “revisionismo” (senza nominare il PCI): primo segnale pubblico dell’evoluzione del gruppo dirigente del MS bresciano, sulle orme di quello milanese della Statale, verso la formazione di un “partito” politico.
19 marzo – Polemiche sul GdB e gli altri giornali cattolici (con comunicati dei docenti di religione) per la rimozione dei crocefissi durante le lotte studentesche degli ultimi giorni al Calini.
22 marzo – Il consiglio comunale di Brescia approva una mozione di solidarietà con gli studenti bresciani fatti oggetto di aggressioni neofasciste davanti alle scuole.
23 marzo – Avviata un’inchiesta della magistratura sui “fatti del Calini”.
31 marzo – Proposta del Centro Lenin per la costituzione di un collettivo nel Quartiere Badia (primi passi del futuro Collettivo Popolare Badia-Mandolossa, uno dei più radicati della provincia).
7 aprile – Sciopero generale “per le riforme” di lavoratori e studenti. Tafferugli in Piazza Arnaldo con alcuni neofascisti.
13 aprile – Sciopero studentesco, indetto dal MS con un volantino in cui si attacca il “frazionismo”, ulteriore segnale dell’evoluzione verso il partito politico.
18 aprile – Riunione della cosiddetta “maggioranza silenziosa” di matrice ultrareazionaria al Cinema Crocera. Molti militanti della nuova sinistra contestano, su Corso Zanardelli, e vengono caricati dalla polizia.
24 aprile – Assemblea antifascista al Liceo “Calini” alla presenza di ex partigiani. Vivace dibattito tra gli studenti della “nuova sinistra” ed esponenti della sinistra istituzionale.
25 aprile – Alla tradizionale commemorazione della festa della Liberazione in Piazza Loggia partecipa in massa, dopo un corteo autonomo, il Movimento Studentesco.
30 aprile – Incontro tra il CUB del Liceo “Arnaldo” e il CdF della Breda. Anche qui vivace confronto tra estrema sinistra ed esponenti sindacali legati al PCI.
12 maggio – Aggressione neofascista davanti al magistrale “V. Gambara”. Prima uscita pubblica del Nucleo Comunista della Badia (marxista e leninista), embrione del futuro Collettivo Popolare, in vista dell’assemblea di quartiere prevista per il 27.
14 maggio – Sciopero degli studenti, indetto dal MS, per protestare contro l’aggressione davanti al “Gambara”.
7 giugno – Spettacolo di canzoni di lotta di Franco Trincale al Teatro S. Chiara. Il cantautore annuncia la sua rottura col PCI. Vivace dibattito tra i 400 spettatori: da un lato i militanti del PCI e dall’altro i militanti dell’estrema sinistra (i “dissidenti” li definisce il GdB).
21 luglio – Volantino di protesta di Lotta Continua in difesa dei 37 processati per il blocco del treno pendolari ad Ospitaletto.
27 giugno – XII congresso provinciale delle ACLI, che vede un acceso dibattito tra la componente democristiana, ormai minoritaria e quelle di sinistra, che vede un ruolo trainante degli esponenti del Movimento Politico dei Lavoratori.
3 luglio – Eletta la nuova presidenza delle ACLI bresciane, che consolida la svolta a sinistra del recente congresso provinciale. Nuovo presidente è Giuseppe Anni, esponente dell’ala sinistra del Movimento Politico dei Lavoratori, e vice presidentessa Mariarosa Festa, con le stesse posizioni. Nei mesi successivi inizia l’offensiva della destra aclista, che si autodefinisce “Opposizione aclista”, appoggiata da molte parrocchie e da Famiglia Cristiana.
16 settembre – Protesta di massa dei detenuti di Canton Mombello, che salgono sui tetti del carcere. Il giorno dopo la repressione “riporta la calma”.
30 settembre – In un articolo di Massimo Muchetti, leader della FGCI, su La Verità, su pregi e limiti del Movimento Studentesco bresciano, si attaccano con virulenza i “gruppetti ultrasinistri” che porterebbero il movimento stesso ad “oscillare tra rivendicazione corporativa e fuga in avanti ideologica”.
