Oggi pomeriggio eravamo una cinquantina, davanti alla RWM di Ghedi, la fabbrica delle bombe usate dai sauditi per massacrare il popolo yemenita. Contemporaneamente in Sardegna, a Domusnovas, altri compagni protestavano davanti al sito produttivo della RWM, da dove partono i cargo che porteranno il loro carico di morte al criminale regime medievale di Riyadh. Non moltissimi, comunque sufficienti per mostrare che, nel torpore generale (compresa buona parte della sinistra, “antagonista” inclusa) qualcuno comincia a tentare di rialzare la testa contro la barbarie guerrafondaia che avanza un po’ ovunque. I compagni, soprattutto di Sinistra Anticapitalista, PRC, Ross@, CS 28 maggio, Comitato Rifiuti Zero e altri gruppi ambientalisti, con qualche compagno dell’Intersindacale (Opposizione CGIL e COBAS), hanno appeso striscioni di protesta sui cancelli della RWM e, dopo una breve conferenza stampa (presente solo Bresciaoggi, inspiegabilmente assente Radio Onda d’Urto!) si sono recati nel centro di Ghedi per volantinare ed appendere altri striscioni. Il prossimo appuntamento di quello che si spera possa diventare un vero movimento anti-guerra è per l’8 gennaio, al CS 28 maggio, per decidere come continuare.

Flavio


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