Gennaio – Nasce “Il Potere Operaio” bresciano, con sede in via Moretto 63. Buona parte della nascente “nuova sinistra” si riunisce lì.

15 gennaioMassiccia adesione nel Bresciano allo sciopero generale nazionale contro le gabbie salariali (95% secondo fonti sindacali)

28 gennaio – Manifestazione studentesca in commemorazione dello studente Jan Palach e contro l’intervento del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia.

29/30/31 gennaio – Sciopero generale dei lavoratori della scuola indetto da CGIL e CISL

1 febbraio – Contestazione della “prima” del Teatro Grande: arrestati tre giovani compagni.

4 febbraio – Occupazione del Liceo Classico “Arnaldo da Brescia”

5 febbraio – Occupazione del Liceo Scientifico “A. Calini”

6 febbraio – Sciopero cittadino degli studenti medi, con corteo.

9 febbraio – Durante la notte tra l’8 e il 9 un gruppo di fascisti devasta la sede del movimento studentesco della Cattolica. Il giorno dopo assemblea provinciale dei giovani del PSIUP (tra i quali molti esponenti del neonato movimento studentesco) molto critica con la direzione del partito.

12 febbraio – Nuovo sciopero generale contro le gabbie salariali (80% di adesioni nel Bresciano secondo fonti confindustriali)

10 marzo – Grande successo dello spettacolo di Dario Fo “Grande Pantomima” al Teatro Sociale, con biglietti venduti nelle fabbriche.

11 marzo – Successo analogo dello spettacolo “Dato che”, del “Collettivo del Teatro d’Ottobre”, al Teatro Sociale, con pugni chiusi, slogan, dibattiti

20 marzo – Occupata la Cattolica, in concomitanza con Milano

22 marzo – Sgomberata dalla polizia e dai carabinieri la “Cattolica” di Brescia. L’assemblea studentesca, riunita poco dopo, decide di continuare la lotta

2 aprile – Contestazione del “movimento studentesco” al Teatro Santa Chiara: lo spettacolo “L’obbedienza non è più una virtù” di Mina Mezzadri, accusato di “intellettualismo” e di “rivolgersi ai borghesi”

10 aprile – Primo volantino diffuso agli operai da “I Compagni del Potere Operaio”, con sede in via Moretto, 63

14 aprile – L’assemblea degli studenti della Cattolica (Magistero) approva la mozione del movimento studentesco, respingendo quella dei “moderati” di matrice cattolica.

15 aprile – Protesta di massa dei detenuti di Canton Mombello, in solidarietà coi detenuti di Torino e Milano, per la riforma carceraria.

15 aprile – Tafferugli durante la seconda giornata dell’assemblea degli studenti della Cattolica, tra i militanti del movimento studentesco e i cosiddetti “moderati”

19 aprile – Successo dello sciopero degli statali: fermi i treni e le poste a Brescia e in tutta Italia.

25 aprile – Dopo gli attentati e le provocazioni neofasciste della notte precedente, numerosi giovani e molti ex partigiani attaccano la sede del MSI in via Gramsci.

3 maggio – Manifestazione antifascista in Piazza Loggia: il discorso del sindaco DC, Bruno Boni, viene contestato da “giovani cinesi” (espressione del GdB). Si tratta dell’inaugurazione di una “tradizione” che continua fino ad oggi.

6 maggio – Amnistiato Franco Lombardi Mantovani, dei “provos”, per la manifestazione antimilitarista del giugno 1968 in piazza Vittoria.

28 maggio – Un numeroso gruppo di operai e studenti pendolari blocca la stazione di Lonato per protestare contro la prevista soppressione del treno locale Verona-Brescia-Milano.

30 giugno – Il Gruppo Anarchico Bresciano stampa un “Almanacco delle Effemeridi Storiche”, che sarà diffuso a partire dal gennaio 1970 al prezzo di 500 lire.

Estate 1969 – Apre, in via Milano 75, la sede dell’Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), più conosciuta dal nome del settimanale “Servire il Popolo”.

Settembre – Il Potere Operaio Bresciano si divide in tre gruppi: un gruppo darà vita all’Avanguardia Proletaria Maoista, mentre la maggioranza antistalinista si divide tra coloro che continueranno l’esperienza (trasformandosi pochi mesi dopo in “Centro Lenin”, e mantenendo la sede di via Moretto) e un gruppo indipendente, autodefinitosi dei “cani sciolti”.

