Droni e aerei da guerra turchi hanno bombardato i civili in presidio permanente da una settimana alla diga di Tishreen, nel nord-est della Siria.
Nella mattinata di mercoledì 15 gennaio 2025, i caccia di Ankara hanno preso di mira uno dei convogli che da circa una settimana raggiungono l’importante infrastruttura per difenderla dagli attacchi della Turchia e dei suoi alleati jihadisti dell’SNA, oltre che per supportare la resistenza delle Forze siriane democratiche (Sdf). Questo attacco ha ucciso almeno un civile e ne ha feriti altri 4 in modo grave.
Nel pomeriggio, i droni di Erdogan hanno colpito direttamente il presidio permanente dei civili sulla Diga. Il bilancio in questo caso è, al momento, di almeno 3 morti e 7 feriti.
Da un mese i mercenari jihadisti filoturchi del sedicente Esercito nazionale siriano – supportati da aerei e droni dell’esercito turco – attaccano senza sosta l’area. I bombardamenti turchi sulla diga hanno già causato gravi danni, tanto che l’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est ha denunciato il rischio di crollo imminente dell’infrastruttura che garantisce la fornitura di acqua a milioni di persone nella regione.
Nelle vicine campagne che circondano la città di Manbij, intanto, proseguono i duri scontri tra le bande filo-turche e i combattenti delle forze di autodifesa del confederalismo democratico, che alcune settimane fa hanno lanciato una controffensiva per rompere il tentativo di accerchiare Kobane. Finora tutti i tentativi di avanzata dell’SNA sono stati respinti.
L’aggiornamento delle 16.30 di mercoledì 15 gennaio, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, con Yilmaz Orkan, dell’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia.
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