Leonard Peltier, il “Mandela dei nativi nordamericani”, è stato al centro dell’attenzione di una quarantina di militanti (e di migliaia di turisti e di veneziani) in questo fine settimana. Grazie alla testarda coerenza di Andrea De Lotto, un compagno milanese che da 12 anni si batte per la sua liberazione, e alla presenza degli Ottoni a Scoppio (una band militante milanese che da molti anni rende i cortei e le manifestazioni meno noiosi e rituali), il piccolo gruppo di attivisti (tra i quali una piccola delegazione di 4 compagn* di Brescia Anticapitalista) ha cercato di far conoscere l’incredibile vicenda del militante Lakota dell’American Indian Movement, da 47 anni ingiustamente sepolto vivo dal regime USA, ai veneziani e ai turisti che affollavano le calle e i campi della Serenissima. Complice anche una motonave (che vedete nella foto) con striscione annesso che ha percorso il canale della Giudecca fino a sfiorare Piazza San Marco, per poi dirigersi verso Burano, Torcello e il MOSE al Cavallino. Nave con striscione e musica degli Ottoni non potevano passare inosservati, ovviamente. Sguardi sorpresi e stupiti, molte mani che si alzavano a salutare da barche e vaporetti, qualche (raro purtroppo) pugno chiuso ad incoraggiare questa singolare lotta quasi semi-secolare (e avvolta da un assordante silenzio mediatico, ovviamente). Una volta sbarcati, il gruppetto, poco numeroso ma molto rumoroso, ha percorso vari chilometri, tra musica, slogan e improvvisati comizi di Andrea al megafono, per rivendicare il diritto a muoversi liberamente per il pianeta PER TUTTI GLI ESSERI UMANI, sottolineando di fronte ai turisti che ci fotografavano come il loro sacrosanto diritto di movimento che li aveva portati a godere delle bellezze di Venezia non fosse ritenuto altrettanto sacrosanto dalle “autorità” italiane, europee, nordamericane, ecc. Autorità chiaramente responsabili della morte di migliaia di bambini, di donne e di uomini annegati nel Mare Nostrum (o morti di sete e fame nel deserto del Sahara o in quello al confine tra Messico e USA). Qualche tensione c’è stata con alcuni (per fortuna pochi) veneziani, in prevalenza bottegai, che non apprezzavano questo discorso di solidarietà internazionalista, simboleggiato dallo striscione di apertura del piccolo corteo, con la frase di Dante Alighieri “Io ho per patria il mondo come i pesci hanno il mare”

Flavio Guidi
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