18 settembre – Inizia anche a Brescia l’autunno “caldo”. Lo sciopero generale per il contratto metalmeccanico vede una massiccia adesione (100% secondo i sindacati, 80% secondo il padronato) in provincia di Brescia. Scontri con i crumiri davanti all’OM

19 settembre – Secondo giorno di sciopero generale dei metalmeccanici: davanti all’OM un gruppo di crumiri (una quarantina) accoltella l’operaio dell’IDEAL STANDARD Vittorio Alberti, militante FIOM. Polizia e Carabinieri intervengono, caricando i lavoratori, per permettere ai crumiri (reclutati pochi giorni prima in Calabria e condotti con un pullman davanti ai cancelli di Via Volturno) di entrare in fabbrica

20 settembre – Grande manifestazione di protesta per gli incidenti dell’OM, organizzata da FIOM, FIM e UILM. In Piazza Loggia anche gruppi organizzati di “extraparlamentari” (come vengono definiti dai giornali).

27 settembre – Sciopero e manifestazione degli edili, indetta dai sindacati di categoria di CGIL, CISL e UIL, conclusasi con un comizio alla ex Cavallerizza di via Cairoli.

29 settembre – Sciopero e manifestazione dei lavoratori dell’ATB

1 ottobre – Grande manifestazione, con la partecipazione di buona parte della popolazione gardonese, dei metalmeccanici di Gardone Val Trompia

1 ottobre – Dibattito parlamentare a Roma sugli incidenti davanti all’OM. Il ministro del lavoro, Donat Cattin, riconosce nel reclutamento della quarantina di crumiri un atteggiamento antisindacale da parte del padronato FIAT-OM e promette un’inchiesta sulle eventuali “illegalità” commesse dall’ufficio di collocamento di Brescia.

3 ottobre – Sciopero generale in Val Camonica, con manifestazione di massa a Breno. Episodi di “intolleranza da parte di giovani maoisti” avrebbero “turbato” la manifestazione, secondo il GdB.

4 ottobre – Bomba fascista contro la sezione del PCI “Caprani”, in Piazza Arnaldo.

14 ottobre – Sciopero e manifestazione dei metalmeccanici, con contestazione davanti al GdB, definito il “Bugiardino”. Partecipa anche il movimento degli studenti medi, in cui i primi gruppi “extraparlamentari” hanno un ruolo sempre più importante.

16 ottobre – Incidenti davanti ai cancelli della “Pietra” di via Dalmazia: un caporeparto crumiro ferisce un delegato FIOM, Pietro Bono.

18 ottobreIl “Living Theatre” presenta la sua “Antigone” all’EIB (vista l’impossibilità di farlo nello spazio ridotto del Teatro S. Chiara”) con centinaia di spettatori, in buona parte militanti della nascente sinistra “extraparlamentare”.

8 novembre – Sciopero generale per contratti, casa e riforma fiscale. Circa 15 mila in corteo (fonte GdB), compreso il movimento degli studenti che ha scioperato in solidarietà.

10 novembre – Assemblea provinciale dei lavoratori della scuola all’ITIS, con partecipazione del movimento studentesco

19 novembre – Nuovo sciopero generale con manifestazioni in molti centri della provincia. In città manifestazioni dei “maoisti” (definizione del GdB) in Piazza Loggia.

20 novembre – Manifestazione degli studenti dell’IPSIA “Moretto” per chiedere l’istituzione della quarta classe sperimentale. Il giorno dopo assemblea degli insegnanti, in solidarietà con gli studenti.

8 dicembre – Attentato all’Associazione Industriali Bresciani, in via della Posta. Nessuna rivendicazione

15 dicembre – Volantino del Gruppo Anarchico Bresciano in solidarietà con le vittime della strage di Piazza Fontana e con Giuseppe Pinelli.

16 dicembre – In seguito all’attentato di Piazza Fontana, polizia e carabinieri effettuano numerose perquisizioni (tutte senza esito) nelle case di militanti della sinistra “extraparlamentare”.

