Il Manifesto dei Consigli Operai di Arak é in risposta a tutti i sostenitori della teoria del complotto in Iran schierati a sostegno di una borghesia di preti “antimperialista”…per alcuni sedicenti comunisti, i loro partitini e i loro sindacati/partito, l’unico nemico sta nell’asse mafioso Usa/israele mentre l’asse mafioso antioccidentale borghese e antiproletario come Cina,Russia,Iran ecc. (che spesso fa affari con gli Usa e si accorda con quest’ultimo) sarebbe il bene o il “meno peggio” da appoggiare…noi continuiamo a dire (e l’evolversi degli eventi ci da ragione) che nessuno stato/cosca mafiosa é da appoggiare , ed allo scontro tra nazioni nella guerra borghese per la spartizione dei mercati va sostenuta la lotta sociale dentro casa OVUNQUE (anche in israele)…chiaro é che queste lotte ancora disorganizzate ed interclassiste (e non può essere diversamente dopo 90anni di nazionalismo e controrivoluzione) più probabilmente porteranno come nel caso dell’iran ad un cambio di regime, da un padrone all’altro,nella migliore delle ipotesi nel ritorno alla monarchia dello scià che negli anni 60 è 70 reprimeva i lavoratori al pari del clero sciita oggi…chiaro che in assenza di un forte partito di classe gli stati come Usa cercheranno di dirottarle verso uno sbocco reazionario come appunto un cambio di regime…ogni stato fa i suoi interessi ma questo avviene DOPO ed in relazione al rapporto di forza tra le classi…ma la lotta di classe si impara e si organizza praticandola, si sostiene anche quando ha pochissime probabiltá di riuscita, quando si accoda alla piccola borghesia di commercianti interessata a sostituire un padrone con un altro e non certo a fare la rivoluzione… effettivamente esiste peró una voce di classe ed internazionalista nelle città operaie dove lo scontro é più duro, ed é questa la linea che ci auspichiamo possa diffondersi con il prosieguo delle lotte presenti e future non solo in Iran ( perché il capitalismo potrà garantire sempre piu povertá, meno futuro e pace in ogni angolo del pianeta).

Il Bellissimo Manifesto operaio ad Arak va in questa direzione e cita cosi:

“Ai lavoratori di Markazi, ai compagni del Khuzestan e a tutto il popolo iraniano”.

Per decenni hanno risposto alle nostre richieste di pane con il piombo e alle nostre richieste di dignità con la prigione. Ma oggi il silenzio è finito. Noi, lavoratori delle industrie di Arak, dichiariamo quanto segue:

Controllo dei Luoghi di Lavoro: Da questo momento, la gestione delle fabbriche di Machine Sazi, AzarAb e Wagon Pars è assunta dai Consigli Operai eletti dai lavoratori. Non riconosciamo più i manager nominati dallo Stato né i sindacati fantoccio del regime.

Saldatura con il Territorio: Il nostro sciopero non è più una questione di salari. Invitiamo i cittadini di Arak a formare Consigli di Quartiere per gestire la sicurezza e i rifornimenti. Le nostre fabbriche sono la vostra protezione.

Difesa dei Soldati: Ci rivolgiamo ai nostri fratelli nell’Esercito: non diventate gli assassini dei vostri padri. Se sceglierete la nostra parte, i nostri Consigli garantiranno la vostra sicurezza e quella delle vostre famiglie.

Ultimatum al Regime: Ogni tentativo di entrare con la forza nei complessi industriali o di arrestare i nostri delegati sarà considerato un atto di guerra contro l’intera città. Se una sola goccia di sangue operaio sarà versata, le fiamme della rivolta non lasceranno traccia del vostro potere.

Non siamo qui solo per i salari arretrati. Siamo qui per decidere come deve essere gestita questa fabbrica e questo Paese. Il tempo dei padroni e dei mullah è finito. Tutto il potere ai Consigli!”

proletaridituttiipaesiunitevi #socialismoobarbarie


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