Misure drastiche per evitare l’iperinflazione, decreti repressivi e gravi minacce alle libertà democratiche: le prime settimane di presidenza del libertario-ultraliberale Javier Milei, eletto il 20 novembre, mostra l’abisso che si sta aprendo per il paese sudamericano con questo governo di estrema destra.

L’alleanza tra la destra tradizione di Macri e quella “nuova” ed estrema di Milei ha assegnato i posti chiave alla prima, come premio per il suo sostegno al presidente neoeletto: il dicastero dell’Economia all’ex ministro di Macri, Luis Caputo, e quello della Sicurezza interna alla candidata presidenziale sconfitta, Patricia Bullrich. 

E l’economia e la “sicurezza” sono anche stati i primi terreni sui quali l’alleanza destra-destra ha sferrato i primi attacchi con una rinnovata e più acuta politica di austerità e di repressione.

Il decreto “di necessità e urgenza” (DNU) varato da Caputo e dall’intero governo aggirando il parlamento costituisce un vero e proprio golpe economico ancora più violento del previsto: forte svalutazione, nessun controllo dei prezzi, ma blocco degli stipendidelle pensioni e delle spese statali

I gonzi che avevano abboccato all’amo di Milei pensando che avrebbe colpito la “casta politica” si risvegliano scoprendo un’austerità senza precedenti e il taglio drastico delle spese sociali attraverso l’inflazione. 

Secondo le previsioni del ministro, la crisi “si risolverà” entro 18-24 mesi, ma si risolverà aggravandosi, approfondendo tutti i già pesantissimi sintomi di crisi e cercando di esacerbare la stagflazione, la stagnazione economica accompagnata da un’iperinflazione galoppante che sta già impoverendo la grande maggioranza delle argentine e degli argentini. La prospettiva è quella di un domani pessimo con la promessa di un dopodomani un po’ migliore. 

Ma i numeri dell’oggi sono già da incubo: inflazione stimata al 3.700%, al ritmo di +1% al giorno, numeri che cresceranno con la “terapia intensiva” decretata.

Sul piano della “sicurezza”, Patricia Bullrich ha annunciato il suo programma di “legge e ordine” in un comunicato stampa intitolato “Senza libertà non ci può essere né ordine né progresso”

Il Protocollo Bullrich descrive nei dettagli la risposta che il governo intende dare alle proteste annunciate da parte delle forze di sinistra e dei sindacati con una prima manifestazione svoltasi il 20 dicembre, nella ricorrenza delle giornate del “cacerolazo” del 2001, quando una ampia rivolta popolare con lo slogan “¡Que se vayan todos!” provocò le dimissioni dell’allora presidente Fernando de la Rúa e dette vita a un periodo di instabilità politica. 

La politica della Bullrich illustra bene quale sia l’idea del nuovo governo aul “dialogo democratico con le parti sociali”: intervento extragiudiziale delle forze di repressione in tutti i casi di blocco indiscriminato delle strade, con l’identificazione delle organizzazioni e degli individui come “autori, complici e istigatori”, la trasmissione dei dati alle autorità e ai tribunali in caso di danni ambientali (ad esempio incendi di pneumatici) e l’addebito dei costi delle operazioni, compresi quelli delle misure repressive, alle organizzazioni e agli autori. 

L’applicazione per decreto, né più né meno, della legislazione antiterrorismo ai “nemici interni”.

Myriam Bregman assieme ad un altro parlamentare del FIT-U, Nicolás del Caño

Un altro indicatore del clima e delle intenzioni dell’estrema destra di governo è stato l’attacco di una deputato del partito di Javier Milei (La Libertad Avanza-LLA) ad una collega dell’estrema sinistra, ex candidata presidente del FIT-U, Myriam Bregman. 

Myriam Bregman aveva denunciato l’incostituzionalità delle misure repressive e aveva difeso il diritto di manifestare, tanto più sotto la minaccia della criminalizzazione e della repressione i cui precedenti, quelli della dittatura di 40 anni fa, sono ancora vividi nella memoria collettiva argentina.

Il deputato “libertario” José Luis Espert le ha ribattuto: “Anche per te, che sei una parassita e una buona a nulla. O il caarcere o una pallottola se infrangi la legge”.

Dobbiamo costruire una solidarietà concreta con le compagne e i compagni argentini e trarre anche le lezioni che possiamo utilizzare per affrontare la nostra estrema destra.

Da: https://andream94.wordpress.com/2023/12/30/argentina-poverta-repressione-e-minacce-con-i-decreti-di-milei/


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