

05/07/2023
Riprendiamo qui sotto un articolo pubblicato su questo blog il 21.02.2023 circa la ragioni del “presidio 9 Agosto” di piazza Duomo a Brescia, presidio di democrazia partecipata, attivismo dal basso e informazione alla cittadinanza su questioni ambientali e sugli effetti devastatori di progetti da accantonare, come denunciato da numerosi comitati del territorio, organizzazioni politiche e singole/i cittadini sotto la sede della Prefettura, da quasi due anni.
Essendo tuttora indiscusso quell’atto protocollato n.0043586 lasciato in eredità dall’amministrazione Del Bono, di cui si parla, ancora operativo nei suoi effetti circa la limitazione alla libertà di manifestare, provvedimento che la neo-eletta sindaca Castelletti non ha tuttora rimesso in discussione, ma anzi, possiamo dire che dal suo insediamento sullo scranno più alto dell’amministrazione per certi versi la situazione circa l’agibilità all’iniziativa politica delle piazze è anche peggiorata.
Lo testimoniano l’inconcepibile limitazione all’utilizzo di Piazza della Loggia a pochi giorni dall’anniversario della strage fascista e di Stato e relativi seguenti procedimenti, come anche le misure sanzionatorie denunciate dallo stesso “presidio 9 Agosto” nel proprio comunicato stampa.
Alla auto-concessione discrezionale degli spazi per fini anche elettorali nulla di nuovo si aggiunge, nel tentativo di silenziare ogni voce di dissenso verso quelle politiche, che ad ogni livello, lasciano inascoltate le richieste e le indicazioni popolari su questioni politico-sociali-ambientali che riguardano la vita di tutte/i. Restano sostanzialmente valide le preoccupazioni già manifestate a suo tempo, solo con attrici e attori poco diversi. Solidarietà al presidio!
Protocollo n. 0043586, gli ambientalisti sloggiati dalla Loggia.
21/02/2023
“Sono indecorosi vanno cacciati!”.
Per l’amministrazione cittadina a guida piddì gli ambientalisti del “Presidio 9 Agosto”, che con caparbietà denunciano e informano l’opinione pubblica circa le giuste motivazioni nella difesa dell’ambiente naturale del bacino del fiume Chiese e dei territori interessati da un’ulteriore e inutile distruzione, oltre che spreco di risorse pubbliche, sono “indecorosi” ed inoltre incompatibili con la cultura. Vanno cacciati, entro il 26 Febbraio!
Con lettera protocollo n. 0043586 del 6 Febbraio 2023 del settore Promozione della città, l’amministrazione comunale di Brescia dispone la rimozione dal piccolo spazio di Piazza Duomo del pacifico presidio popolare che da oltre un anno e mezzo promuove interlocuzioni istituzionali e iniziative dal basso per la difesa dell’ambiente e del territorio. Timbro, firma e sloggiare!
In questi mesi il #presidio9agosto ha ripetutamente documentato, da ogni punto di vista, le motivazioni della contrarietà al progetto, informando le popolazioni e trovando ampio consenso in quelle direttamente coinvolte, come tra chi vive in città o in zone più distanti della provincia, ma comunque interessate alla sua ricaduta ambientale su tutto il territorio.
Una pratica di coinvolgimento democratico da rispettare, ascoltarne e accoglierne le motivazioni e difenderne il principio costitutivo di cittadini che si organizzano per dire la loro e decidere circa le scelte che impattano direttamente sulla loro vita, sull’ambiente circostante di tutte e di tutti, esattamente il contrario di quanto afferma e dispone quest’amministrazione cosidetta di “centro-sinistra” nelle sue proibizioni anti-democratiche.
Oltre all’annosa questione del progetto del Maxi Depuratore del Garda convogliato sul fiume Chiese e concepito quale altra “grande-opera” che risponde più agli interessi di maxi-profitto per pochi, attraverso la spartizione di potere e influenze, invece che una soluzione ecologicamente sostenibile e rispettosa del territorio e dei suoi abitanti, nello specifico serve sottolineare che il governo della Loggia continua ormai da anni imperterrito con la pratica della proibizione e silenziamento d’ogni voce d’opposizione o alternativa, sia su questioni di portata generale o nazionale come su questioni che direttamente coinvolgono la politica locale nei suoi fatti e nelle sue diverse articolazioni.
Si contano ormai a decine i dinieghi o le limitazioni di spazio pubblico alla libera organizzazione e riunione di cittadine/i su piazze e strade del centro, ripetutesi nel tempo ormai da anni, e sempre con addotte motivazioni che nella stragrande maggioranza dei casi esulano da reali situazioni di impedimento o incompatibilità con altro, quanto piuttosto di natura politica circa l’opportunità di quanto manifestato. Insomma, dipende se piacciono o meno, e come tali l’amministrazione le tratta!
Una logica non di governo della città ma di “padrone” del bene pubblico che l’amministrazione cittadina ha intrapreso e perseguito nel tempo e che porta nella direzione esattamente contraria al basilare principio democratico di partecipazione e condivisione alle scelte collettive.
Un’idea di democrazia, la nostra, di partecipazione e condivisione molto diversa dalla logica del “bavaglio” di un sistema di potere arroccato agli imperativi “lustrini e pailletes” del profitto ad ogni costo e in ogni ambito, magari anche decentrando dal “salotto buono” verso luoghi periferici ogni iniziativa con pubblica partecipazione e portatrice d’istanze collettiva , le quali risulterebbero ulteriormente limitate nella loro già poca visibilità.
Un’idea di democrazia, la loro, che risponde al principio del “decidono in pochi nell’interesse di pochissimi” al quale è necessario opporsi con la mobilitazione e la consapevolezza di non essere moderni sudditi. #bresciaanticapitalista.com esprime piena solidarietà e sostegno al #presidio9agosto!
Scopri di più da Brescia Anticapitalista
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.