Erdogan: “Le nostre Forze Armate hanno dato il via a un’operazione aerea nella regione di Afrin”. Dopo otto giorni di attacchi dell’artiglieria turca e di rafforzamento della presenza militare al confine con la Siria, da questo pomeriggio i jet delle forze di Ankara colpiscono gli obiettivi dei miliziani curdi, mentre i ribelli dell’Els, appoggiati dalla Turchia, portano avanti l’offensiva di terra avanzando da est.
I jet turchi hanno distrutto “punti di osservazione e molti altri obiettivi dei terroristi del Pyd-Pkk” ad Afrin, precisa l’agenzia Anadolu aggiungendo che le unità dei ribelli dell’Esercito libero siriano (Els) sostenuti da Ankara entrati nella regione dalla Turchia “non hanno incontrato alcuna resistenza”. Gli uomini dell’Els stanno avanzando da est con il sostegno dell’esercito turco.

L’appello e le richieste alla comunità internazionale dei Kurdi:

  • Afrin è stata una delle regioni più stabili e sicure della Siria negli ultimi cinque anni. In tale contesto, la città ha accolto un numero di sfollati interni pari alla propria popolazione originale. Le Nazioni Unite e la Coalizione Internazionale devono assicurare il permanere della stabilità e della sicurezza di Afrin. Afrin deve essere protetta da attacchi esterni.
  • Afrin non è una minaccia per la Turchia e non ha attaccato nessuno. Lo stato turco sta attaccando Afrin perché esso è contrario ai curdi e ai progressi che hanno ottenuto. Questa realtà non deve essere trascurata e gli attacchi dello stato turco devono essere impediti.
  • La Russia, che è responsabile dello spazio aereo di Afrin, non deve essere una spettatrice di fronte agli attacchi della Turchia e deve impedire qualunque simile dimostrazione di aggressività.
  • Gli attacchi dello stato turco contro Afrin, il Rojava e l’intera Siria del Nord sono un vantaggio per l’ISIS e altri gruppi Salafiti. La Coalizione Internazionale contro l’ISIS deve prendere delle precauzioni in merito e deve impedire gli attacchi dell’esercito turco.
  • Lo stato turco in Siria è una forza d’occupazione. La comunità internazionale non deve essere una spettatrice di fronte a questa situazione e bisogna fare in modo che l’esercito turco abbandoni il territorio siriano.

 

Ufficio di Informazone del Kurdistan in Italia

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