Ebbene, sì – lo confesso – sono uno dei circa 60.000 follower di una delle pagine Facebook di Aleksandr Gel’evič Dugin (a sinistra nella foto qui sopra), il principale ideologo dell’eurasiatismo contemporaneo (o neo-eurasianesimo), che mette insieme il tradizionalismo integrale (di Julius Evola) e il pensiero di Martin Heidegger. E’ il guru del nuovo “tradizionalismo russo”.

E ho scoperto che non pochi dei suoi post hanno il “like” di parecchie persone “di sinistra”, perfino di non rari miei “amici di Facebook”. Alcuni dei quali persino pronti a partecipare alla presentazione del nuovo libro di Dugin “Contro il grande reset. Manifesto del grande risveglio”, con la prefazione di Francesco Borgonovo, vicedirettore della “Verità”, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

La pubblicazione in italiano del libro di Dugin è stata sponsorizzata dal “Movimento eurasiatista Terra dei Padri”, che per i propri striscioni usa una grafia inequivocabile, che raccoglie accaniti sostenitori del dittatore siriano Assad e che si fregia dell’equivoco simbolo riprodotto qui sopra.

Il fatto che Dugin si definisca “antiliberale” (e ancora più indebitamente Putin, che per la sua “decomunistizzazione della Russia ha utilizzato a piene mani le politiche liberali e liberiste in voga) non lo fa minimamente apparire in sintonia con con le idee socialiste e comuniste.Com’è noto, ma viene molto spesso rimosso da tanti inconsci filoputiniani di sinistra nostrani, il presidente Putin vorrebbe “denazificare” l’Ucraina, ma, intanto è già riuscito, in venti anni di potere semiassoluto, a “decomunistizzare” la Russia (come si diceva) utilizzando le ricette neoliberali che vanno per la maggiore nel tanto vituperato Occidente. Il tutto in modo non molto dissimile da come Hitler e Mussolini (e Francisco Franco e Salazar), dietro la loro retorica antidemoplutocratica, sostenevano convintamente i loro capitalisti. 

E Dugin è uno dei principali esponenti della controcultura sovietica decomunistizzata (e in gran parte fascistizzata). Dice, Aleksandr Dugin, che in gioventù fu membro del circolo neonazista Yuzhinsky: “Il presidente ha parlato di decomunistizzazione. Penso che volesse solo dire che la Russia ha molti secoli sulle spalle ma noi siamo portatori di una nuova ideologia – non liberale, ovviamente, ma nemmeno comunista. Siamo il popolo dell’Impero. Noi russi non siamo per il passato, siamo per il futuro”.

Così, ho scoperto il sito web russo KATEHON (sito russo ma plurilingue: inglese, francese e tedesco), che si prefigge (è il loro “chi siamo”) di “sviluppare una visione del mondo, una strategia politica, diplomatica, economica e militare per la Russia del futuro, basata sui principi di grandezza, profonda sovranità civile, un’identità rinnovata e giustizia sociale onnicomprensiva”. E continua: “Questo è il compito della Chiesa, della religione e della fede; questo è il fine più alto dello Stato e del potere, questa è la vocazione dell’Impero, che unisce lo spirito e il potere”.

L’archivio del sito è pieno di articoli di esplicito sostegno alla presidenza statunitense di Trump e all’azione dell’ideologo dell’internazionale di destra Stephen K. Bannon.  

Tra i suoi principali redattori c’è proprio Aleksandr Gel’evič Dugin

Tra gli altri, c’è un articolo di Dugin di un mese fa (5 marzo 2022) profeticamente intitolato “Siamo in guerra con la civiltà dell’Anticristo”. Vista la sua diligente cura nell’usare lungo tutto il testo la terminologia imposta dal regime, verrebbe da dire che forse avrebbe fatto meglio ad intitolarlo “L’operazione militare speciale contro l’Anticristo”. Ma probabilmente si è accorto che sarebbe stato grottesco.

Comunque, ironia a parte, nel brano qui sotto, tratto appunto da quel suo articolo, Dugin ci spiega “filosoficamente” il “futuro” che lui (ed il suo amico Putin) hanno in testa. 

Siamo in guerra con la civiltà dell’Anticristo (stralci)

di Aleksandr Gel’evič Dugin, da katehon.com

E’ già successo con il terrorismo islamico. L’Occidente stesso ha creato il fondamentalismo islamico per combattere contro di noi. E, quando gli è sfuggito di mano, l’Occidente ne è diventato vittima. Ma ogni volta che abbiamo offerto il nostro aiuto per combatterlo, o spiegato le nostre azioni contrastando la stessa minaccia, l’Occidente ha rifiutato categoricamente di ascoltarci. I terroristi sono quelli che l’Occidente ha contro. E quelli contro la Russia sono i “combattenti per la libertà” e i fieri “guerrieri della democrazia”. Niente di personale: due pesi e due misure.

Ora è esattamente lo stesso adesso. Se i nazisti sono per l’Occidente e la NATO, non sono “più nazisti”. E se sono russofobi, allora sono solo grandi e “veri democratici”. E non c’è niente che si possa fare per cambiare questo. Per l’Occidente, il male siamo noi. E poiché abbiamo iniziato l’OMS (operazione militare speciale), la colpa è solo nostra. Fine della discussione. 

Da qui la conclusione: dobbiamo raggiungere tutti gli obiettivi fissati dall’OMS, e ottenere una vittoria completa e irreversibile. A quel punto parleremo con l’Occidente, da una nuova prospettiva.

Stiamo cambiando le regole del gioco globale. E la base di questo è la convinzione nella nostra missione storica – salvare il mondo non dall’Ucraina, no, salvarlo dall’Occidente globalista, da questa putrida civiltà tossica, pronta a distruggere l’umanità con la sua cultura perversa, la tecnologia, la sua insaziabile élite maniacale, i suoi progetti di Big Reboot (il Grande riavvio che seguirebbe la Grande distruzione, il Big Reset che l’Occidente starebbe perseguendo, ndt) e il controllo globale sulla coscienza della gente per conto del Governo Mondiale. 

Oggi noi non siamo la Russia zarista, sovietica e certamente neanche liberaldemocratica. Siamo l’ultimo Restrainer (la forza di contrasto, ndt), il Catechon (il potere escatologico e apocalittico che impedisce la venuta dell’Anticristo, ndt). Solo noi ci opponiamo al male globale. E ora questa ideologia deve essere sviluppata, questa missione deve essere dichiarata apertamente e senza vergogna. Allora tutto andrà a posto.

Stiamo combattendo contro l’Anticristo. E questo è ciò che dobbiamo dire. Questa è la nostra Idea Russa. Questo spiega tutto. 

E non riguarda solo noi, non solo gli ucraini o gli europei. Riguarda tutti. Stiamo compiendo il nostro dovere spirituale religioso in questa OMS.

Da https://refrattario.blogspot.com/2022/05/aleksandr-dugin-e-loperazione-militare.html?m=1

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