Pubblichiamo la lettera aperta che la società della cura di Brescia e il Comitato senza confini di Brescia hanno pubblicato; non esprime la posizione di SA Brescia, in cui il dibattito nel merito è aperto, ma la lettera con una impostazione critica è un utile contributo alla riflessione che stiamo conducendo.

Sauro

Avevamo avuto alcune avvisaglie nel passato recente che oggi ci vengono confermate non solo dalle terminologie belliche che vengono utilizzate, ma anche attraverso l’autoritarismo con cui si impongono le regole da seguire e le pene da infliggere per chi non le rispetta. Ci troviamo di fronte ad atti autoritari e ad una vera e propria militarizzazione della salute. In particolare facciamo riferimento all’ultimo Decreto Covid che prevede di sospendere lo stipendio o il demansionamento a personale sanitario che non si vaccina, chiedendone l’immediato ritiro.

Da questo punto di vista sosteniamo a pieno le argomentazioni esposte, in una lettera al “Fatto Quotidiano”, dal dott. Luciano Casolari che, pur essendo vaccinato, esprime la sua contrarietà all’obbligo vaccinale. In essa in particolare si fa riferimento al fatto che comunque nulla cambia per il paziente, in quanto il sanitario vaccinato rimane possibile portatore di infezione, dovendo quindi ugualmente indossare mascherina, attuare il distanziamento e tutte le norme di precauzione: il rischio di essere infettato permane.

Ricordiamo agli smemorati emanatori del decreto che il Trattato di Oviedo del 1996 è legge dello Stato emanata con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 145 del 28 marzo 2001, vietando ogni imposizione di farmaci contro la volontà del paziente qualificandola come crimine contro l’umanità!

Per la prima volta nella storia della Repubblica viene emanato un decreto liberticida che obbliga alla rinfusa categorie di lavoratori “sanitari” creando un precedente che colpisce al cuore la Costituzione e colpisce e colpirà ciascuno di noi. Una cura obbligatoria è vietata dalla legge ai sensi dell’articolo 32 che recita al comma 2: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Abbiamo diritti sacrosanti per cui nel passato si è a lungo lottato. Non parliamo quindi solo delle grandi violazioni della privacy in esso contenuto o delle norme antigiuridiche che sono vietate dallo Statuto dei Lavoratori.

Oggi tocca ai sanitari, domani toccherà ad altri cittadini e lavoratori. Non possiamo permettere che la Costituzione italiana venga stracciata per una categoria perché un domani toccherà a tutti la stessa sorte.

Siamo convinti che non esiste un pensiero unico ed un’unica idea di che cosa sia salute e di quali possano essere le strategie efficaci per conseguirla tanto più che anche tra gli esperti serpeggiano dubbi e incertezze sul futuro della pandemia, delle sue varianti e delle effettive coperture date dai cosiddetti vaccini. Ci sono epistemologie concorrenti rispetto alla medicina biochimica occidentale che insiste sulla eccessiva specializzazione e concentrazione sui sintomi e non sulle cause. Esse hanno una visione complessiva della natura umana interconnessa con ogni forma animale, vegetale e minerale, con ambiente e società, e attraverso questa connessione puntano a rinforzare il sistema immunitario. Esse perseguono un’idea differente di salute basata essenzialmente su prevenzione primaria, alimentazione, stili di vita, salvaguardia dell’ambiente: tutto quanto si sarebbe potuto proporre e fare in questo anno trascorso nell’attesa messianica del vaccino (che poi vaccino vero e proprio non è… ma di questo ne diremo più avanti). Qui ci preme sottolineare che a fronte di visioni differenti che suggeriscono una ricchezza di interventi preventivi si è purtroppo scelta la strada della cura a posteriori, uguale per tutti ed imposta autoritariamente.

L’associazionismo umano, per sua natura, implica la solidarietà tra gli individui, la prevenzione autogestita da piccole comunità di villaggio o di quartiere, attraverso la redazione di mappe di rischio, consigli alimentari, etc. Tutto ciò, probabilmente, avrebbe evitato lo sviluppo della pandemia e costruito nuovi rapporti di partecipazione attiva nella gestione comune dei problemi da affrontare.

(qui possiamo fare riferimento alla lettera della sindaca di Crema: “La medicina a Cuba si fa casa per casa, una dimensione che noi abbiamo coltivato poco, e le debolezze di questa scelta le abbiamo misurate tutte, durante la pandemia, attraversando strade ostili e non presidiate”)

La separazione, la paura della morte, la sensazione di voler stare al sicuro, ci hanno fatto abbracciare uno stato di polizia con tutti i problemi collaterali che questo atteggiamento ha creato anche a livello di salute mentale.

Chi sceglie di non vaccinarsi lo dovrebbe potere fare tranquillamente poiché la libertà di cura dovrebbe essere a fondamento di qualsiasi democrazia.

Venendo alle terminologie ed ai trucchi semantici dobbiamo ricordare che ad esempio “ i vaccini Pfizer-BionTec, Moderna e Astra-Zeneca sono vaccini di nome ma non di fatto eppure, per uno degli arcani misteri, portano la scritta ‘vaccino’ sulle fiale ma non hanno potuto essere registrati come vaccini perché non soddisfano alla definizione di vaccino, che è terapia medica che garantisce l’immunità dal virus per cui è stato creato.

Altre sottigliezze semantiche hanno aiutato.

Una è l’ ‘efficacia’ dichiarata al 95%: diffondendo il valore straordinariamente alto dell’efficacia, i due primi produttori citati non hanno precisato che trattasi di ‘efficacia relativa’, che è ben diversa da quella assoluta e quello che stupisce è che commentatori anche informati continuano a usare la parola senza ulteriore precisazione. Una dimenticanza non da poco.

Un’altra sbadataggine semantica riguarda la parola “approvazione” applicata ai tre vaccini. Ma essi non sono stati “approvati” da nessuna istituzione a ciò preposta, ma solo “autorizzati” alla somministrazione sotto controllo pubblico, e solo per un anno, data la situazione di emergenza. Infatti, i risultati finali delle prove di classe III verranno consegnati alle autorità preposte all’approvazione solo il 31 gennaio 2023 nel caso Pfizer-BionTec e il 27 ottobre 2022 per Moderna.

Anche molte altre ‘narrazioni’ largamente diffuse traballano, a partire dal modulo informativo che deve essere firmato al momento del ‘consenso informato’ che precede la ‘vaccinazione non vaccinazione’. Un ultimo dettaglio: per quanto riguarda il ‘vaccino’ Astra-Zeneca è evidente che la sua credibilità è in discussione, e chi va a vaccinarsi non sa quale gli toccherà. (La militarizzazione della salute Aldo Zanchetta – 16 Marzo 2021 comune.info)

Secondo voi qualche medico o sanitario o persona comune può nutrire qualche dubbio fondato, o gli deve essere imposta la vostra visione dell’interesse pubblico od economico su cui fondate e vendete le vostre certezze?

Per queste ragioni chiediamo apertamente, al Consiglio dei Ministri, il ritiro di questo decreto liberticida.

Società della Cura Brescia

Comitato Senza Confini Brescia (a maggioranza)