16 dicembre – Chiusura dell’Università Cattolica fino al 7 gennaio, decisa dal rettore, “visto il perdurare, ad opera del movimento studentesco, di una situazione che rende impossibile lo svolgersi di una normale attività didattica”

22 dicembre – In seguito al successo dello sciopero dei trasporti pubblici, anche a Brescia entrano in azione i militari, che effettuano il servizio sui loro camion.

30 dicembre – Il pretore Vincenzo Cottinelli sospende il processo contro un gruppo di operai della Breda, inviando alla Corte Costituzionale. In sostanza si tratta di una vittoria dei lavoratori.

Nel 1969, l’anno dell’autunno caldo operaio, il GdB dedica 49 articoli alla cosiddetta “contestazione” e alle lotte operaie, che sono oggetto di 19 articoli della VdP, di 4 de “Il Cittadino” (organo della Federazione bresciana della DC) e 1 de La Verità. Il GdB si occupa del movimento studentesco e giovanile in 15 articoli, la VdP in ben 14 articoli, confermando la particolare attenzione del giornale vescovile per questa realtà, e Il Cittadino in tutti e 4 gli articoli. Il Giacobino, come c’era da attendersi da un periodico studentesco, peraltro, come già sottolineato, piuttosto interno al movimento studentesco, ne parla in ognuno dei 3 numeri usciti.

Il GdB conferma parzialmente, ma inasprendo i toni, l’atteggiamento tipico assunto durante il Sessantotto. Si può però notare un indebolirsi della versione paternalistica a favore della stigmatizzazione, in particolare quando si fa riferimento genericamente a “giovani” politicizzati, come nell’articolo sulla contestazione alla prima del Teatro Grande (1). In generale gli articoli tendono a distinguere tra gli studenti “buoni” (a cui si concedono tutte le attenuanti e le cui ragioni – definite “richieste di modernizzazione della scuola” – vengono considerate legittime) e il movimento studentesco, percepito come troppo politicizzato a sinistra. In molti articoli si dà molto spazio a lettere o comunicati di studenti, definiti talvolta “moderati”, in cui si sostiene che solo una minoranza di studenti sostiene il movimento studentesco, mentre le lettere e i comunicati del “movimento” sono in genere riassunti brevemente. In alcuni articoli la faziosità del giornalista del GdB tocca dei punti quasi esilaranti, come quando definisce “studenti dissenzienti” i fascisti che hanno devastato, durante la notte, la sede del movimento studentesco della Cattolica (2). Anche senza scendere sempre a questi livelli, il GdB non nasconde il suo disappunto di fronte a quella che percepisce come una politicizzazione indebita del movimento degli studenti. Ne sono un buon esempio gli articoli sull’occupazione della Cattolica, dove si ribadisce continuamente il fatto che la decisione di occupare (“per la quale non esistono ragioni obiettivamente fondate”, scrive il giornalista) è sostenuta da un’esigua minoranza, anche se si ammette, dati alla mano, che nell’assemblea studentesca sia passata a maggioranza. Gli occupanti sono accusati di aver imbrattato con scritte “blasfeme” e “pensieri di Mao Tse Tung” le pareti della facoltà (3). Si può dire che, mano a mano ci si rende conto di come il movimento degli studenti sia sempre più egemonizzato dalla sinistra (con una crescente consapevolezza del ruolo ogni volta più attivo di “cinesi”, “maoisti”, “estremisti”, ecc.) l’atteggiamento paternalistico (seppur con punte, come abbiamo visto, non certo “comprensive”) dei primi mesi dell’anno precedente si trasforma in un esplicito appoggio agli studenti estranei alla mobilitazione (definiti “moderati” e “maggioranza”) e in una condanna sempre più aspra verso un movimento che ha intrapreso la strada di uno scontro frontale con quel “mondo” che al GdB appare come il migliore dei mondi possibili. A onor del vero bisogna dire che talvolta le ragioni del movimento studentesco riescono faticosamente ad emergere, come nel caso della lettera di protesta per la faziosità del giornalista che descriveva l’assemblea studentesca della Cattolica (4), ma con una saltuarietà e con una visibilità (pagine interne, titoli piccolissimi, lunghezza ridotta, ecc.) ben diversa dagli articoli di attacco al movimento presenti in quasi tutti gli articoli. Oppure, anche quando qualche frase viene citata fra virgolette, come nel caso del processo a Franco Lombardi Mantovani (5), i toni canzonatori che puntano a ridicolizzare le posizioni degli esponenti del movimento studentesco prevalgono di gran lunga. Insomma, il GdB ha scelto da che parte stare, dopo le contraddizioni e le incertezze dei primi mesi del ‘68.

