di Eugenia Foddai

E’ possibile che i cittadini riescano a bloccare una speculazione che avrebbe sconvolto il territorio in cui vivono? E’ successo a Erbusco, in provincia di Brescia, dove un ricco imprenditore Vittorio Moretti ha deciso che conveniva a tutti l’ampliamento del centro commerciale Porte Franche di sua proprietà, e la riapertura della ex cava Noce di Zocco di Erbusco. Il progetto comprendeva 38 mila metri quadrati tra negozi, servizi e 850 parcheggi sotterranei ricavati nella collina che fronteggia l’attuale centro commerciale, l’asportazione di 100 mila metri cubi di svuotamento della collina stessa sarebbe stato risolto col riempimento della cava che per il 30% è anch’essa di sua proprietà, dando così inizio alla riapertura della discarica che era stata bloccata dopo un lungo presidio da un agguerrito comitato nel 2007/2008.

Il signor Moretti pensava di prender due piccioni con una fava, la fava era la consultazione popolare. Se avesse vinto il SÌ, come tutto faceva presagire, il centro commerciale sarebbe stato ampliato e la cava sarebbe stata riaperta e col pretesto del riempimento del 30% l’amministrazione comunale aveva già scritto nero su bianco la riqualificazione “ambientale” del restante 70% con terra da scavo.

Ma chi è Vittorio Moretti? E come e perché può fare il bello e cattivo tempo nel comune di Erbusco? Quali i legami tra lui e il sindaco?

Il Vittorio si delizia delle tre V, la sua, e quelle di Feltri e Sgarbi: è in buona compagnia! Nelle interviste ci regala la solita panzana dell’imprenditore che si è fatto tutto da solo, cominciando come muratore, che già all’età di 27 anni ha fondato la sua prima impresa edile puntando tutto sul prefabbricato, dedicandosi poi ai vini, alle cantine, ai cantieri navali e via di seguito. L’elenco dei suoi interessi economici porterebbe via troppo spazio. Oggi è presidente del consorzio vini della Franciacorta e, per promuovere la sua immagine di ambientalista, la figlia Valentina ha ricordato alla popolazione franciacortina, in una delle assemblee per la presentazione del progetto, i gioielli di famiglia: la ristrutturazione dell’Albereta Relais & Chateaux, un resort a 5 stelle tra i più belli d’Italia, il Franciacorta Golf Club e il suo rapporto col mondo della ristorazione che gli ha permesso di portare in Franciacorta il famoso cuoco Gualtiero Marchesi: tutta roba per super ricchi!

Per il piano di recupero e la direzione dei lavori all’Albereta e per il progetto delle residenze nell’area del Golf Club, Moretti si è avvalso, guarda caso, dello studio Architetti Associati di cui fa parte Ilario Cavalleri, ora sindaco di Erbusco, eletto nel 2014 con una lista civica “Erbusco Futura”, tra i suoi assessori troviamo, ancora guarda caso, Luca Moretti con delega ai Lavori Pubblici, Patrimonio e Protezione Civile, nipote di Vittorio.

All’infausto progetto di ampliamento del centro commerciale Porte Franche e alla riapertura della ex cava Noce di Zocco di Erbusco, si è subito opposto un fronte eterogeneo e trasversale di militanti, attivisti, ma anche gente comune e giovani alle prime esperienze di lotta, che comprende il Comitato di tutela ambientale di Villa Pedergnano, la lista civica dell’ex sindaco Isabella Nodari, Legambiente, M5S, Lega Nord, Pd, Prc, Confcommercio e non ultimo il Centro Sociale 28 maggio di Rovato. Tutti insieme nel Comitato del NO a questo progetto che, fra le tante criticità, mette in pericolo la falda acquifera sotto la cava che dà da bere a 75 mila persone. Già nel 2003 i comuni di Cologne, Coccaglio, Chiari, Rovato, Pontoglio, Cazzago San Martino e Palazzolo sull’Oglio confinanti o limitrofi alla cava stessa avevano espresso ferma contrarietà alla realizzazione della discarica. Praticamente ogni due per tre c’è qualcuno che cerca di riaprirla!

