Quanto sta avvenendo in Catalogna è un vero e proprio colpo di stato condotto dal governo di Madrid: uffici pubblici presi d’assalto dalla Guardia Civile, ministri incarcerati, le sedi dei giornali e dei movimenti politici perquisiti, documenti elettorali e schede di voto (circa 10 milioni) sequestrate.

L’obiettivo del governo di Rajoy, che ha il pieno sostegno del partito socialista spagnolo (PSOE) e di Ciudadanos, è di imbavagliare il popolo catalano e di impedire con la forza che si svolga il referendum sull’autodeterminazione convocato dal Parlamento della Generalidat per il primo ottobre.

Rajoy per giustificare il suo colpo di forza, invoca la presunta illegalità del referendum quando da più di dieci anni i diritti del popolo catalano ed anche solo gli impegni per uno statuto dell’autonomia della Catalogna presi dal Parlamento spagnolo nel 2006, sono stati rimangiati 4 anni fa, spingendo 1,5 milioni di catalani a scendere nelle strade di Barcellona nel 2010. Da allora questa esigenza di controllo democratico è ancora fortemente cresciuta tanto più ogni volta che il governo di Madrid ha voluto impuntarsi sulla presunta unità nazionale spagnola.

In Catalogna più del 70% della popolazione approva il diritto dei cittadini di poter scegliere il loro destino il 1 ottobre. Il popolo catalano ha diritto di votare, il diritto di decidere. Nessuna operazione poliziesca potrà impedire l’espressione di un voto democratico.

Pensiamo che questo diritto non possa essere imbavagliato e che si deve contrastare ogni tentativo di ritorno ai metodi e alle scelte del franchismo.

Coloro che governano a Madrid, ma anche i dirigenti capitalisti europei hanno paura di un referendum che è parte di un vasto movimento che in tutta Europa respinge nello stesso tempo le politiche di austerità che hanno colpito gli strati popolari, la corruzione dei partiti istituzionali e le crescenti restrizioni dei diritti democratici. I governi europei sostengono Rajoy; noi dobbiamo invece essere al fianco del popolo catalano.

Noi difendiamo il diritto all’autodeterminazione del popolo catalano, il suo diritto a costituire una repubblica catalana che possa decidere liberamente quali relazioni stabilire con il resto dei popoli che fanno parte oggi dello Stato spagnolo e dell’Europa.

In tutta la Catalogna sono in corso grandi mobilitazioni, le piazze e le strade sono occupate da decine di migliaia di cittadini per difendere i loro diritti.

Noi sosteniamo le grandi mobilitazioni in corso al grido di “Libertà”, “Voteremo”, “Via le forze di occupazione”.

Noi siamo al loro fianco così come sosteniamo le forze della sinistra dello Stato spagnolo che combattono il governo di Madrid e che si sono schierati al fianco del popolo catalano.

 

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