Per quanto riguarda la Voce del Popolo assistiamo ad un’evoluzione in parte analoga, anche se più sfumata. Se fino a pochi mesi prima si parlava di rivendicazioni “legittime” ancorché “confuse”, già con l’articolo sull’occupazione dell’Arnaldo (6) prevale una visione più simile a quella del GdB: gli studenti “buoni” avevano iniziato, un anno prima, un movimento legittimo e comprensibile (ancorché “confuso”). Poi sono stati strumentalizzati da gruppi e partiti (la VdP se la prende soprattutto con lo PSIUP) che fanno del “guevarismo, castrismo, maoismo” le loro idee-guida, e che rappresentano esigue minoranze di “incoscienti”. Bisogna riconoscere che la VdP, al di là di certi titoloni, come quello sopra riportato, resta su un terreno più “politico” e di confronto, probabilmente grazie alla penna di Mario Fappani, autore di molti degli articoli sul movimento studentesco ed operaio del settimanale diocesano.

Anche il quindicinale democristiano si mantiene su una linea molto simile a quella del settimanale cattolico, evitando la contrapposizione frontale che ormai sembra caratterizzare il quotidiano locale, probabilmente grazie al fatto che gli autori degli articoli (a partire dal solito Mario Fappani) appartengano al settore aclista e alla sinistra interna al partito scudocrociato. Il tono generale resta improntato alla “comprensione” delle ragioni del M.S. (indicato ormai con le iniziali maiuscole), pur accusato di “massimalismo” e “impulsività” (considerati un fatto generazionale). Persino nell’articolo dedicato alla manifestazione studentesca per Jan Palach (7) si evitano i toni anticomunisti che ci si sarebbe potuti aspettare, e si esalta la gioventù studentesca, capace di battersi “contro tutte le oppressioni”, da qualunque parte provengano. Significativa dell’atteggiamento relativamente aperto del quindicinale è anche la pubblicazione, di totale sostegno al movimento studentesco, di una lettera di Giulietta Banzi, futura militante di Avanguardia Operaia e una delle 8 vittime della strage di Piazza Loggia. Chiaramente favorevole al movimento studentesco è il periodico dei giovani psiuppini, che esprime totale solidarietà agli studenti della Cattolica sgomberati dalla polizia nel suo numero di marzo (e polemizza aspramente con il GdB). Nello stesso numero si analizza la realtà del Calini dopo l’occupazione di febbraio, attaccando le “manovre repressive” delle autorità scolastiche. Nel numero precedente F. Lisitano, analizzando la situazione del movimento degli studenti a Brescia, aveva criticato le posizioni di tipo “studentista” (“potere studentesco”), richiamandosi all’ortodossia marxista e proposto per il MS due “campagne”: una contro il GdB (vera bestia nera del movimento studentesco locale) e l’altra per una “contro-università popolare al servizio degli operai”. Nel numero di novembre, in pieno “autunno caldo” , l’articolo dedicato al movimento studentesco bresciano fa il punto sulla situazione, sottolineando le criticità dovute allo “spontaneismo”, “all’improvvisazione ideologica”, “allo smembramento delle forze”. Un probabile riferimento all’emergere di forze in contrasto con i partiti operai storici, compreso lo stesso PSIUP. Pienamente rivendicata invece è la bordata di fischi contro il sindaco DC Bruno Boni durante la manifestazione operaia del 7 novembre, definita “unitaria” (compresi molti operai di CISL e UIL).

