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Tutta la giornata di venerdì ha visto ancora gli operai metalmeccanici della Motive, insieme al loro sindacato SI-Cobas e a solidali del Mag47 e di Sinistra Anticapitalista, in sciopero a presidiale i cancelli dell’azienda per richiedere l’inquadramento nel contratto metalmeccanico. I lavoratori assunti da Uniqacoop percepiscono 6,70€ lorde all’ora e non ricevono gli istituti contrattuali, arrivano così a circa 900€ al mese a fronte di 170 ore medie al mese.

La cooperativa nella giornata di venerdì ha mandato una delegazione che però ha ribadito le sue posizioni, senza sostanziali aperture, e quindi lo sciopero è continuato per tutto il giorno.

Uno dei padroni della Motive, Giorgio Bosio, innervosito per i danni che lo sciopero sta arrecando all’azienda, che fa utili notevoli, costruendo motori elettrici e inverter di alta qualità, ha risposto al Giornale di Brescia, che dava notizia dello sciopero, qualificando come “serrata” lo sciopero, in quanto gli operai sono “soci” della coop.

La vergogna è che un padrone definisca i suoi operai pagati 6,70 euro lordi all’ora per lavorare su macchine complesse in linee di produzione flessibili, “padroncini”.

Per questo ha definito lo sciopero attività criminosa.

Quante aziende metalmeccaniche nel bresciano stanno utilizzando operai in produzione assunti tramite cooperative e non inquadrati come metalmeccanici, ma come addetti alle pulizie?

Il principale sindacato dei metalmeccanici bresciani la FIOM (che ha avuto una grande tradizione di lotta e conquiste) ha intenzione di sostenere e organizzare le lotte di questi operai supersfruttati?

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