L’Islam ha conosciuto nell’ultimo secolo una notevole espansione, acceleratasi dopo la 2ª guerra mondiale. Se al principio del XX secolo i fedeli musulmani erano stimati intorno ai 200 milioni (più o meno il 12% dell’intera umanità) nel 1950 questo numero era già raddoppiato (circa il 16% del genere umano), per quadruplicare negli ultimi 65 anni: 1600 milioni di fedeli (il 23% dell’umanità). Anche se statistiche di questo tipo sono da prendere con le dovute cautele (come si può misurare, con attendibilità, il grado di “fedeltà” ad una religione?) l’ordine di grandezza resta credibilmente questo. Si tratta di una triplice espansione: 1) verso “nuovi” territori (pensiamo all’Europa extra-balcanica, dove si è passati da poche decine di migliaia a oltre 10 milioni di “fedeli”, in gran parte immigrati nell’ultimo mezzo secolo); 2) all’interno dei territori già notevolmente islamizzati (per esempio in Africa occidentale, dove negli anni ’50 l’islamismo era la “fede” di oltre la metà delle persone, mentre oggi si viaggia tra l’80 e il 90%); 3) esplosione demografica dei paesi storicamente islamici.
L’unica zona in cui l’Islam ha perso terreno (in termini percentuali, non assoluti) è paradossalmente la patria del profeta, la penisola arabica. Infatti, l’immigrazione di lavoratori provenienti da paesi a debole componente musulmana (come l’India o le Filippine) ha fatto diminuire la percentuale dei seguaci di Maometto da cifre vicine al 100% (1900 e 1950) al 62% (Emirati Arabi Uniti), 70% (Bahrein), 74% (Kuwait), 77% (Qatar), 89% (Oman). Persino nel feroce regime saudita (“custode” delle città sante della Mecca e di Medina) ci sono oltre un milione di non musulmani (poco piú del 3% della popolazione). Per quanto riguarda il primo punto, dobbiamo notare che, se fino a 60 anni fa i musulmani erano concentrati sostanzialmente nell’Asia occidentale e meridionale e nel Nordafrica, con qualche “isola” nei Balcani, nell’Africa subsahariana e orientale e nel Sinkiang cinese, ora solo le Americhe, l’Oceania e l’Estremo oriente (e in parte l’estremo sud dell’Africa) vedono una presenza musulmana poco più che simbolica. Negli altri paesi “non islamici” i fedeli di Allah sono ormai una presenza consolidata, per quanto ancora largamente minoritaria.
Un dato preoccupante (ma coerente, a mio avviso, con la tendenza teocratica tipica dell’Islam, e presente un po’ in tutte le religioni, in particolare quelle monoteiste) è il fatto che molto spesso, dove è maggioritario, l’Islam tende ad imporsi come “religione di stato”, ufficiale. Poche sono le eccezioni: in particolare l’Indonesia, la Turchia (ma fino a quando, viste le tendenze dittatoriali di Erdogan?), la Tunisia e l’Egitto (ma sappiamo quanto è fragile il “laicismo” in questi due paesi), il Senegal (oltre ai paesi dell’Asia centrale ex sovietica). Anche la Siria di Assad non è “costituzionalmente” islamica, ma la costituzione stabilisce che il presidente deve essere un musulmano. Un altro dato preoccupante è l’onnipresenza della pena di morte: se è vero che non tutti i paesi in cui vige questo barbaro sistema di “castigo” sono musulmani (basti pensare agli USA, alla Cina o al Giappone) è purtroppo tristemente vero che praticamente tutti i paesi in cui l’Islam è religione di stato applicano (e in maniera estensiva, vedi Arabia Saudita o Iran) la pena di morte, quasi ci fosse un feeling naturale (al di là degli appelli ad “Allah il misericordioso”) tra il lavoro del boia e l’Islam.
Ecco una tabella riassuntiva, paese per paese, della presenza musulmana nel 1950 e nel 2015.
1950 credenti (migliaia) popolazione
Aden 100 104
Afghanistan 12.000 12.015
Africa occ. spagnola 85 85
Albania 830 1.200
Algeria 8.000 8.900
Alto Volta 300 3.000
Americhe 500 330.000
Arabia Saudita 6.000 6.000
Bahrein 110 112 Birmania 700 18.500
Brunei 40 47
Bulgaria 950 7.200
Camerun 350 3.100
Ceylon 420 7.000
Ciad 1.000 2.100 Cina 48.000 471.000
Cipro 90 480
Comore 150 168
Costa d’Avorio 500 2.100
Costa d’Oro (Ghana) 400 3.800
Costa dei Pirati (Emirati Arabi) 75 75
Dahomey (Benin) 150 1.500
Egitto 18.400 20.400
Eritrea 600 1.104
Etiopia 5.000 15.000
Filippine 800 19.850
Gambia 200 270
Giordania 1.270 1.300
Guinea francese 1.300 2.200
Guinea portoghese 100 511
India 40.000 358.000
Indonesia 70.000 76.000
Iran 18.800 19.000
Iraq 4.900 5.100
Israele 125 1.163
Jugoslavia 1.600 16.300
Kenya 300 5.500
Kuwait 168 170
Libano 500 1.300
Liberia 300 1.650
Libia 1.100 1.124
Maldive 85 85
Malesia 2.500 5.227
Marocco francese 8.000 8.500
Marocco spagnolo 900 1.010
Mauritania 600 650
Maurizio 90 480
Mozambico 500 5.733
Niger 1.600 2.000
Nigeria 13.000 25.000
Oman 500 550
Pakistan 65.000 75.000
Qatar 20 20
Senegal 1.500 2.050
Sierra Leone 700 1.850
Singapore 150 1.000
Siria 2.700 3.300
Somalia francese (Gibuti) 40 55
Somalia italiana 1.240 1.245
Somaliland 500 500
Sudafrica 60 12.646
Sudan anglo-egiziano 5.000 8.600
Sudan francese (Mali) 2.500 3.300
Tanganika 300 7.700
Tangeri 82 170
Thailandia 650 18.000
Togo 150 1.000
Tunisia 2.900 3.400
Turchia 20.700 20.950
Ubanghi-Sciari (Centrafrica) 50 1.000
Uganda 200 5.000
URSS 17.000 190.000
Yemen 4.000 4.000
Zanzibar 250 270
TOTALE 400 milioni di musulmani (16% circa della popolazione mondiale)
Nel 1900 erano circa 200 milioni (pari al 12% circa dell’umanità)
(continua)
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