Tristemente la catena dei contagiati e dei morti non accenna a diminuire in modo significativo. Ancora la pandemia dilaga non solo tra chi oggi è in prima linea come il personale della sanità, o chi è costretto dalla protervia padronale ad andare in fabbrica e nei luoghi di lavoro non essenziali, ma anche tra quei ceti sociali più deboli e da sempre bistrattati come i pensionati.

Sicuramente i dati complessivi sia a livello Nazionale, sia a livello Regionale e territoriale ,sottostimano i numeri reali di questo disastro sociale. Ma tutto questo non è proprio casuale! Tutto questo deriva da responsabilità precise ed evidenti:

“QUESTI MORTI DEVONO ESSERE ISCRITTI NEL BILANCIO DI CONFIDUSTRIA E DELLE ORGANIZZAZIONI PADRONALI.”

Organizzazioni di “classe” favorite da una politica succube e subalterna, la cui etica e rappresentanza sociale istituzionale è stata sacrificata sull’altare del profitto, tanto che da molti anni continua il taglio della spesa pubblica per la Sanità Pubblica a favore delle forme private e convenzionate, rendendo il “bene comune della salute” merce di scambio di proprietà privata.

Per questo, quando parliamo di “Operatori Sanitari” ci riferiamo anche a quei lavoratori e lavoratrici che operano nel settore della Sanità privata, laddove i ricatti delle proprietà e delle gestioni delle stesse, sia che siano convenzionate, sia quelle interamente private subiscono più pesantemente il ricatto padronale.

Abbiamo testimonianze di lavoratori e lavoratrici soprattutto nelle RSA dove i turni di lavoro massacranti e la mancanza spesso dei minimi dispositivi di sicurezza portano spesso al contagio degli stessi lavoratori. E questi, come è noto, sono luoghi dove si incarna un vero e proprio massacro degli anziani. Sono ormai decine le strutture di questo tipo dove, uno dietro l’altro, i più deboli muoiono spesso per l’insufficienza o la mancanza di cure adeguate, dei più elementari presidi sanitari e norme igieniche, per non parlare dei dispositivi di prevenzione.

Noi pensionati e pensionate aderenti all’area “riconquistiamo tutto” opposizione in CGIL, siamo con convinzione al fianco di tutti quei lavoratori e lavoratrici che si battono sul posto di lavoro e ovunque, per la tutela di tutti gli oppressi!

Noi lo diciamo chiaro, basta con la prosopopea patriottica e vogliamo ricordare che non siamo tutti nella stessa barca: noi non siamo con coloro che non hanno chiuso le fabbriche e non siamo con coloro che hanno progressivamente svuotato la Sanità Pubblica!

Non ci appartengono e non condividiamo le dichiarazioni ipocrite di chi oggi ci spiega con “faccia tosta e consapevole omissione” quanto sia importante e bella la nostra sanità!
Noi non dimentichiamo che solo negli ultimi 10 anni sono stati tagliati 37 miliardi e decine di migliaia di posti letto, oltre a tutto il reparto socio- assistenziale progressivamente dato in gestione dai comuni alle cooperative, ovviamente per risparmiare e non certo per migliorare il livello di prestazione sanitaria fornito alla cittadinanza. Ma così facendo, contemporaneamente hanno realizzato una forma di “dumping sociale “ nel mercato del lavoro in questo settore. Infatti le cooperative che erogano questi servizi nascono assolutamente solo per fare costare meno il lavoro e lo sfruttamento della manodopera è la prima cosa che viene perseguita.

Essere anziani non è una malattia da debellare lo diciamo forte e chiaro.

In questo momento dolorosamente difficile pensiamo, più che mai occorra essere vigili su tutto ciò che accade, informando il più possibile, attrezzandoci per un domani in cui la pandemia sarà sconfitta, ma la ripresa sarà dura.

Il costo economico del coronavirus, come sempre cercheranno di farlo pagare a noi, e quindi la risposta dovrà essere all’altezza.
Per questo occorre, da subito essere il più possibile pronti alla lotta, noi pensionati” per quanto possibile” ma fortemente uniti con chi oggi è nei posti di lavoro. In primo luogo con tutti quei lavoratori che, anche in questi difficili giorni, spesso hanno saputo raddrizzare la schiena e scioperare per tutti contro la tracotanza dei padroni. Padroni che pretendono che le misure di sicurezza valgano per fare stare a casa le persone, comprimendo le libertà democratiche dei singoli individui, ma che le stesse misure restrittive non valgano affatto nei luoghi di lavoro.
Area programmatica nello spi-cgil “riconquistiamo tutto”

“ Rilanciamo ed unifichiamo le lotte !”