Cina, Australia, Giappone e Corea del Sud, insieme a Islanda e Nuova Zelanda, hanno scommesso tutto sulla strategia di eliminazione del virus o “strategia zero-covid”. Si tratta di piazzare un coperchio sul pentolone della pandemia per evitare che il virus possa circolare in modo diffuso: ci si riesce con screening di massa, un lavoro di tracciamento preciso e puntuale, la collaborazione della popolazione, le restrizioni sui viaggi in entrata e in uscita e – soprattutto – con lockdown rapidi, mirati e stringenti quando si rende necessario “ripulire” dalle infezioni. È una strategia che richiede forti investimenti nella sanità e nella logistica di contenimento. Ha inoltre parziali costi economici e sociali per le temporanee chiusure di tutte le attività produttive. In cambio malati e morti tendenti a zero. Per essere veramente e definitivamente efficace dovrebbe essere adottata su scala mondiale.

Nella strategia zero covid i vaccini sono importanti per stabilizzare la situazione e aiutare a non far risorgere l’epidemia. Nella fase iniziale di un’epidemia, quando i vaccini sono assenti, ma anche con la popolazione in gran parte vaccinata, la strategia è quella del tracciamento preciso e puntuale, perchè come stiamo vedendo, i vaccinati, anche se in misura minore, si contagiano e contagiano.

È evidente che i capitalisti di molti paesi pensano che sia meglio convivere con milioni di malati e centinaia di migliaia di morti, piuttosto che un forte investimento di risorse nella sanità e dintorni, e limitazioni temporanee alla loro possibilità di fare profitti. Lo abbiamo vissuto in prima persona a Brescia e Bergamo quando con migliaia di ammalati al giorno e centinaia di morti, confindustria ha fatto carte false per tenere aperte quasi tutte le attività.

Molti medici e ricercatori sono preoccupati che non attuare la strategia zero-covid, e convivere senza restrizioni con le epidemie, potrebbe essere catastrofico nel futuro, in quanto prevedono altre epidemie, che potrebbero essere più letali del covid, visto lo stato di inquinamento e di degrado del rapporto uomo natura che l’attuale sistema sta producendo.

Di fronte agli investimenti costanti che richiede, in queste ultime settimane Singapore, e altri paesi si apprestano a farlo, ha allentato la strategia zero-covid a fronte di una vaccinazione abbastanza ampia della popolazione. L’aumento di casi e morti è stato immediato. (Anche se lontano dai numeri di altri paesi)

Solo il capitalismo cinese sembra essere veramente disposto a percorrere fino in fondo la strada zero-epidemie, perchè pensa che nonostante i costi che sta subendo questo nel futuro gli darà un vantaggio strategico. E anche per questo che non fa una campagna internazionale perchè si attui la strategia zero-epidemia a livello mondiale, unica vera soluzione, insieme ad un diverso rapporto con la natura di cui siamo parte.

Sauro


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