Eppure Moretti e i suoi erano sicuri di vincere. Ecco perché si sono sbilanciati con una consultazione in linea con la democrazia partecipativa. Non per niente nel verbale di deliberazione del consiglio comunale n. 20 del 1 aprile 2016 si legge che la Società Moretti S.p.A., si dichiara disponibile a prendersi carico di tutte le spese relative alla consultazione, consistenti nella spedizione alle famiglie del Comune del materiale illustrativo ed informativo relativo al quesito oggetto di consultazione. A questo proposito Moretti ha pagato delle giovani distributrici che in giro per il paese e nel centro commerciale hanno fatto propaganda per il SÌ, ha fatto stampare magliette e opuscoli vari, comprato pagine di giornali, promesso 80/100 posti di lavoro, e dulcis in fundo, cosa di una gravità inaudita, come un vero e proprio padrone delle ferriere, ha inviato una lettera “A tutti i Dipendenti e Collaboratori delle Aziende del Gruppo Terra Moretti”, e dopo aver ricordato che il Gruppo non ha mai fatto un’ora di cassa integrazione, garantendo sempre lavoro e stipendio a tutte le famiglie (a suo dire 2000 persone fra dipendenti e indotto), nonostante la crisi, chiede un gesto di responsabilità e di impegno verso il Gruppo stesso, ma prima ancora (testuali parole) verso il “Vostro posto di lavoro e il futuro delle Vostre famiglie” ribadendo che è fondamentale andare a votare SÌ con famiglia, amici e conoscenti.

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L’ingerenza di Moretti non arretra davanti a nulla e per valorizzare il suo progetto chiede una variante urbanistica che trasformi in edificabile un’area agricola di 14.125 metri quadrati di fronte al centro commerciale Porte Franche, prevedendo in compensazione la sua parte di proprietà dell’ex cava Noce quando fosse riempita e in aggiunta un’area di 19.685 metri quadrati della casa di riposo “Valotti” che verrebbe indennizzata; il tutto intervenendo direttamente sulla viabilità pubblica, e promettendo, per rendere meno amara la pillola, piste ciclabili, parcheggi pubblici, verde pubblico, e un versamento di 3 milioni di euro di oneri al comune da utilizzare per una serie di opere pubbliche … tutto questo “pubblico” ad opera di un “privato” lascia sconcertati e non vorremmo mai che “Erbusco Futura” pensasse di poter mettere il “futuro di Erbusco” nelle tasche di Moretti …

Nonostante il peso economico del suo impero alla consultazione di domenica 29 maggio 2016 nel comune di Erbusco il 53,94 %, sul 45,66% degli aventi diritto, ha detto NO al progetto di ampliamento del centro commerciale Porte Franche, e conseguente riapertura della ex cava Noce, che dunque non sarà inserito nella variante del PGT; nella speranza che il Sindaco mantenga le promesse fatte Urbi et Orbi.

In una provincia, quella bresciana, dove i centri commerciali si cannibalizzano a forza di colate di cemento, distruzione di territorio e posti di lavoro, è stata sconfitta la politica degli interessi privati a scapito degli interessi pubblici, o comuni che dir si voglia. Il futuro della Franciacorta non può che essere ecocompatibile, prioritari sono il benessere e la salute dei suoi abitanti che patiscono, nonostante le dolci colline, un tasso di malattie cancerogene molto più elevato della media nazionale, colpa dei prodotti che vengono utilizzati per la viticoltura drogata dalla chimica di sintesi.

La comunità di Erbusco aveva una responsabilità che andava al di là dei suoi confini, fortunatamente per tutto il territorio franciacortino la gestione in proprio di una questione sovra comunale è stata sanzionata dal voto: con questo NO Erbusco ha resistito al ricatto di un padrone che per i suoi interessi non guarda in faccia a nessuno, e dato sostanza alla nostra speranza che Davide possa infine vincere Golia. Alle tre V di cui va fiero Vittorio Moretti, ora ne aggiungiamo un’altra noi, la V di VITTORIA, finalmente la nostra! ( almeno per ora …)

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