La celebre bambola fabbricata da Pop Mart non ha nulla a che fare con la cultura tradizionale sinica. Ma il Partito comunista la considera un simbolo della trasformazione della Repubblica Popolare in polo d’innovazione su scala globale, al pari di DeepSeek. Uno strumento per diffondere all’estero un’immagine positiva dell’Impero del Centro.

di Giorgio Cuscito

Pechino vuole approfittare del successo delle Labubu per consolidare il suo soft power.

Secondo un articolo di Qiushi, rivista ufficiale del Partito comunista, la mania per queste bambole dalle sembianze elfiche prodotte dall’azienda Pop Mart conferma che la Cina si sta trasformando da paese produttore di beni di basso valore a “centro di innovazione”. Da mera fabbrica di giocattoli altrui a “ecosistema” che, sostiene Qiushi, serve da “incubatore globale in cui i semi della creatività germogliano ovunque”.

Dal Giappone agli Stati Uniti passando per il Sud-Est asiatico e l’Europa (Italia inclusa), persone di tutte le età fanno la fila per acquistare le Labubu. Nel 2024 Pop Mart, basata a Pechino, ha guadagnato 410 milioni di dollari dalle sue vendite, su un fatturato complessivo di 1,8 miliardi. Negli Stati Uniti le entrate dell’azienda sono cresciute di circa il 900%. Pop Mart ha negozi in tutto il mondo. Quelli americani sono circa 40, più una cinquantina di distributori automatici. A essi si aggiunge Pop Land, il parco a tema ubicato a Pechino. I primi paesi, oltre alla Cina, in cui il giocattolo è diventato celebre sono stati Thailandia, Singapore e Corea del Sud.

La testata paragona il fenomeno Labubu all’avvento di DeepSeek, azienda tecnologica che Xi Jinping ha pienamente coinvolto nella sfida cinese all’America per il dominio dell’intelligenza artificiale. Altri media cinesi accostano l’impatto mondiale della bambola a quello di Black Myth: Wukong, videogioco ispirato al classico della letteratura cinese Viaggio in Occidente, e a quello del film d’animazione Ne Zhapersonaggio mitologico menzionato nel romanzo La canonizzazione degli dei risalente alla dinastia Ming (1368–1644).

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN CINA

Pechino approfitta di queste forme di intrattenimento che celebrano passato e presente della Cina per coinvolgere maggiormente i cittadini (soprattutto giovani) nel cosiddetto “sogno del risorgimento della nazione” (il progetto geopolitico di Xi Jinping per restituire al paese i fasti dell’era imperiale) e attrarre gli stranieri verso la cultura della Repubblica Popolare.

In tal senso si considerino i film storici che ricordano l’intervento cinese nella guerra di Corea contro gli Stati Uniti. Oppure le pellicoled’azione più moderne come Operazione Mar Rosso (ambientato in Medio Oriente), Sky Fighter e Sky Hunter (molto simili all’americano Top Gun), e i videogiochi in stile Call of Duty che replicano la seconda guerra sino-giapponese. Senza contare i corposi investimenti di aziende della Repubblica Popolare a Hollywood.

Eppure Labubu è cinese fino a un certo punto. Il suo creatore, l’artista hongkonghese Kasing Lung, si è trasferito nei Paesi Bassi quando era molto giovane e poi in Belgio. In Europa è entrato in contatto con il folclore nordico, che lo ha ispirato nello sviluppo della serie di giocattoli chiamata i “Mostri”, di cui le Labubu fanno parte. Ciò spiega le loro sembianze (orecchie a punta, occhi sbarrati e denti aguzzi) e forse anche il fatto che la parola Labubu non ha alcun significato specifico in cinese.

Due ragioni sono alla base del successo di queste bambole.

La prima è che sono contenute in blind box. Come accade con le figurine dei calciatori, si acquista il prodotto senza conoscere la versione specifica del prodotto. È un esempio di gamification (in italiano diremmo “ludicizzazione”) tipico della cultura giapponese, che traduce l’acquisto di un bene in una forma di interazione sociale. Forse anche per questo alcuni in Cina ritengono che Labubu possa essere “la prossima Hello Kitty”. Tale affermazione implica una spallata da parte dell’industria dell’intrattenimento cinese a quella del Giappone, storico rivale geopolitico della Repubblica Popolare.

 Carta di Laura Canali - 2023
 Carta di Laura Canali – 2023 

L’apertura in diretta delle confezioni (il cosiddetto unboxing) è diventata una tendenza su TikTok, l’applicazione cinese popolare in tutto il mondo e oggetto di contesa tra Washington e Pechino. Alcuni mesi fa, il governo americano ne aveva disposto il blocco temporaneo. Ciò ha spinto milioni di utenti a migrare sul social media cinese Xiaohongshu (letteralmente “piccolo libro rosso”), confermando che a loro interessava poco del rischio di essere spiati o disinformati dalla Cina, tema su cui l’amministrazione Trump basa il possibile bando di TikTok. Per schivarlo, l’azienda Bytedance potrebbe vendere l’applicazione a delle omologhe americane. Operazione non impossibile, date che secondo Trump vi sarebbero già dei potenziali compratori.

La seconda ragione che sta determinando il successo di Labubu è la sua popolarità tra diverse celebrità asiatiche e occidentali, come il gruppo di k-pop Blackpink, Rihanna e David Beckham. Inoltre, alcune versioni speciali della bambola sono realizzate in collaborazione con marchi internazionali come Disney, Marvel e Vans. I modelli base costano intorno ai 20 dollari, ma alcuni più esclusivi sono messi sul mercato a prezzi esorbitanti: uno alto 1,2 metri è stato venduto all’asta per 150 mila dollari a Pechino.

Persino le versioni contraffatte, soprannominate “Lafufu”, sono ormai di moda, poiché facilmente reperibili e meno costose. Al punto che il governo cinese ha dovuto lanciare una grande operazione per colpire il mercato del falso.

Insomma, Labubu non ha niente a che fare con la cultura cinese tradizionale. Di più, la sua commercializzazione è simile a quella tipica dei prodotti giapponesi. Eppure Pop Mart è un esempio di azienda cinese che – al pari di Bytedance, Xiaohongshu, Byd e Huawei – è riuscita a imporsi rapidamente a livello globale, confermando il progressivo passaggio dal made in China al created in China. Un obiettivo che rientra nel più ampio tentativo della Repubblica Popolare di azzerare il divario con l’America sul piano tecnologico e di soft power.

Carta di Laura Canali - 2023
Carta di Laura Canali – 2023 

da: https://www.limesonline.com/articoli/labubu-cina-soft-power-stati-uniti-19554261/?ref=LHTP-BH-I19495890-P1-S1-T1


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