– martedì 15 marzo: Montichiari, via Ciotti 138 (int. 22): resistenza e rinvio al 16 maggio.
E’ guerra!
La luce, il gas, l’acqua già tagliati o a rischio continuo.
Il lavoro svaporato con le prime avvisaglie.
La sicurezza perduta; se mai c’è stata.
La casa, con legalità. bombardata e da sfollare.
A piedi, con una borsa e una vecchia valigia, lungo le strade del mondo. Schiacciati contro un filo spinato; da forzare a tutti i costi. Sotto cui far passare, almeno, i figli.
Ogni giorno, fra l’occidente e l’infamia, migliaia di esseri umani vivono in stato di guerra.
Difesi solo da una guerriglia continua di azioni dirette di resistenza. Disperate e indispensabili e senza tregua.
Bambini, donne e uomini sotto bombardamento da parte della legalità dello stato e dell’economia capitalista.
Uno stato di cose violente e ingiuste; contro cui diventa giusta e indispensabile la disobbedienza resistente. Minuscola o grande che sia!
Una resistenza che, nel suo esplicarsi, mette in discussione le ragioni stesse dell’esistenza dello stato come costruzione insostituibile della convivenza possibile.
Inserisce i germi benefici di un’altra e più felice. Immagina, nella pratica, una vita solidale senza padroni e sfruttamenti e autorità regolamentari.
In ogni caso, garantisce, qui e ora, il diritto alla vita in dignità.
VITTIME DI GUERRA
Era arrivato con sua figlia nel vicolo di Travagliato; quando, nella notte di martedì 8 marzo, i carabinieri stavano tentando di buttare fuori casa 3 bambini e i loro genitori.
L’ho visto arrivare quasi di corsa, pur con la sua gamba claudicante; come tante altre volte, a fianco di ogni condannato per povertà.
Da qualche giorno è intubato in ospedale per un infarto. Fra pochi giorni sua figlia e suo nipote subiranno l’ennesimo sfratto esecutivo. Lui, come sempre, ce ne parlava con preoccupazione.
Nessuno ci venga a spiegare che, anche, questo è un caso maligno del destino.
Migliaia di esseri umani poveri sono schiacciati dentro un frullatore sociale di paure, di tensioni, di panico, di incubi a occhi aperti. Dove, anche, la fibra più tenace si spezza.
Sì! C’è una guerra da queste parti e altrove. L’hanno scatenata i ricchi contro il resto dell’umanità. Per chiarire bene che siamo tutti precari e dipendenti dalle volontà superiori e imperscrutabili; le uniche in grado di guidare l’umanità .
Per stabilire senza ombra di dubbio che non c’è spazio per la disobbedienza e le ribellioni.
All’umanità subalterna non spettano diritti, ma solo benevole carità e concessioni devolute dall’alto; per un bene superiore che necessita di sacrifici.
– mercoledì 16 marzo:
a Brescia in via Gorini N.6. RESISTENZA E RINVIO! (l’ufficiale giudiziario non ha comunicato la data).
a Calcinato in via Roma n.7: passaggio da casa a casa per Karima e suo figlio, entro lunedì 21 marzo.
QUESTA LOTTA SA DI FANGO!
Questa lotta sa di fango, di paura, di acque sporche e tumultuose da attraversare.
Per trovare, dall’altra parte, un nuovo muro di filo spinato e di divise corazzate.
Questa lotta sa di dignità e di coraggio perché non la fermano e non la sgomberano.
Alza la voce e attraversa i confini della repressione. Parla di vita e di futuro e di speranze.
Cambia lo stato di cose presenti nel suo farsi progetto alternativo di esistenza collettiva.
Questa lotta è in marcia e scuote le coscienze. Smaschera l’inutilità dei politici al servizio delle ricche e circoscritte classi dominanti.
Crea solidarietà inattese e si fa portatrice di una diffusa, trasversale idea di pace e di convivenze: indispensabili, possibili e giuste.
Parla il linguaggio semplice e comprensibile del diritto alla vita per ciascun essere umano; quale sia la sua provenienza, la sua ideologia, la sua cultura, la sua povertà.
Questa lotta ha gli occhi dei bambini che scivolano sotto il filo spinato e di quelli sbarrati in camera, in attesa dello sfratto.
E degli altri, chiusi senza più alcun respiro e promessa.
col cuore a Idomeni e ovunque ci si batta per la vita
– VENERDI’ 18 marzo:
a Brescia in via Marconi n.38: resistenza e rinvio al 15 aprile.
a Palazzolo s/O in via Tagliamento: accordo di passaggio da casa a casa e rinvio al 10 luglio.
SCIOPERO SOCIALE
Non saremo al corteo dello sciopero scontro la guerra e il massacro sociale di stato e capitale.
La nostra lotta non ha pause; davanti e dentro le case e le famiglie sotto sfratto per povertà conclamata. Causata, proprio, dalle politiche e dal sistema contro cui si sciopera.
Nelle resistenze ripetute e, di più, nelle repressioni plateali e violente esercitate dallo stato, ci sono già evidenti tutte le ragioni e le critiche.
Nei picchetti antisfratto, nelle case occupate, nelle ribellioni per i diritti. E, al contrario, nei caschi, negli scudi, nei manganelli che esercitano il monopolio della violenza e l’esclusività legislativa dello stato; in tutte queste azioni risalta il fallimento di stato e capitale e, in contrasto, il progetto di una socialità solidale è possibile.
VIVE LA COMMUNE!
(18 esseri umani ancora con una casa)
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