Chi segue bresciaanticapitalista sa che non nutriamo nessuna simpatia per Hamas, anzi, il nostro giudizio su questa organizzazione islamo-autoritaria è estremamente negativo. Altresì il nostro giudizio sulla sua azione del 7 ottobre è altrettanto negativo, per aver dato il destro al colonialismo genocida israeliano di spazzare via il popolo palestinese. Un’azione dissennata e controproducente per il popolo palestinese, utilizzata per vergognose campagne di aggressione. Nostro compito è anche sbugiardare le falsità che il governo sionista-nazista di Nethaniau ha imbastito su quella giornata. Di questi giorni l’ammissione di una commissione di inchiesta ufficiale dello stesso esercito israeliano che ammette che alcuni civili israeliani il 7 ottobre sono stati uccisi da “fuoco amico”. Ovviamente questa ammissione (dovuta a testimonianze pubbliche e insistenti fatte da sopravvissuti) è passata sotto traccia dai mass-media. Come questa smentita ufficiale delle violenze sessuali compiute il 7 ottobre. (Ndr)
Portiamo all’attenzione di chi ci segue la dichiarazione della magistrata israeliana Moran Gaz, che ha investigato sui fatti del 7 ottobre: non esiste “nessuna denuncia o prova di stupro” da parte dei palestinesi coinvolti nell’azione; “ciò che è stato riportato sui media è completamente diverso da quanto emerge in ultima analisi”.
Le menzogne diffuse ad arte su questi presunti stupri erano state già smentite dalla Commissione di inchiesta dell’Onu, nel marzo del 2024, e ci erano sembrate da subito irrealistiche, dato l’interesse degli autori dell’attacco a preservare gli ostaggi, e il tempo ridottissimo in cui l’attacco dovevai essere portato a termine. Nei contesti di guerra – e quella in atto in Palestina è una guerra, imperialista e colonialista da un lato, di liberazione nazionale dall’altro – ci sono inevitabilmente atti di violenza. Ma queste, come altre accuse simili, le abbiamo ritenute frutto della propaganda anti-palestinese sionista-occidentale, e delle fantasie morbose proprie di chi pratiche del genere le usa – come accertato per l’esercito israeliano, e come accade sistematicamente nelle carceri israeliane.
Questa ulteriore smentita, in un momento in cui anche qui in Italia la propaganda sionista riprende vigore, chiude la questione. Vedrete, leggendo, che la Gaz tutto è salvo che un’anti-sionista, e pretende la pena di morte per i palestinesi implicati nell’azione del 7 ottobre. Dunque: questione chiusa. Non ci aspettiamo certo che questa smentita ufficiale compaia sui mass media a grande diffusione che avallano il genocidio con la presunta sub-umanità dei palestinesi, degli arabi, degli islamici. Ma almeno non ci ronzeranno più nelle orecchie i ma e i però di certi “compagne/i”. (Red.)
Le autorità israeliane hanno ammesso che non sono state presentate accuse di stupro o violenza sessuale in relazione all’infiltrazione transfrontaliera del 7 ottobre da parte di fazioni della resistenza palestinese, nonostante le indagini approfondite.
Moran Gaz, ex procuratore capo dell’ufficio del procuratore distrettuale meridionale di Israele e membro del Team 7.10, ha reso pubbliche le conclusioni in un’intervista con Ynet. Il team è responsabile dei casi riguardanti la cattura di palestinesi catturati e coinvolti negli attacchi.
Gaz ha dichiarato che il suo dipartimento non ha trovato prove di violenza sessuale. “Alla fine, non sono state presentate denunce. Ciò che è stato riportato sui media è completamente diverso da quanto emerge in ultima analisi“, ha detto.
Inoltre, anche le organizzazioni per i diritti delle donne contattate dal suo ufficio hanno segnalato nessun caso portato alla loro attenzione. “Abbiamo contattato le organizzazioni per i diritti delle donne e abbiamo chiesto loro di collaborare. Ci hanno detto che nessuno si era rivolto a loro”, ha aggiunto Gaz.
Le affermazioni infondate di Israele sullo stupro di massa da parte dei combattenti della resistenza palestinese hanno dominato i titoli dei giornali di tutto il mondo, mentre analoghe accuse da parte dei palestinesi contro le forze di occupazione israeliane hanno avuto una minima attenzione.
Lo stupro dei palestinesi: l’arma di guerra di Israele
Nel marzo 2023, gli esperti delle Nazioni Unite avevano già sfatato accuse simili, concludendo che non erano verificate o che erano false. Anche altre affermazioni raccapriccianti, come quella di bambini decapitati o bruciati nei forni, sono state ampiamente screditate ma hanno continuato a circolare nei discorsi politici.
Nonostante la mancanza di prove, Gaz ha mantenuto una posizione dura, sostenendo che coloro che sono stati detenuti in relazione agli attacchi del 7 ottobre “non hanno il diritto di vivere”.
L’assenza di prove ha generato scetticismo riguardo alla narrazione israeliana degli attacchi del 7 ottobre, spesso utilizzata per giustificare l’ aggressione militare in corso a Gaza da parte di Israele.
L’esercito di occupazione israeliano ha proseguito una guerra genocida a Gaza che dal 7 ottobre 2023 ha ucciso più di 45.800 persone, per lo più donne e bambini, nonostante una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco immediato.
A novembre, la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e per l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.
Israele è inoltre sottosposto ad un procedimento per genocidio presso la Corte internazionale di giustizia per la sua guerra mortale contro l’enclave.
Middle East Monitor – 6 gennaio 2025
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