Il comitato Basta Veleni denuncia la salute dell’aria della città di Brescia: “L’inquinamento dell’aria uccide più del fumo delle sigarette, dell’alcol, della droga, degli incidenti stradali e del terrorismo. Questo è quanto afferma lo studio di Air Quality Life Index pubblicato a settembre 2021, definendo l’avvelenamento dell’aria, la minaccia alla salute umana più grave del pianeta. Ad appesantire ulteriormente questo rapporto dell’Università di Chicago sull’aria, troviamo un altro studio condotto dall’Instituto de Salud Global di Barcellona, pubblicato a gennaio 2021 dalla rivista scientifica The Lancet Planetary Healt, tra le più prestigiose al mondo, che individua Brescia come la città europea con la più alta incidenza di morti (232 in un anno) per polveri sottili riferendosi, in particolare, alle famigerate PM2,5 seguita a ruota dalla città di Bergamo”.

Secondo il comitato i decessi potrebbero essere evitati “se venissero rispettate le nuove linee guida dell’OMS, che vedono passare le PM2,5 da 10 a 5µg/m3, le PM10 scendere da 20 a 15µg/m3 e il biossido di azoto da 40 a 10Ancora una volta Brescia e Bergamo tornano alla ribalta non perchè tirate in ballo come le prossime 2 Capitali italiane della cultura 2023, e neppure per il più elevato numero di decessi durante la prima fase della pandemia da Covid-19, bensì per le morti legate all’inquinamento atmosferico.
Se questo ultimo dato lo riconduciamo al precedente relativo alla pandemia, riusciamo a capire meglio quale sia la stretta correlazione che corre fra i due, in particolare, per quanto riguarda la virulenza del contagio con persone già malate e fragili per l’avvelenamento dell’aria.
Purtroppo, questo dato deve continuare a preoccuparci perchè stiamo entrando nella quarta ondata di pandemia con gli esuberi di PM2,5 in continuo aumento, con un indice di qualità dell’aria scarso, biossido di azoto stabilmente elevato e 2 centraline su 3 già fuorilegge per le PM10, avendo superato il limite dei 35 giorni, secondo quanto previsto dalla normativa U.E. che utilizza, peraltro, parametri molto superiori a quelli previsti dall’O.M.S. Unica eccezione, la solita centralina da traffico del Broletto posta in una ZTL, ferma a 32 giorni di esuberi anche se solo formalmente, perchè nel mese di febbraio, per 4 giorni consecutivi, non ha fornito le misurazioni, nonostante i 2 giorni precedenti e i 4 successivi fossero di moltissimo oltre i limiti consentiti dalla legge!!!.
Inoltre, vale la pena ricordare che la popolazione di Brescia, così come per le altre città lombarde, avrà come conseguenza dell’inquinamento dell’aria, un abbassamento dell’aspettativa di vita valutabile tra i 2 e i 6 anni (alla faccia di chi vorrebbe aumentare l’età pensionabile). Altro elemento che si va ad aggiungere all’incidenza elevatissima di morti per smog rispetto alla media europea, oltre al calo dell’aspettativa di vita, sono i costi per le spese sanitarie che sono stati calcolati in circa 2100€ per ogni bresciano, ovvero, 1000€ in più di quanto spendono le cittadine e i cittadini europei”.