1 ottobre – Scontri tra operai e carabinieri alla Vignoni di Gottolengo
15 ottobre – Occupato dagli studenti l’IPSIA “Moretto”.
16 ottobre – Si generalizza agli altri istituiti professionali la lotta del “Moretto” per l’istituzione del IV e V anno. Nel pomeriggio la polizia interviene e sgombera l’IPSIA “Moretto”.
20 ottobre – Sciopero cittadino (e a Gardone VT) studentesco contro la repressione poliziesca al “Moretto”: 5.000 studenti in corteo.
31 ottobre – Esce su La Verità un comunicato di “rottura” con Gianfranco Porta, reo di essere uscito dal PCI ed avere aderito ad un “gruppo estraneo al PCI”.
11 novembre – In occasione dello sciopero convocato dai maoisti dell’UCI (m-l), il Movimento Studentesco diffonde un volantino in cui invita a non scioperare.
16 novembre – Incontro tra una delegazione del MS e Provveditore agli studi.
29 novembre – Assemblea del MS al Teatro Sociale. Nel volantino di convocazione si sottolinea che il MS è per il marxismo-leninismo.
7 dicembre – Nuovo volantino del MS diffuso in tutte le scuole in cui si rivendica l’adesione al marxismo-leninismo-pensiero di Mao. E’ il segno definitivo della scelta “partitista” della maggioranza del gruppo dirigente dell’ex movimento studentesco bresciano.
12 dicembre – Manifestazione studentesca per l’anniversario della “Strage di Stato”.
20 dicembre – Sciopero degli studenti a Darfo-Boario Terme.
A giudicare dall’attenzione riservata dai giornali locali al “movimento”, il 1971 appare indubbiamente come un anno di “riflusso”. Il GdB vi dedica solo 17 articoli (contro i 60 dell’anno precedente), la VdP, in relativa controtendenza (ma il 1971 è anche l’anno del congresso straordinario delle ACLI) 11 (rispetto agli 8 del 1970), Il Cittadino 1 solo (come nel ‘70), La Verità 11 (rispetto ai 13 dell’anno prima), Brescia Nuova nessuno e i giornali del PSIUP 3 (nel ‘70 erano stati 2). In totale 43 articoli, circa la metà di quelli dell’anno precedente. Se manteniamo la schematica divisione degli anni precedenti, il movimento studentesco torna ad essere l’oggetto principale dell’attenzione: comprensibile, visto che l’autunno caldo, i cui strascichi avevano caratterizzato i primi mesi del nuovo decennio, era ormai passato, facendo perdere alle “tute blu” l’attenzione dei media. Il GdB vi dedica 8 articoli, la VdP 2 (ma il movimento studentesco è citato anche in articoli che si occupano principalmente d’altro, come quello per il 25 aprile), la Verità 7 e i giornali del PSIUP tutti e 3 gli articoli. In totale 20 articoli su 43, molto vicini al 50%, quasi come nel ‘68 (pur con numeri assoluti ben superiori).
