Il regime di Putin ha arrestato il militante marxista Boris Kagarlitsky, storico esponente dell’opposizione di sinistra al regime russo. Le ridicole accuse di “sostenere il terrorismo” sono la scusa ufficiale per l’arresto, ma tutti sanno che è la coraggiosa battaglia controcorrente di Boris, contro l’imperialismo e lo sciovinismo grande russo ad essere all’origine di questa persecuzione. Il nuovo zar del Cremlino, Vladimir Putin, non sopporta nessuna critica alla sua politica guerrafondaia, soprattutto se proviene dalle file della sinistra internazionalista. Immagino già i “campisti” di casa nostra: sicuramente Kagarlitsky sarà stato “pagato dalla CIA” (il fatto che la Gestapo non ci sia più è un vero peccato; si sarebbero potuti rinverdire i bei ricordi dei processi di Mosca degli anni ’30). Nel frattempo gli “alter-campisti”, così affezionati alla “lotta del popolo ucraino per la sua sopravvivenza”, staranno cercando qualche giustificazione alle rivendicazioni degli sciovinisti ucraini (banderisti, petliuristi o semplicemente “zelenskisti”) per rioccupare la Crimea (regalata da Kruscev – meglio ricordarlo – nel 1954 alla Repubblica Ucraina, dopo essere stata tolta alla Federazione Russa, e abitata in misura molto minoritaria dagli ucraini). In questo macello, come al solito, mentre i soliti noti (a Mosca come a Kiev, a New York come a Londra, a Roma come a Parigi) fanno soldi a palate, decine di migliaia di giovani (e meno giovani) ucraini, russi, ecc. ci lasciano la pelle, al fronte come nelle retrovie. Continuate pure a mettere gli elmetti: io continuerò a disertare e ad invitare entrambi i popoli a rivolgere le loro armi contro i loro generali e governanti.

FG

RUSSIA: “Organizzare un vasto movimento di solidarietà per chiedere l’immediato rilascio di Boris Kagarlitsky e di tutti i

Aperto un procedimento penale contro il militante di sinistra Boris Kagarlitsky

Da poco è stato reso noto che il Servizio di Sicurezza Federale Russo (FSB) ha aperto un procedimento penale nei confronti del ben noto scienziato politico e sociologo Boris Kagarlitsky, direttore della rivista on line Rabkor.

La ragione formale dell’apertura del caso è stata l’accusa di “sostenere il terrorismo” ma siamo assolutamente certi che la persecuzione di Kagarlitsky è una vendetta per le sue idee politiche.

Recentemente, Boris è stato molto attivo nell’esprimersi sulla situazione politica attuale criticando apertamente sia la politica interna che quella estera dei governanti russi.

Il regime ha ripetutamente cercato di tacitare questo politologo; nel 2018 l’Istituto della Globalizzazione e Movimenti sociali (ISMO), diretto da Kagarlistsky è stato inserito nella lista degli agenti stranieri e, nell’aprile dell’anno scorso (2022), lo stesso Kagarlitsky è stato aggiunto alla lista.

Avendo cominciato la sua attività ai tempi dell’Unione Sovietica, Kagarlitsky è stato imprigionato una prima volta durante il periodo di Yuri Andropov. Ai tempi di Yeltsin durante gli avvenimenti dell’ottobre del 1993, si è opposto alla dissoluzione del Soviet Supremo, finendo in stato di arresto e duramente picchiato. Nel 2021, a causa dei suoi appelli a partecipare alle proteste in seguito alle elezioni alla Duma, è stato sottoposto a un fermo di 10 giorni. Ora Kagarlitsky potrebbe essere condannato fino a 5 anni di prigione.

L’incriminazione di Boris Kagarlitsky è un attacco a tutto il movimento delle sinistre.

Si può essere in disaccordo finché vuoi con le sue personali affermazioni e conclusioni durante i vari periodi della sua attività pubblica, ma noi vogliamo risolvere tutte le nostre discordanze nel corso di un dibattito aperto e onesto quando Boris sarà libero.

Facciano appello a tutte le organizzazioni socialiste e comuniste di organizzare una campagna larga di solidarietà chiedendo l’immediato rilascio di Boris Kagarlitsky e di tutti i prigionieri politici.

Nei suoi articoli e nei discorsi più recenti Kagarlitsky è rimasto sempre ottimista sulla mancanza di prospettive dell’attuale governo russo.

La realtà oggettiva conferma che questo ottimismo è pienamente giustificato perché il governo, nel tentativo di cancellare quello che resta della società civile, crede di poter colmare una enorme falla con un tappo di bottiglia.

Movimento Socialista Russo (RSD)

Mercoledì 26 luglio 2023


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