In questa situazione davvero inquietante – secondo Basta Veleni – giocano un ruolo non secondario le nostre istituzioni locali: “Regione Lombardia e Comune di Brescia. Se la Regione Lombardia col gioco delle 3 carte continua a nascondere le proprie gravi responsabilità nell’assumere misure chiare su tutto il territorio lombardo per procedere ad una drastica riduzione degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute e, in generale, per tutti i gas climalteranti, il Comune di Brescia non è da meno. Infatti, non solo non promuove azioni concrete per contenere la mal’aria, ma nemmeno vuole approfondire il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria, nonostante la disponibilità di ARPA Lombardia nel volerlo fare!!!
Ricordiamo, se non fosse ancora chiaro, l’importanza che hanno le centraline dell’aria nel fornire le indicazioni necessarie ad approfondire e studiare le tipologie e le quantità di inquinanti presenti in atmosfera con le relative cause ed effetti e, soprattutto, per l’assunzione di provvedimenti che tutelino l’ambiente e la salute.
In tal senso, sottolineiamo il ruolo che il Sindaco riveste, come massima autorità sanitaria, per quanto riguarda la gestione del proprio territorio. In questo contesto, si inserisce la vicenda poco onorevole che vede coinvolto l’Assessorato all’Ecologia nella figura della propria rappresentante che andiamo a raccontare:
Ottobre 2020, parte la campagna del Gruppo di lavoro sull’aria di Basta Veleni per far accendere 2 centraline ARPA per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in città, rimaste spente ormai da 2 anni per mancanza di allacciamento alla corrente elettrica!
Gennaio 2021, le centraline dell’aria entrano finalmente in funzione dopo il palleggiarsi delle responsabilità fra ARPA Lombardia e Comune di Brescia. Un elemento non di poco conto emerge subito con chiarezza: la centralina da traffico di via Tartaglia, posizionata sul ring, non monitora le PM2,5 mentre quella da fondo in via Sabbioneta, prossimale ad un’industria chimica e ad una fonderia, non monitora le PM10. Queste 2 nuove centraline erano state chieste in aggiunta alle altre 2, Villaggio Sereno (da fondo) e Broletto (da traffico) perchè obsolete, in particolare, per quest’ultima posizionata in una ZTL!
Maggio 2021, il Gruppo aria di B.V. Incontra, in video conferenza, la Presidenza e i tecnici di Arpa Lombardia. Dall’incontro, in cui vengono affrontati diversi temi relativi al complesso sistema di monitoraggio dell’aria, si esce con una richiesta condivisa: ARPA Lombardia non ha nulla in contrario a potenziare le 2 nuove centraline con l’introduzione di un’ulteriore raccolta dei dati mancanti per le PM2,5/PM10, purchè a formalizzare la richiesta sia il Comune di Brescia, nei tempi congrui per renderli accessibili a decorrere da gennaio 2022!
Luglio 2021, due rappresentanti del Gruppo aria vengono ricevuti dall’Assessore Cominelli per informarla in merito alle proposte emerse dall’incontro avvenuto con Arpa Lombardia e in relazione ad altre proposte per il miglioramento della qualità dell’aria, prima che l’Europa inserisca nuovamente Brescia fra le città non rispettose della legge, con tanto di sanzioni pecuniarie, per la pessima qualità dell’aria!
Agosto 2021, con una PEC datata 8 agosto, viene inviata la nostra richiesta al Comune di Brescia, come vuole la prassi, ma anche all’indirizzo dell’assessora (vedi allegati) su indicazione dal lei stessa suggeritaci!
Settembre 2021, superati i fatidici 30 giorni senza che sia stata data risposta alla lettera/documento, viene inoltrata una nuova richiesta!
Ottobre 2021, passati altri 60 giorni e dopo ennesimo inoltro della richiesta, finalmente arriva a mese inoltrato, una risposta dalla segreteria dell’assessorato in cui ci viene comunicato “in merito alla presentazione da parte vostra del documento riguardante il tema Aria, si comunica che l’Amministrazione ritiene opportuna la sua discussione all’interno dell’Osservatorio Aria Bene Comune”.

“Premesso che”, conclude il comunicato, “gli argomenti trattati nel documento, di cui alleghiamo la copia, sono di pertinenza del Comune in quanto riguardano specifici provvedimenti da assumere per il contenimento degli inquinanti, ci risulta assai difficile capire il motivo per cui solo a distanza di 3 mesi sia stata passata la palla all’Osservatorio Aria Bene Comune che si riunisce in media una/due volte all’anno, a meno che il tentativo, palese, sia quello di rinviare l’installazione dei nuovi sensori delle PM2,5 e PM10 di un altro anno, ovvero al 2023, senza così dover rendere conto di dover ancora eventualmente sprofondare nelle peggiori classifiche europee per inquinamento ambientale, oltre ad evitare di ritrovarci, soprattutto nell’anno di Brescia Capitale italiana della Cultura, anche in quello di Capitale europea dell’inquinamento atmosferico e del numero dei decessi ad esso collegati!!! Se nell’ottobre 2020 il Comune di Brescia scaricava su Arpa Lombardia la responsabilità per il mancato avvio delle 2 nuove centraline, alla luce di questi ultimi avvenimenti, soprattutto, per i dati sconcertanti relativi alla pessima qualità dell’aria e al numero elevatissimo di morti rispetto al resto d’Europa, diventa davvero difficile, quasi impossibile per il Comune, chiamarsi fuori dall’assumere le proprie responsabilità in una situazione a dir poco drammatica, atteggiamento che potrebbe comportare un’accusa precisa di attentare alla salute degli abitanti di Brescia”.

Si configura un vero boicottaggio dell‘amministrazione comunale nei confronti delle rilevazioni dell‘inquinamento atmosferico.

Possibili azioni legali contro il sindaco e la giunta da parte di malati delle vie respiratorie e parenti di morti.