Redazione

Rendiamo conto della singolare e inquietante vicenda che ha colpito nelle ultime settimane la FPU (Федерація профспілок України), la confederazione sindacale più importante dell’Ucraina. La vicenda che la riguarda è emblematica delle iniziative reazionarie che prendono di mira gli strumenti sindacali mettendo in discussione i locali utilizzati dalle organizzazioni dei lavoratori. Si tratta di un attacco da parte dell’intera classe capitalista al diritto di lottare e di organizzarsi, proprio mentre il contesto bellico rafforza la necessità di preservare e rafforzare i diritti collettivi e individuali dei lavoratori con le loro organizzazioni.

Il 19 giugno si è tenuta una manifestazione davanti alla sede dei sindacati a Kiev, in piazza dell’Indipendenza, per proteggere i diritti dei sindacati e i diritti dei lavoratori della FPU e delle sue organizzazioni affiliate. Si è trattato di una manifestazione pacifica volta a ottenere una risoluzione equa della questione dell’edificio dei sindacati sequestrato dalla società privata KAMparitet. L’edificio, in maniera del tutto illegale, è stato assegnato da un tribunale ad un oligarca legato all’ex marito della ministra della Giustizia, responsabile anche “per l’Integrazione europea ed euro-atlantica” Olha Stefanishyna.

I partecipanti alla manifestazione della FPU hanno chiesto la restituzione dell’edificio al suo legittimo proprietario, la Federazione dei sindacati dell’Ucraina.

Sventolavano striscioni con scritte del tipo: “La verità è dalla nostra parte! Non toccate i beni del popolo! Restituitecelo! Presidente, ascolta i sindacati! Rispetta i militari!” (quest’ultimo in riferimento gli attivisti sindacali che si sono arruolati come volontari nelle forze armate).

Sul posto era presente un importante dispiegamento di forze di polizia. I ripetuti tentativi dei sindacalisti di raggiungere il loro posto di lavoro sono stati vani; le forze di sicurezza private dell’edificio, sotto la protezione della polizia, non hanno assistito passive alla situazione. Un numero significativo di persone si è radunato davanti all’edificio, tra cui membri del Sindacato panucraino dei difensori dell’Ucraina, atleti e lavoratori. Si tratta di militari, veterani, militari feriti in combattimento e disabili.

Era già in corso da alcune settimane un presidio che vedeva costantemente più di un centinaio di funzionari sindacali di fronte alla sede nella quale però non si poteva accedere. Questo nonostante le promesse fatte dal capo della polizia della capitale, Dmitri Shumeiko, durante un incontro svoltosi il 6 giugno con il presidente della FPU, Grigoriy Osovyi, e con il deputato ucraino Sergi Rudik. La promessa era quella di garantire il libero accesso dei funzionari all’edificio, ma questa non è stata mantenuta e sono rimaste lettera morta. I presunti “nuovi proprietari”dell’edificio non hanno aperto la porta neanche alla polizia.

Il presidente della FPU ha ricordato ai partecipanti della manifestazione i numerosi tentativi di appropriazione illecita dei beni sindacali, in particolare della Casa dei Sindacati, costruita tra il 1975 e il 1980 esclusivamente grazie ai contributi degli iscritti, senza alcun finanziamento pubblico.

La vicenda parte daI blocco delle attività della Federazione dei sindacati e delle sue organizzazioni affiliate a causa del sequestro della Casa dei sindacati ad opera del consorzio “KAMparitet” e della sostituzione del personale di sicurezza nell’edificio. La direzione della FPU e tutti gli inquilini sono stati informati dei cambiamenti delle condizioni di permanenza nell’edificio, della risoluzione dei contratti di locazione già stipulati e della conclusione di nuovi contratti con il consorzio, nonché dell’obbligo per tutte le persone presenti in quel momento sul posto di lavoro di lasciare immediatamente l’edificio. Ai lavoratori e ai funzionari del sindacato è stato quindi vietato l’accesso al loro posto di lavoro…

Infatti, lo scorso 5 giugno, un gruppo di incaricati dell’azienda “KAMparitet” si è presentato senza preavviso alla sede della FPU, annunciando che il giudice istruttore del tribunale del distretto di Petchersk di Kiev aveva emesso una nuova sentenza che ordinava il sequestro della Casa dei sindacati e che dunque il presidente e i dipendenti della FPU dovevano lasciare immediatamente la Casa dei sindacati, mentre sostituivano gli agenti di sicurezza.

Già qualche giorno prima, nella notte del 23 maggio, era stato sventato un tentativo di intrusione illegale da parte di persone sconosciute nell’edificio dei sindacati di proprietà della Federazione dei Sindacati dell’Ucraina (FPU), quando i militanti sindacali di guardia avevano impedito l’ingresso all’edificio.

Durante la manifestazione il presidente della FPU, nel suo discorso, ha così commentato gli avvenimenti:

“Sembra che siano tornati i brutti anni ’90, durante i quali i saccheggiatori si appropriavano di beni pubblici e privati. All’epoca, questi sequestri erano opera di banditi, mentre oggi sono apparentemente legali… E dove è finita lo stato di diritto, dov’è finita la giustizia? È giusto costringere i sindacati ad abbandonare la loro sede nel centro di Kiev, costruita con il lavoro e a spese dei sindacalisti nel corso degli anni 1980 e restaurata dopo un incendio durante la rivoluzione della dignità, il tutto senza alcun aiuto da parte dello stato? Allora, chi è che vuole la fine dalla Federazione dei sindacati e dai 46 sindacati ucraini che lavorano in quel palazzo? Chi è il vero mandante dell’ostruzione delle attività legittime della più grande organizzazione di difesa dei diritti dei lavoratori del paese, che mantiene il fronte interno del lavoro sotto la legge marziale?”

Da: https://andream94.wordpress.com/2025/06/23/ucraina-i-sindacati-in-lotta-per-difendere-i-propri-diritti/


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