Se la richiesta del pubblico ministero venisse soddisfatta, l’ex marito, imputato a processo per maltrattamenti fisici e psicologici, sarebbe assolto perché il suo comportamento sarebbe connesso all’«impianto culturale» del paese d’origine, il Bangladesh.

Per la precisione, le parole dell’accusa sono state: «I contegni di compressione delle libertà morali e materiali della parte offesa da parte dell’odierno imputato sono il frutto dell’impianto culturale e non della sua coscienza e volontà di annichilire e svilire la coniuge per conseguire la supremazia sulla medesima, atteso che la disparità tra l’uomo e la donna è un portato della sua cultura che la medesima parte offesa aveva persino accettato in origine». Questa la notizia presa dal GdB. Il tipo menava la moglie, la insultava, la teneva chiusa in casa, le impediva di andare a scuola. Secondo il PM (l’accusa, occhio!) non è poi così grave: le botte gliele dava mica perché voleva farle del male. E così gli insulti. La teneva segregata e le impediva di andare a scuola non perché volesse privarla della libertà, ma per il suo bene, per proteggerla dalla malvagità del mondo esterno. La cultura “bengalese”, secondo il PM, è fatta così, che ci volete fare? Non si può perseguire uno che fa queste cose, se lo fa per motivi “culturali” (leggi religiosi). Mi sembra un bel passo avanti verso la tolleranza “multi-etnica”.

Infatti, io, che appartengo alla Comunità “Stop-noise”, sto pensando di approfittare di questa tolleranza. Nella nostra religione esiste la “cerimonia della pietra”: consiste nel tirare pietre contro tutti i SUV che passano e, se ci si trova al mare, contro tutte le moto d’acqua. Se si colpisce il “motociclista d’acqua” o il “guidatore di SUV” si ottiene una specie di bonus verso il Nirvana (o paradiso per voi occidentali). Un gruppo integralista della nostra religione sostiene addirittura che solo sopprimendo definitivamente il guidatore o il motoacquista si può aspirare al Nirvana. E’ in corso un fecondo dibattito teologico sulla questione. Nell’attesa vorrei cominciare a praticare la cerimonia della lapidazione del SUVvista e MOTOACQUISTA, dalla quale mi ero astenuto perché, si diceva, avrei potuto incorrere nei rigori della legge “occidentale”, che prevede, a quanto pare, uguaglianza di diritti anche per i SUVvisti e i MOTOACQUISTI (oltre che, sembra incredibile, per le donne).

Feicnius


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