È ormai “guerra aperta” tra Pakistan e Afghanistan. Parola del ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif che, seguendo un copione ormai consolidato, si affretta ad accusare l’India. Secondo lui, infatti, gestirebbe i talebani da remoto per destabilizzare l’altrimenti stabilissimo Pakistan. A corroborare la tesi, la consueta produzione della fabbrica informativa di Rawalpindi: video generati dall’intelligenza artificiale in cui Narendra Modi e Binyamin Netanyahu esprimono un improbabile sostegno al governo di Kabul.
Intanto, sul terreno, la crisi ha assunto contorni militari concreti. Nella notte, l’aviazione pakistana ha colpito obiettivi in territorio afghano – Kabul, Kandahar, Paktia – sostenendo di aver preso di mira infrastrutture legate a gruppi ostili. Le autorità talebane parlano di vittime civili e di aggressione diretta. A stretto giro, il ministero della Difesa dell’emirato islamico ha rivendicato azioni di ritorsione contro posizioni pakistane, spingendosi fino a evocare attacchi in profondità – Islamabad, Abbottabad, Nowshera – che tuttavia non trovano riscontri indipendenti. Intanto, continuano a circolare voci sulla morte del leader talebano Hibatullah Akhundzada, anch’esse prive di verifiche.
Un elemento concreto emerge sul piano tattico: Islamabad ha ammessoincursioni di piccoli droni su Abbottabad, Swabi e Nowshera, senza danni né vittime. Un episodio limitato, ma sufficiente a segnalare un possibile salto qualitativo nelle capacità talebane.
In filigrana, affiora il consueto “complesso di Frankenstein” pakistano: uno Stato che per decenni ha sostenuto e utilizzato gruppi jihadisti come strumenti di politica regionale si trova oggi a fare i conti con attori che non controlla più. I talebani, tornati al potere anche grazie a quel sostegno, mostrano crescente autonomia – quando non aperta ostilità. Non è escluso che Islamabad tenti di riequilibrare i rapporti di forza a Kabul a favore della rete Haqqani, storicamente più vicina al Pakistan, a scapito della leadership di Akhundzada, nel tentativo di recuperare influenza su un attore ormai sempre meno controllabile.
da: Limes online
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