Molti hanno visto il bellissimo film di Francis Ford Coppola (e pochi, credo, avranno letto il libro che in parte ispira il film, “Cuore di tenebra”, di J. Conrad). Mentre guardavo le immagini dell’ennesimo attentato dei tagliagole islamo-nazisti, pensavo al colonnello Kurtz (Marlon Brando nel film), e al colonnello Kilgare (R. Duvall), quello che dice “Mi piace l’odore del napalm al mattino. Una volta abbiamo bombardato una collina, per dodici ore, e finita l’azione siamo andati a vedere. Non c’era più neanche l’ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell’odore… sai quell’odore di benzina? Tutto intorno. Profumava come… come di vittoria”. I seminatori di morte dall’alto (droni, bombardieri, bombe più o meno intelligenti, più o meno atomiche) “impazziti” nel loro ruolo di “pacificatori al napalm”, hanno seminato bene, nonostante l’omaggio a Wagner, la loro barbarie di bombardieri imperialisti, di difensori della “civiltà occidentale”. Dai fiori maledetti del loro sonno della ragione ispirato dall’unica legge che conoscono, quella del profitto, sono nati questi altri mostri, che sono lo specchio asimmetrico della loro follia. Stasera, davanti alla TV, ascoltavo i deliri soddisfatti della Meloni, dell’impresentabile Luttwack, che non riconoscevano negli islamo-nazisti i loro allievi, quelli che hanno nel loro DNA etico-politico i loro stessi valori: quelli della sopraffazione, dell’intolleranza, del razzismo (islamofobico gli uni, islamista gli altri), del “Dio è con noi” declinato in arabo come in tedesco, o in inglese (ma anche in italiano, o in russo, o in francese, in tutte lingue di questo mondo). Ascoltavo gli applausi del pubblico ad ogni loro sparata securitaria ed anti-immigrati. Come volevasi dimostrare. Come c’era da aspettarsi. I due “fascismi” si alimentano a vicenda. L’estrema destra islamista alimenterà l’estrema destra “occidentale”, in un crescendo guerrafondaio che non farà che aumentare il già allarmante livello di follia collettiva. Forse lo “scontro di civiltà” dei profeti di sventura a pagamento ha qualche chance in più, oggi. Soprattutto se noi ce ne staremo, esterrefatti, a guardare, presi come siamo a guardarci l’ombelico.
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