Nell’anno “operaio” per antonomasia, il GdB dedica 16 articoli alle lotte delle tute blu. Interessante notare che, in generale, l’atteggiamento del quotidiano è molto simile a quello dell’anno precedente fino a settembre, data d’inizio del famoso “autunno caldo”. Comunicati di sindacati (quasi sempre la CISL) e imprenditori, cifre fornite da entrambi, mantenimento di un certo equilibrio. Le cose cominciano a cambiare con lo “scaldarsi” della situazione: emblematici i resoconti degli incidenti davanti all’OM (oggetto poi di un’interrogazione parlamentare a cui risponderà il ministro del Lavoro Donat Cattin). Qui è la versione di imprenditori e polizia che la fa da padrone, con le “violenze” da parte degli scioperanti (con continui riferimenti a scioperanti “estranei all’azienda”) contro i crumiri che sono il succo degli articoli (anche se si dà conto, inspiegabilmente che i feriti sono tra gli scioperanti). Al massimo si tenta di apparire equidistanti parlando di “zuffa” tra lavoratori (8). Nei giorni successivi si assiste ad un ritorno su posizioni più equilibrate (frutto forse anche della manifestazione operaia sotto la sede del GdB del 14 ottobre?) salvo poi riscoprire la “grande paura” che avrebbe preso i bresciani in occasione del nuovo sciopero generale (9), sottolineando l’estraneità al movimento sindacale dei protagonisti degli incidenti avvenuti in altre città. E gli articoli successivi ricalcano un po’ questo copione: non si attaccano mai direttamente i sindacati (tutti e tre uniti in questa fase, cosa che non può essere sottovalutata dal GdB, storicamente molto attento a ciò che accade nella CISL), ma si sottolineano la “paura”, “l’atmosfera pesante”, le “tensioni”, che si presume essere presenti tra una non meglio precisata “cittadinanza” in occasione degli scioperi, nonostante venga sottolineata con soddisfazione la mancanza di incidenti, dopo quelli di settembre all’OM o alla Pietra in ottobre.

Il settimanale diocesano dedica poco spazio alle lotte operaie (in maniera analoga a ciò che era accaduto l’anno precedente) ben diversamente dalla grande attenzione dedicata al movimento degli studenti. In soli tre articoli (su 19) fa capolino l’autunno caldo (come ormai è stato battezzato più o meno da tutti i mezzi di informazione), e tutti portano la firma di Mario Fappani. Il primo riferisce degli incidenti all’OM e del dibattito parlamentare che ha visto protagonista il ministro del lavoro (10). Il secondo parla del coinvolgimento degli impiegati nella lotta sindacale (11). E il terzo è una riflessione sulla forza del movimento dei lavoratori (con un auspicio a rafforzare “l’autodisciplina”) (12). Tutti e tre gli articoli sembrano appoggiare i lavoratori in lotta, pur auspicando, come si è detto, l’autodisciplina, e polemizzano in parte con gli imprenditori e piuttosto vivacemente con “le forze di destra” (che per l’articolista sono i liberali e i missini) che pretenderebbero di limitare il diritto di sciopero.

L’unico articolo dedicato alle lotte in fabbrica uscito sul periodico della Federazione bresciana del PCI è in realtà una breve lettera scritta da uno dei fondatori del Manifesto, l’impiegato OM Roberto Cucchini in merito all’impegno dei “comunisti” (probabilmente la lettera, pubblicata in dicembre, era stata scritta prima dell’uscita del suo autore dal PCI) all’OM nel quadro del rilancio del movimento operaio (13).

Oltre ai due protagonisti principali, il movimento degli studenti e gli operai, ci sono vari articoli dedicati alle “altre lotte”, come quelle dei lavoratori del pubblico impiego, dei pendolari, dei detenuti. Il GdB si occupa di queste lotte, inedite fino a un paio d’anni prima, in vari articoli: tre sono dedicati allo sciopero generale dei lavoratori della scuola indetto da CGIL e CISL a fine gennaio (un ulteriore articolo sul problema riguarda l’assemblea provinciale di CGIL e CISL scuola di novembre e un altro parla della solidarietà dei docenti dell’IPSIA “Moretto” con gli studenti) , uno alla protesta dei carcerati a Canton Mombello di metà aprile, uno allo sciopero generale degli statali del 19 aprile e un altro allo sciopero generale di dicembre dei lavoratori dei trasporti. Per quanto riguarda i lavoratori della scuola il quotidiano bresciano mantiene una linea abbastanza equilibrata, fornendo cifre (del Provveditorato) e comunicati dell’ufficio stampa della CISL (come al solito la CGIL scuola viene nominata, ma senza riportarne gli eventuali comunicati). Si può dire, tra il serio e il faceto, che, se gli studenti vengono bistrattati e agli operai si tirano un po’ le orecchie, i “professori” godono ancora del rispetto dei giornalisti del GdB (14). Lo stesso accade alle categorie del pubblico impiego scioperanti ad aprile: sottolineatura della riuscita dello sciopero e della tranquillità e “compostezza” degli scioperanti. E così, seppur in maniera molto concisa, per lo sciopero degli autobus di dicembre. Per quanto riguarda i detenuti, diversamente da ciò che ci si potrebbe aspettare da un giornale conservatore, pur definendo “turbolenta gazzarra” la loro protesta (un po’ com’era avvenuto per la rivolta analoga del luglio ‘68), si mantiene un atteggiamento tutto sommato “comprensivo” verso gli “sventurati ospiti delle case di pena” (15), in stile al solito paternalista, ma senza gli aspri commenti dedicati spesso al movimento studentesco e giovanile.

