Sono parzialmente in disaccordo con le valutazioni che Flavio fa del ruolo degli studenti nelle mobilitazioni.

E’ dal 1848 che gli studenti hanno un ruolo fondamentale nell’innesco dei movimenti rivoluzionari e nella loro radicalizzazione, in Europa, ma anche nel resto del mondo.

In Francia in particolare, ma il caso italiano è simile almeno nel ventesimo secolo.

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Gli studenti  per le loro peculiarità nel mondo moderno sono un barometro particolarmente sensibile dell’instabilità e insofferenza della società.

Anche nel 2016 in Francia non hanno fatto eccezione. All’inizio del movimento hanno fatto da detonatore, hanno generalizzato e radicalizzato le mobilitazioni, insieme a limitate sezioni sindacali di SUD-Solidaire e CGT.

Ricordiamo come è nato questo movimento con le riunioni della JC e dei Giovani dell’NPA con le sezioni sindacali dirette dai compagni delle organizzazioni politiche anticapitaliste.

Nelle prime riunioni la discussione, in una situazione difficilissima come quella di febbraio, hanno deciso di provarci, perché soprattutto nei settori giovanili studenteschi e di lavoratori sembravano esserci disponibilità timide alla lotta.

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Poi le prme giornate di lotta in cui gli studenti erano tanti quanti e forse più dei lavoratori, le occupazioni delle facoltà e dei licei…… e poi le intersindacali e i comitati di sciopero unitari e la discesa in campo della classe operaia francese nei suoi settori determinanti che hanno cambiato tutto.

Per questo non sottovaluterei il ruolo del movimento studentesco come, forse, principale alleato della classe operaia, detonatore dei movimenti generali ed elemento di radicalizzazione delle lotte.

Il movimento francese del 2016 inoltre ci consegna di nuovo non solo la centralità del movimento operaio, ma anche il ruolo fondamentale dell’organizzazione rivoluzionaria, e dell’unità nella lotta dei lavoratori, ma di ciò in altra parte.   Sauro

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