Se nell’articolo precedente ho gettato lo sconforto tra le file dei compagni (ed in generale dei “razionalisti”), ora, dopo aver dato il famoso colpo “al cerchio”, ne darò uno alla botte. Infatti, car* compagn*, non perdiamoci d’animo. L’avanzata della barbarie e delle tenebre medievali non è incontrastata! Infatti, anche il numero di atei ed agnostici cresce rapidamente nel pianeta, e non solo nelle zone più sviluppate (dove già da un secolo e più l’esercito di coloro che hanno rinunciato all’oppio dei popoli non cessa di ingrossare), ma persino nei paesi del cosiddetto “terzo mondo”. Anzi, persino in un paese simbolo della “religiosità”, come l’India, gli atei e i “non religiosi” sono raddoppiati in vent’anni, passando da 9 a 18 milioni! E addirittura un paese “musulmano”, come la Turchia, ha cominciato a fornire la cifra di questi “senzadio” (circa un milione e mezzo). Un’avvertenza: le cifre sottoriportate sono, ancor più di quelle precedenti sull’Islam, non sono sempre affidabili, vista la difficoltà a definire una persona “atea o non religiosa”. In Italia, per esempio, si stimano a 11/12 milioni: ma come si ottiene questa cifra? Coloro che non si recano mai o quasi mai in chiesa, moschea, sinagoga, ecc.? In tal caso almeno 30 milioni di italiani apparterrebbero a questa categoria (secondo le cifre fornite dalla principale agenzia italiana di spaccio dell’oppio popolare, la sedicente Chiesa Cattolica). Coloro che non versano l’8 per mille alle varie chiese? In tal caso la cifra è più o meno quella indicata dalla stima iniziale (ma persino io preferisco dare il mio 8 per mille ai valdesi, piuttosto che allo Stato borghese!). Ma le cifre sono ancora più aleatorie se guardiamo, per esempio, ciò che è accaduto nei paesi dell’ex-URSS. Prendiamo la Moldavia: qui gli atei sarebbero passati dal 47% del 1990 all’1,4% di oggi! Mi sembra difficile credere ad una “conversione di massa” alla Chiesa ortodossa di tale portata. Molto piú probabile che, finchè esisteva l’URSS, molti “fedeli” ortodossi rinunciassero a definirsi tali, non tanto perché dovessero temere repressioni (è dalla morte di Stalin, almeno, che non c’era questo pericolo!), quanto per opportunismo conformista, visto che per fare carriera negli apparati dello Stato la pratica religiosa non era vista con eccessivo favore. E i nostri “credenti” non sembrano aver molta voglia di essere “martiri” (anche se si trattava di un “martirio” legato al mancato scatto di carriera). Più affidabili mi sembrano i dati di paesi come la Francia (più che raddoppiati in ventanni, da 8 a oltre 17 milioni!) o il Canada (da 5 a 8,5 milioni) o ancora gli USA (che sono piuttosto attenti alla questione religiosa, vista l’origine puritana e bigotta del paese), dove si passa dai 27 milioni di vent’anni fa ai 48 milioni di oggi. Insomma, siamo circa un miliardo di “atei e non religiosi” su questo pianeta: non credo ci sia legna sufficiente per bruciarci tutti nel fuoco!

Ed ecco la tabella:

 

 


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