La lotta dei pendolari (operai e studenti) di Lonato, che hanno bloccato il treno diretto Verona-Brescia-Milano il 28 maggio, è oggetto di un articolo solo sulla Voce del Popolo, mentre è ignorata sia dal quotidiano sia dagli altri periodici locali.

Gli altri articoli che qui ci interessano riguardano l’iniziativa antifascista e la vita culturale (in particolare teatrale) della città. Al primo ambito sono dedicati quattro articoli del quotidiano, uno della Voce del Popolo e uno de Il Cittadino, tutti legati alle manifestazioni del 25 aprile e alla risposta contro l’attentato della notte del primo maggio alla sede dell’ANPI. Tutti gli articoli sono improntati all’antifascismo “ufficiale”, diciamo così “istituzionale”, con la condanna di ogni “rigurgito neofascista”, il grande risalto dato ai discorsi degli oratori (in particolare quello del primo cittadino di Brescia, il DC Bruno Boni) che condannano “fascismo e violenza”, invitano all’unità nazionale, ecc. ecc. In tutti gli articoli fa capolino, per la prima volta in modo generalizzato, la presenza organizzata delle forze emergenti della “nuova sinistra”, stigmatizzata per aver “disturbato” con slogan e canti i discorsi ufficiali (di nuovo in primis quello del sindaco). I “disturbatori” vengono definiti in genere “cinesi” (una definizione presa in prestito dalla stampa di destra, per distinguere i nuovi arrivati dai comunisti “ufficiali”) e non vengono certo trattati molto bene dalla stampa locale, pur non arrivando ai veri e propri “linciaggi mediatici” della seconda metà degli anni ‘70. In genere sono definiti infantili, immaturi, ignoranti, con un tono che vorrebbe essere un incrocio tra un paterno scappellotto e l’invito a studiare e approfondire. Il quindicinale della DC ci informa che i giovani “cinesi” apparterrebbero al gruppo “Potere Operaio” (seconda sigla ad emergere dalla nebbia, dopo la Lega Marxista-Leninista l’anno precedente). In realtà non si tratta del nascente gruppo omonimo di Antonio Negri, Oreste Scalzone, ecc. (inesistente a Brescia) ma del gruppo “Il Potere Operaio Bresciano”, che unisce vari esponenti della neonata estrema sinistra locale nella nuova sede in via Moretto, 63 (16). Anche la già menzionata Lega Marxista-Leninista riapparirà agli onori delle cronache, con la riproduzione parziale di un suo volantino da parte del settimanale diocesano (17).

Per quanto riguarda la vita culturale e il suo rapporto con la nuova sinistra studentesca ed intellettuale, è il quotidiano locale ad occuparsene in quattro articoli (18). Dario Fo, il “Collettivo del Teatro d’Ottobre”, la Compagnia della Loggetta e il Living Theatre vengono trattati quasi “amorevolmente” nei 4 articoli, e comunque con molto rispetto, come si addice alla pagina culturale di un quotidiano, al di là dell’ideologia conservatrice che lo impregna. D’altra parte non si tratta di “giovinastri pseudo-rivoluzionari”, né di operai in sciopero, ma di settori intellettuali della gioventù bresciana, figli, al momento forse un po’ discoli, di quella borghesia che è il punto di riferimento del quotidiano di via Solferino. I 4 diversi autori ne sottolineano sia gli aspetti propriamente teatrali che quelli direttamente politici (con qualche frecciatina a Dario Fo non esattamente amichevole da parte di A. Valenti, che gli varrà una contestazione la sera dopo, come riportato nell’articolo sullo spettacolo del Teatro d’Ottobre). In generale emerge il clima di effervescenza politica del periodo, con gli spettatori estremamente attivi, non solo con i classici applausi, ma con slogan, pugni chiusi, interventi nell’immancabile dibattito successivo agli spettacoli. Insomma, uno spaccato di quella che il GdB (e un po’ tutti i media dell’epoca) continua a chiamare “contestazione giovanile”.

