I sedicenti “marxisti” o “rivoluzionari”, semi-, ultra- , para-sovranisti, di destra o di sinistra, che gioiscono per l’incendio di Notre Dame sono essi stessi un prodotto deviante di questa società malata.
Animati da fanatismo, infantilismo e frustrazione, dovrebbero smetterla di profanare la lotta per una società pienamente umana e pienamente integrata con la sua base naturale con le loro oscene grida di giubilo.
Notre Dame è un’opera che nasce in un contesto storico specifico ma è un’opera universale, patrimonio dell’umanità, custode e scrigno dei ricordi e delle storie di milioni di persone che ne hanno solcato le navate.
Non è il frutto romantico dell’ “ingegno individuale”.
È un’opera frutto dell’intelligenza collettiva, di artigiani, maestranze, lavoranti che hanno edificato pietra su pietra sulla base di un disegno che si è gradualmente squadernato davanti ai loro occhi.
È un’opera che, come tante opere del medioevo, prefigura di più la produzione dell’arte in una futura società liberata dalle pastoie del profitto e dell’individualismo competitivo, che tante opere che pure abbiamo amato e ammirato.

(mi pare estremamente preciso rispetto alla puerilità stucchevole degli “entusiasti incendiari” questo breve commento del compagno Antonello – CLAUDIO)
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