Contratto decentrato 2016

DAL PREFETTO PER DENUNCIARE LA PREPOTENZA DELL’AMMINISTRAZIONE!
PREFETTO, MA PERCHE’ LA QUESTIONE RIGUARDEREBBE SOLO I VIGILI?
Molti colleghi che in questi giorni hanno avuto modo di seguire sulla stampa locale la vicenda relativa allo scontro tra vigili e amministrazione comunale ci hanno chiesto di capire meglio cosa sta bollendo in pentola. Particolare curiosità ha suscitato il giallo di una lettera pubblicata da Bresciaoggi lunedì 29 agosto a firma di alcuni delegati/sindacalisti della vigilanza (che il giorno successivo non hanno smentito i contenuti ma hanno dichiarato che il documento era riservato ai colleghi e non doveva avere rilevanza pubblica) che tra tanti dati di non facile lettura per i profani conteneva una frase comprensibile a tutti: ora dobbiamo fare vedere loro che non siamo limoni da spremere!
Qualcuno ci ha chiesto: perché solo i vigili non dovrebbero essere spremuti?
Difficile rispondere alla domanda postaci senza rischiare di alimentare una divisione tra vigili e il resto dei dipendenti dell’ente se, come si legge nel documento con cui la maggioranza dell’esecutivo della RSU e CGIL-CISL-UIL-DICCAP hanno aperto la vertenza,
si dice che “la delegazione di parte pubblica con un atteggiamento di prepotenza incredibile, crede di poter impegnare le risorse del decentrato del settore e dell’Ente, frutto di anni di faticosa contrattazione, come meglio crede!”
Se l’amministrazione vuole impegnare le risorse del contratto decentrato dell’ente come meglio crede perché la questione dovrebbe riguardare solo una categoria e non tutti i dipendenti?
NON FACCIAMOCI DIVIDERE DALL’AMMINISTRAZIONE MA NEANCHE DAI SINDACATI E’ IL NOSTRO MOTTO!
A fronte di una situazione che da anni vede un progressivo peggioramento delle condizioni economiche e di lavoro di tutti i dipendenti (alcuni servizi sono al limite del collasso!!) aprire una vertenza solo per la vigilanza, senza chiedere all’amministrazione l’utilizzo di tutte le possibilità concesse dalle norme nazionali, rischia di riproporre uno scenario già visto in passato con il pericolo che le richieste di una categoria, gestite separatamente, producano ricadute negative sul resto dei dipendenti (1400 circa) non coinvolti in nessun modo nella partita. Anzi, tenuti all’oscuro di quanto sta accadendo!!
La nostra volontà di evitare divisioni tra colleghi e di indebolire anche la risposta di quelli più combattivi l’abbiamo espressa con il nostro voto in favore dell’apertura di un tentativo di conciliazione davanti al Prefetto che unificasse in un solo documento le tante istanze comuni cui l’amministrazione non ha mai dato risposta:
soldi per la contrattazioni decentrata, assunzioni che coprano tutte le possibilità concesse dalla normativa nazionale distribuite nei profili e settori a maggiore sofferenza, evitando di scaricare sui lavoratori tutto il peso delle reiterate riorganizzazioni volte a fronteggiare le emergenze.
QUEL DOCUMENTO UNITARIO È STATO BUTTATO NEL CESTINO!
Di fronte ad un quadro normativo nazionale che prevede il ripristino delle decurtazioni del fondo (circa 250.000 euro) ma maggiori margini di assunzioni, CGIL-CISL-UIL-DICAPP si accordano per dividere il fronte dei lavoratori coltivando, a dispetto dell’apparente unità delle sigle affiancate, interessi di parte spesso divergenti che aiutano l’amministrazione più che i lavoratori tutti!
Ed ecco che la CISL chiede all’amministrazione (che non aspettava altro) di creare alla vigilanza 4 nuove posizioni organizzative di prima fascia (costo complessivo circa 80,000 euro) senza neppure subordinarle esplicitamente al fatto che il costo dell’operazione venga coperto dall’amministrazione con risorse aggiuntive;
Dal canto suo il funzionario della CGIL Drera (Corriere Brescia del 18/8/2016) cerca di giustificare con presunti limiti imposti da norme nazionali la scelta dell’amministrazione degli ultimi anni di risparmiare sui costi del personale non reintegrando tutti i cessati che avrebbe potuto assumere. Dichiarazioni mai smentite e sulle quali abbiamo inutilmente chiesto una rettifica alla testata giornalistica che evidentemente ignora la delibera del piano occupazionale 2015-2016-2017 che comprova l’infondatezza dell’alibi accordato dal rappresentante CGIL all’amministrazione. Che apporto offrono alla trattativa queste affermazioni approssimative? Bastava dire che l’amministrazione ha la facoltà, se vuole, di assumere personale per rispondere ai bisogni dei tanti servizi in sofferenza di organico (biblioteche, servizi sociali, demografici, ripristino delle insegnati supplenti nelle scuole dell’infanzia, amministrativi, etc..).
Persino l’ammissione fatta nel volantino inviato solo al personale della vigilanza circa l’iniquità del nuovo sistema di valutazione introdotto nel famigerato contratto del 2015 (fortemente voluto dall’amministrazione e supinamente accettato dai firmatari di quell’intesa) rischia di diventare un elemento di divisione invece che una rivendicazione comune. Nel testo ne viene infatti osteggiata l’applicazione alla sola produttività strategica della vigilanza e non anche alla produttività collettiva di tutti i dipendenti. E questo nonostante le graduatorie per le progressioni orizzontali abbiano evidenziato le storture e la discrezionalità imperante insite già nel precedente sistema di valutazione e che rischiano di sembrare poca cosa al confronto con il nuovo!!
L’UNIONE FA LA FORZA
Riproponiamo una vertenza unitaria che tenga assieme le rivendicazioni comuni a tutti i lavoratori (assunzioni, risorse contratto, sistema di valutazione generale) con gli aspetti positivi rivendicati dalla polizia locale (orari di lavoro, riconoscimento del disagio di chi lavora in strada, rifiuto di sistemi di valutazione astrusi) e le principali richieste degli altri settori (biblioteche, ecc.).
Adelio Andreassi, Stefano Mori, Margherita Recaldini, Antonio Tessadrelli delegati RSU del Comune di Brescia del Sindacato ORMA
Brescia, 1 settembre 2016
ORMA sindacato territoriale autorganizzato
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