In altre due occasioni il GdB accenna a quella che potremmo definire “nuova sinistra”, al di fuori del movimento studentesco e di quello operaio. Nel primo caso (riportato anche dalla VdP) si parla dell’attentato d’impronta anticlericale alla chiesa parrocchiale di Concesio (19), rivendicato da un gruppo anarchico sconosciuto (che il GdB definisce “pseudo-anarchici”). Il secondo caso è l’attentato alla sede dell’Associazione Industriali Bresciani dell’8 dicembre e le perquisizioni effettuate negli ambienti “estremisti” in seguito a quell’attentato e a quello, ben più grave, del 12 dicembre in Piazza Fontana, a Milano (20). La cosa interessante è che, mentre nell’articolo del 9 dicembre si parla di ignoti e non si fa alcun cenno a “estremisti”, “anarchici”, ecc., nel secondo, scritto dopo Piazza Fontana, si parla appunto di “numerose persone facenti parte di gruppi anarchici ed estremisti”. Le veline di governo e questura avevano già dato il via alla campagna di “sbatti il mostro in prima pagina”: e anche a Brescia iniziava la strategia della tensione.

Note

1) “Trasformato in arresto il fermo di 3 giovani”, GdB dell’1/02/69

2) “Messa a soqquadro la sede del movimento studentesco”, GdB del 14/02/69

3) “17 giovani fatti sgombrare dal Magistero”, GdB del 23/03/69

4) “Assemblea al Magistero”, GdB del 18/04/69

5) “Amnistia per uno dei capi dei provos di Piazza Vittoria”, GdB del 7/05/69

6) “I neofascisti di Mao”, VdP dell’8/02/69

7) “Contro ogni oppressione”, Il Cittadino del 2/02/69

8) “Ieri lo sciopero degli operai metalmeccanici”, GdB del 18/09/69 e “Zuffa tra operai davanti all’OM” GdB del 20/09/69

9) “Grande paura ma nessun incidente per lo sciopero generale in città”, GdB del 9/11/69

10) “La risposta di Donat Cattin sui gravi incidenti all’OM”, VdP dell’11/10/69

11) “Scioperano anche gli impiegati”, VdP dell’11/10/69

12) “Le conquiste democratiche dei lavoratori”, VdP del 25/10/69

13) “Cucchini – OM”, La Verità, dicembre 1969.

14) “Tre giornate di sciopero dei professori delle medie”, GdB del 28/01/69 e articoli analoghi dei due giorni successivi.

15) “Protesta anche a Canton Mombello: chiedono la riforma carceraria”, GdB del 16/04/69

16) “Cinesi, resistenza e democrazia”, Il Cittadino dell’11/05/69

17) “La mistica marxista-leninista”, VdP dell’8/11/69

18) “Dario Fo tra fantasia e comizio in Grande Pantomima al Sociale, 11/03/69; “Al Sociale gloria e miserie della società dei consumi”, 12/03/69; “La Contestazione al Santa Chiara”, 03/04/69; “Ovazione al Living, ospite della Loggetta”, 19/10/69.

19) “Fragorosa esplosione nel cuore della notte sulla soglia della parrocchiale di Concesio” e “Dolore e riprovazione generale per il gesto demenziale”, GdB del 5/03/69; “Era ad orologeria la bomba esplosa davanti alla Chiesa”, GdB del 6/03/69; “Assurdo ed ignobile gesto” e “Tutta la diocesi deplora l’attentato di Concesio”, VdP dell’8/03/69.

20) “Ignoti hanno fatto esplodere un ordigno sul portone dell’Associazione Industriale”, GdB del 9/12/69: “Ambienti sospettati visitati dalla polizia”, GdB del 17/12/69.


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