Il Ddl Zan è stato bocciato al Senato. Ma il paese normale, quello vero, è migliore di chi lo rappresenta e come dimostrano le tante piazze di protesta di questi giorni in tutta Italia non si rassegna a una scelta bigotta, meschina e transfobica [Donne di classe]

Mercoledì scorso, con voto segreto e dopo un iter infinito di rinvii e boicottaggi, è stato definitamente affossato il DDL ZAN al Senato. È stata una pagina vergognosa che parla del clima di odio che la destra bigotta, familista e reazionaria getta a piene mani nel paese. Quello sul DDL ZAN è stato un dibattito feroce, strumentale, falso. Fino alle ultime battute di mercoledì in Senato, dove si sono usati argomenti meschini, distorcenti, inventati. Pur di non riconoscere una realtà cristallina: l’omolesbofobia ma soprattutto la transfobia di chi ha in tutti i modi osteggiato prima e impedito poi l’approvazione del DDL ZAN.
Un dibattito surreale che dimostra innanzitutto che il DDL Zan è necessario e urgente.

La proposta contenuta nel decreto era principalmente quella di estendere gli articoli che riguardano l’incitamento alla violenza e la violenza “per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi” anche ai reati di violenza “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sull’abilismo”.
Il DDL Zan non avrebbe introdotto, quindi, nessuno di quei diritti che fanno parte delle rivendicazioni e delle lotte di liberazione che tanto spaventano la destra omofoba. Sarebbe stato «solo» un presidio minimo di garanzia penale contro reati che altrimenti sono derubricati a «futili motivi».

Non ci stupiamo certo che questo provvedimento sia stato osteggiato da quelle forze politiche storicamente prone a una Chiesa cattolica bigotta e liberticida che da sempre si infiltra nelle istituzioni e nella scuola, pretende di decidere sui nostri corpi e nei fatti limita pesantemente il diritto all’aborto attraverso gli “obiettori di coscienza”.

Altrettanto evidente è il fatto che il DDL ZAN è stato affossato, nel segreto dell’urna, anche da parlamentari che siedono tra i banchi dove dovrebbe in teoria sedere la parte progressista e democratica del paese.

Incredibile poi che persino una parte del femminismo, per fortuna minoritaria nel movimento seppure amplificata dai media mainstream, abbia contribuito a non farlo approvare, finendo per assumere logiche identitarie ed escludenti, incredibilmente convergenti con la bieca propaganda di quei settori reazionari e omofobici che da sempre, ahinoi, infestano questo paese.

Il non riconoscimento di una violenza specifica contro le persone Lgbt+ e in particolare l’opposizione che si è fatta sul concetto di identità di genere è il dato più pericoloso di questa vicenda, funzionale a non riconoscere in quanto tali le soggettività trans e a incanalare la società verso un binarismo sessuale escludente.

Respingiamo decisamente questo approccio e da qui ripartiamo. Il DDL ZAN è stato bocciato dal Senato. Ma il paese normale, quello vero, è migliore di chi lo rappresenta e come dimostrano le tante piazze di protesta di questi giorni in tutta Italia non si rassegna a una scelta bigotta, meschina e transfobica.

Ci riprenderemo il DDL ZAN nella società e nelle piazze, anche con il referendum se sarà necessario.