Il GdB, in linea con l’orientamento adottato soprattutto a partire dal 1969, mantiene un atteggiamento estremamente critico nei confronti delle agitazioni studentesche. Le motivazioni degli scioperi sono spesso messe in secondo piano o riportate in maniera riduttiva o persino caricaturale. Non ci sono più le virgolette alla parola sciopero (ormai anche a via Solferino ci hanno fatto l’abitudine), ma si percepisce il fastidio di fondo verso un movimento ormai saldamente orientato a sinistra, anzi, all’estrema sinistra. In particolare ce la si prende con la pratica dei picchetti di sciopero organizzati fuori dalle scuole, che lederebbero “la libertà di sciopero” (1). E ovviamente si insinua che si tratti di mobilitazioni decise da una minoranza, più o meno all’insaputa del grosso degli studenti. E spesso si ricorre al solito stereotipo di “elementi estranei alla scuola” che inciterebbero allo sciopero (2), argomentazione non certo nuova sulle pagine di quello che il Movimento Studentesco (in questo caso prendendo a prestito una definizione coniata in ambito operaio e sindacale) definisce “Bugiardino”. Rispetto alle lotte operaie vere e proprie (2 soli articoli) c’è un atteggiamento un po’ schizofrenico (anche se la limitatezza del campione rende ardua l’analisi): l’articolo sull’OM (3) è relativamente equilibrato, mentre quello sugli scontri alla Vignoni di Gottolengo (4) è chiaramente schierato a favore di crumiri e carabinieri (coerentemente con la tradizione del GdB, soprattutto quando ci sono tensioni e “tafferugli”). Due articoli sono dedicati alla “rivolta” dei detenuti di Canton Mombello del 16 settembre. Ovviamente la repressione delle “forze dell’ordine” è definita (pur parlando di lacrimogeni e colpi di moschetto) come azione per “riportare la calma”, mentre i detenuti “ammutinati” (linguaggio militare che la dice lunga sull’ideologia del giornalista), che protestano per “presunte violenze”, sono “scalmanati”, “turbolenti”, “facinorosi”, “violenti”. E il giornalista manco si accorge delle contraddizioni nel suo articolo: secondo lui solo una ventina di “facinorosi” hanno dato vita alla rivolta. Salvo poi, in coda al secondo articolo, parlare di una sessantina di detenuti trasferiti per punizione (5). Nei due articoli dedicati al congresso provinciale delle ACLI il tono è di tutt’altro tenore. Si nota il tradizionale “rispetto” verso un’organizzazione che appartiene storicamente alla stessa “parrocchia” (magari, in questo caso, sul lato sinistro) del GdB. La stessa svolta a sinistra, iniziata già da oltre un anno nelle ACLI bresciane e nazionali e confermata dal congresso appena concluso è difficilmente percepibile per il lettore ordinario che non sia addentro ai corridoi del movimento aclista. Stessa cautela in un articolo collegato a questi due, quello sull’assemblea alla Cavallerizza di Livio Labor. Assemblea a cui avrebbero assistito oltre 500 persone, e nella quale l’ex presidente nazionale delle ACLI ha lanciato il suo nuovo Movimento Politico dei Lavoratori, strumento della “sinistra di classe” (6). Improntato ad analogo equilibrio (pur senza nascondere le critiche di tipo stilistico-musicale) è l’articolo sul concerto di Franco Trincale al Teatro S. Chiara. Ma in genere la pagina culturale è per tradizione quella meno “faziosa” del GdB (e di quasi tutti i giornali).
Il settimanale diocesano che, come scrivevamo sopra, aveva ignorato il movimento degli studenti nel 1970, torna brevemente ad occuparsene, con alcuni articoli (di cui solo uno però esclusivamente “studentesco”, quello sui “fatti del Calini”). Il tono è, come ci si può aspettare vista la “questione dei crocefissi”, è ben lontano dagli atteggiamenti comprensivi e paternalistici del 1968 (e parzialmente anche del 1969). Ben più interessante è vedere come la VdP interpreti il congresso delle ACLI, a cui dedica ben 6 articoli. E, analogamente a quanto osservato per il GdB, la cautela regna sovrana, tra un elogio all’impegno (7), un’intervista al nuovo presidente, il “sinistro” Giuseppe Anni, una prosa direi gesuitica per evitare di far risaltare il conflitto con il papa e la CEI (8). Insomma, per capire che la svolta a sinistra c’è stata (con conseguente ricambio dei gruppi dirigenti) bisogna saper leggere tra le righe. Al congresso delle ACLI è dedicato l’unico articolo che ci interessa del quindicinale democristiano (9). Un po’ più esplicito di GdB e VdP, Il Cittadino parla del conflitto con la gerarchia (che scrive con la maiuscola!) ecclesiastica, papa in testa, ma alla fine l’articolo vuol sostenere la tesi di un congresso che ha saputo evitare gli “opposti scogli”, di destra e di sinistra (definiti “clericalismo” e “contestazione”). Insomma, da bravi democristiani, avanti al centro.
