Pubblichiamo un appello che da qualche giorno circola in Germania, Svizzera e Austria. Questo il suo link: https://weact.campact.de/petitions/zerocovid-fur-einen-solidarischen-europaischen-shutdown. (Red)

Dopo un intero anno di pandemia siamo in una situazione estremamente critica. Ogni giorno migliaia di persone muoiono e molte altre si ammalano. Il virus Sars-CoV-2 si sta diffondendo sempre più velocemente, aiutato dalle mutazioni. Le misure adottate dai governi non sono state sufficienti: prolungano la pandemia invece di porvi fine e quindi mettono continuamente in pericolo le nostre vite. La strategia di controllo della pandemia (il cosiddetto “appiattimento della curva“) è fallita; una strategia che ha causato milioni di infezioni e decine di migliaia di morti e ha condizionato in modo pesante le nostre vite. Ora abbiamo bisogno di un cambiamento radicale: l’obiettivo deve essere zero infezioni e non “solo 200, 50 o 25”…

Abbiamo immediatamente bisogno di una strategia comune in Europa per combattere efficacemente la pandemia. Non vinceremo solo con le vaccinazioni. Tanto meno se la lotta contro la pandemia consisterà in una limitazione arbitraria delle attività ricreative senza un’adeguata chiusura dell’economia. Vogliamo che le infezioni da Sars-CoV-2 siano limitate a tal punto da rendere nuovamente rintracciabile ogni singola infezione. L’azione determinata di molti altri paesi in molte parti del mondo ha dimostrato che è possibile porre fine alla diffusione del virus.

Facciamo riferimento alla dichiarazione congiunta (https://www.containcovid-pan.eu), che chiede un impegno paneuropeo per una riduzione rapida e duratura delle infezioni da SARS-CoV-2, pubblicata da numerosi scienziati il 19 dicembre 2020. Siamo tuttavia convinti che il contenimento del virus possa avvenire solo se tutte le misure sono concepite in modo da sostenere la solidarietà nella nostra società. Per questo motivo chiediamo le seguenti necessarie misure:

1.  Raggiungere l’obiettivo di zero contagi, tutti insieme. Il primo obiettivo deve essere quello di ridurre le infezioni a zero. Per evitare un effetto ping-pong tra i paesi e le regioni, tutti i paesi europei devono agire rapidamente e contemporaneamente. Se questo obiettivo viene raggiunto, in una seconda fase le limitazioni possono essere tolte con cautela. Il basso numero di casi deve essere mantenuto ad un livello stabile e le apparizioni locali del virus devono essere contenute immediatamente ed energicamente. In terzo luogo, abbiamo bisogno di una visione comune a lungo termine e, su questa base, sono necessari piani d’azione regionali e nazionali. Questi piani devono contenere strategie per lo screening e la vaccinazione, la protezione dei gruppi a rischio e il sostegno di coloro che sono maggiormente colpiti dalla pandemia.

Per raggiungere questo obiettivo, è necessario un blocco comune e solidale delle attività per almeno un paio di settimane. Chiudere significa: ridurre al minimo i contatti diretti – anche sul posto di lavoro! Le misure non possono essere efficaci finché sono concentrate sulle attività del tempo libero, ma escludono la sfera lavorativa. Abbiamo bisogno, per un breve periodo, di fermare quei settori dell’economia che non sono necessari dal punto di vista sociale. Le fabbriche, gli uffici, i cantieri, le scuole devono essere chiusi e l’obbligo di lavorare deve essere sospeso. Questa pausa deve durare fino al raggiungimento degli obiettivi che abbiamo indicato in precedenza. È importante che i lavoratori elaborino e attuino le misure a livello delle aziende. Con questa dichiarazione invitiamo anche i sindacati a prendere una posizione determinata per la salute dei dipendenti, a sostenere le attività proposte a sostegno della salute e a organizzare insieme la necessaria grande pausa comune di solidarietà.

2. Nessuno deve essere lasciato indietro! Le persone possono rimanere a casa solo se si trovano in una posizione finanziariamente stabile; è quindi necessaria una serie completa di misure per tutti, ovunque siano necessarie. Le persone che sono più fortemente colpite dagli effetti della chiusura – come le persone a basso reddito, in condizioni di vita limitate e ristrette, in un ambiente violento, o le persone senza fissa dimora – dovranno essere sostenute con un’attenzione particolare. Gli alloggi collettivi devono essere chiusi; i rifugiati devono essere alloggiati in centri dislocati. Le persone che sono confrontate con una grande lavoro di assistenza durante la chiusura dovrebbero essere aiutate attraverso forme di organizzazione e di aiuto collettive. I bambini dovrebbero ricevere l’istruzione online o, se necessario, in piccoli gruppi.

3. Occorre potenziare l’infrastruttura socio-sanitaria: Il settore della sanità e dell’assistenza sanitaria deve essere potenziato immediatamente e in modo sostenibile. Ciò vale anche per le autorità sanitarie e le amministrazioni responsabili della ricerca di contatti. Il numero di persone occupate in questi settori deve essere aumentato, così come i salari. L’orientamento al profitto nel settore sanitario e dell’assistenza mette in pericolo la salute collettiva. Chiediamo che le privatizzazioni e le chiusure di istituzioni sanitarie vengano riconsiderate. Invece di finanziare gli ospedali con somme forfettarie, si dovrebbe introdurre un finanziamento comune/solidale delle spese necessarie.

4. Le vaccinazioni sono un bene comune globale: una pandemia  può essere vinta solo a livello globale. Le aziende pubbliche e private devono preparare ed eseguire immediatamente la necessaria produzione di vaccini. I vaccini devono essere sottratti al controllo e alla logica del profitto privato. Essi sono il risultato della collaborazione creativa di molte persone e devono appartenere all’intera umanità.

5. Finanziamento solidale: Le misure necessarie costano molto. Parecchie imprese europee hanno accumulato un’enorme ricchezza, che è di proprietà di pochi individui. Con questa ricchezza, un lokdown solidale e tutte le altre misure possono essere finanziate senza problemi. Per questo motivo chiediamo un’imposta di solidarietà-Covid a livello europeo sui grandi patrimoni, i profitti aziendali, le transazioni finanziarie e i redditi più alti.

Vogliamo superare la paralisi politica nella gestione del Coronavirus. Vogliamo anche raccogliere un ampio sostegno in Germania, Austria e Svizzera per il necessario cambiamento di strategia nella prospettiva Zerocovid.

Come i sostenitori inglesi di Zerocovid (https://zerocovid.uk) sappiamo che dobbiamo lottare per la protezione della nostra salute contro gli interessi del profitto a breve termine e gran parte della politica. Non c’è contraddizione tra la protezione della salute e la lotta contro la pandemia da un lato, la protezione dei diritti democratici e dello stato di diritto dall’altro. La democrazia senza la protezione della salute è inutile e cinica. La protezione della salute senza la democrazia porta ad uno Stato autoritario. L’unione di entrambi è la chiave per una strategia vincente di solidarietà Zerocovid. (12 gennaio 2021)