Abbiamo più volte denunciato le responsabilità dei BRICS+ nel contribuire a fornire allo stato sionista tutto il necessario (armi a parte) per portare avanti la sua azione genocida, a cominciare dai rifornimenti di petrolio e derivati del petrolio. Finalmente anche i sindacati dei lavoratori del settore petrolifero si sono accorti di questo, e ne chiedono la fine immediata. Era ora!! 

Del resto, 2.7 milioni di barili di petrolio per il genocidio in Palestina, in un solo annodal solo Brasile, è piuttosto difficile non vederli. Ce la fanno solo i professionisti del maleodorante mondo “rosso”-bruno italiano e internazionale. 

Gli atti diplomatici e le dichiarazioni verbali o le decisioni della Corte penale internazionale sono qualcosa, o – meglio – qualcosina; ma le decisioni che fanno veramente male allo stato sionista e possono farlo crollare sono ben altre. E per quelle dobbiamo batterci anche qui. (Red.)

Due delle principali federazioni sindacali del settore petrolifero del Brasile hanno sollecitato il presidente Luiz Inacio Lula da Silva a imporre un embargo energetico nei confronti di Israele in risposta alla sua atroce campagna militare contro i palestinesi nella Striscia di Gaza assediata.

La Federazione nazionale dei lavoratori del petrolio e la Federazione unica dei lavoratori del petrolio hanno firmato congiuntamente una lettera indirizzata al presidente brasiliano e a diversi ministri, invitando il governo ad adottare un approccio più deciso nei confronti della guerra genocida condotta contro la povera striscia costiera palestinese.

Le federazioni hanno affermato che il Brasile deve adottare misure ulteriori, che vadano oltre la semplice emissione di dichiarazioni pubbliche e imporre un divieto assoluto sulle vendite di petrolio a Israele, per porre fine in modo efficace alla “Nakba in corso”, termine arabo per catastrofe, che si riferisce alla pulizia etnica e all’esodo di massa dei palestinesi nel 1948.

La lettera indica che lo scorso anno il Brasile ha esportato nei territori occupati da Israele 2,7 milioni di barili di petrolio greggio, che costituiscono una parte sostanziale della fornitura di carburante militare di Tel Aviv.

Ha sottolineato che il Brasile è tenuto a impedire qualsiasi coinvolgimento in crimini di guerra e crimini contro l’umanità, come sottolineato da esperti legali e organizzazioni internazionali, tra cui la ONG Oil Change International (OCI).

I firmatari hanno esortato il Brasile a “onorare la sua eredità diplomatica, affermare la sua posizione dalla parte giusta della storia e garantire che le sue politiche economiche riflettano i suoi impegni etici e legali nei confronti dei diritti umani e del diritto internazionale”.

Nella lettera sono state inoltre elogiate le azioni intraprese da varie nazioni, come la sospensione da parte della Colombia delle esportazioni di carbone verso i territori occupati da Israele l’anno precedente.

Il presidente Lula ha condannato apertamente il genocidio di Gaza e ha criticato con veemenza le azioni dell’esercito israeliano nel territorio.

All’inizio di questa settimana, il governo cileno ha annunciato la decisione di ritirare tutti gli incaricati militari, di difesa e dell’aeronautica da Tel Aviv come forma di protesta contro la guerra in corso a Gaza.

In una dichiarazione del Ministero degli Esteri cileno del 28 maggio si afferma che la decisione è il risultato della “situazione umanitaria estremamente grave attualmente vissuta dalla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza”.

Almeno 54.381 palestinesi sono stati uccisi, per lo più donne e bambini, e altri 124.054 sono rimasti feriti nel brutale attacco militare israeliano a Gaza dal 7 ottobre 2023.

Lo scorso novembre la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e per l’ex ministro degli affari militari Yoav Gallant, citando crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.

Israele deve inoltre affrontare un caso di genocidio presso la Corte internazionale di giustizia per la sua guerra sul territorio costiero assediato.

da: https://pungolorosso.com/2025/06/01/i-sindacati-del-settore-petrolifero-del-brasile-chiedono-lembargo-sul-petrolio-per-israele-era-ora-italiano-english/


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