Il periodico della federazione del PCI mantiene la linea di appoggio al movimento studentesco degli ultimi tre anni, anche se, tra le righe, cominciano ad emergere critiche verso le “posizioni avventuristiche e politicamente assurde” (10), “l’estremismo parolaio e inconcludente” (11), i “gruppetti ultrasinistri” che porterebbero il movimento stesso ad “oscillare tra rivendicazione corporativa e fuga in avanti ideologica” (12) e consimili. Anche se non si fanno, in genere, nomi e cognomi di organizzazioni e gruppi della “nuova” sinistra, è chiaro che, per La Verità, si è passati dalle generiche critiche di “spontaneismo” del ‘68-’69 (ritenute una specie di malattia infantile facilmente superabile con l’esperienza) all’individuazione di posizioni politiche ben definite e cristallizzate contrapposte a quelle di PCI-FGCI. Significativo anche l’articolo sul congresso provinciale delle ACLI, nel quale ci si compiace della svolta a sinistra consolidatasi con l’elezione di Beppe Anni alla presidenza, ma contemporaneamente si mette in guardia contro il rischio di sbandamenti “troppo a sinistra” (13). Anche il PSIUP, partito da cui provengono buona parte dei dirigenti del MS bresciano, appoggia ovviamente il movimento studentesco, ma i tre articoli dedicatigli sono illuminanti sulle contraddizioni interne in particolare al Movimento Giovanile del PSIUP. Nel numero di “Generazione Socialista” di gennaio, parlando del convegno dei giovani psiuppini dell’8 dicembre 1970, si sottolinea l’eccessiva timidezza nel distinguersi dal moderatismo di PCI e FGCI. E ancora più significativo è l’articolo sul convegno regionale del Movimento Giovanile PSIUP: in esso, con la classica excusatio non petita, si proclama a gran voce che il suddetto movimento giovanile NON SI NON SI PONE ASSOLUTAMENTE AL DI FUORI DEL PARTITO (14). Altrettanto significativo è l’articolo sull’organo della federazione bresciana, apparso in febbraio, in cui si polemizza, per la prima volta, con i gruppi della sinistra extraparlamentare (vengono citati Lotta Continua e Il Manifesto), accusati di astrattismo e settarismo (15). Entrambi chiari segnali delle difficoltà interne ai socialproletari sottoposti alla concorrenza dei nuovi gruppi.
Comunque, anche se raramente incontriamo nei vari articoli usciti sui diversi giornali i nomi dei gruppi che si sono organizzati da un anno o due nella nostra città, la presenza di “ultrasinistri”, “dissidenti comunisti”, “avventuristi”, ecc. è ormai una costante, per lo meno nelle manifestazioni studentesche e giovanili.
1) “Ieri in alcune scuole cittadine improvviso sciopero studentesco”, GdB del 29/1/71
2) Per esempio in “Anche ieri in città proteste degli studenti”, GdB del 7/02/71, oppure “Inchiesta giudiziaria sui fatti del Calini”, GdB del 24/03/71.
3) “Uno sciopero di protesta ieri pomeriggio all’OM”, GdB del 30/01/71
4) “Ancora tafferugli ieri alla Vignoni di Gottolengo: contusi o feriti 7 carabinieri, operai, dimostranti”, GdB del 2/10/71
5) “E’ cessata alla prime luci dell’alba la ribellione a Canton Mombello”, GdB del 18/09/71
6) “Livio Labor ieri alla Cavallerizza”, GdB del 21/02/71
7) “Il congresso rafforza l’impegno delle ACLI”, VdP del 03/07/71
8) Ibidem
9) “Nuova dirigenza delle ACLI bresciane”, Il Cittadino del 18/07/71
10) “Operai-studenti: incontro all’Arnaldo”, La Verità del 15/05/71
11) “Movimento studentesco bresciano: un anno ricco di esperienze”, La Verità del 15/03/71
12) “L’anno della riforma”, La Verità del 30/09/71
13) “Il XII congresso delle ACLI bresciane”, La Verità del 15/07/71, doveC.B. paragona le ACLI ad un cavallo che, tenuto a freno per troppo tempo, rischia di lanciarsi in una folle corsa per recuperare il tempo perduto.
14) “ Prospettive del lavoro in provincia”, Generazione Socialista, gennaio 1971
15) “Il PSIUP e le altre forze politiche”, Riscossa Socialista, febbraio 1971
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