Stasera, alle 21, la sala della “Casa della Sinistra” in via Eritrea, a Brescia (sede del PRC) era inaspettatamente (almeno per me) piuttosto affollata: una cinquantina di persone, appartenenti a quasi tutte le organizzazioni politiche e sindacali della sinistra bresciana (e non solo, visto l’intervento della delegata dell’OPAL e Pax Christi). La relazione di Luigino Beltrami ha sottolineato l’urgenza della mobilitazione contro le guerre già in corso e quelle prossime (leggi Libia), senza risparmiare critiche agli errori e pusillanimità della cosiddetta “sinistra radicale” negli sciagurati anni del compromesso governativo con Prodi e il centro-sinistra (e anche oltre, soprattutto per quanto riguarda SeL, presente in sala) e cercando di sviscerare le ragioni del riflusso del movimento anti-guerra del 2001-2003 e delle enormi difficoltà che prevedibilmente avremo di fronte. Molti gli interventi, da Giorgio Cremaschi alla rappresentante di Pax Christi, da Sinistra Anticapitalista al PRC, da Ross@ al PCL, da SeL alla CUB, da Majid (compagno marocchino) al Movimento Non Violento. In generale è emersa la volontà condivisa di iniziare un percorso comune di mobilitazione, a partire dalla manifestazione davanti alla base atomica di Ghedi, prevista per sabato 12 marzo alle ore 14, che dovrebbe vedere la partecipazione anche di compagni provenienti da altre province della Lombardia. Il prossimo appuntamento è per mercoledì 2 marzo, presso la sede di Ecopoint (corso Mameli, di fronte all’ex-OVS), per preparare il flash mob di sabato 5 marzo in centro a Brescia
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