Le bombe di Granollers

I nostri lettori hanno già avuto occasione di leggere articoli, su questo blog, che riguardano la questione della denuncia contro lo Stato Italiano per i bombardamenti sui civili in Catalogna durante la guerra civile. Ora qualche nodo sta venendo al pettine. Riportiamo, tradotto dal catalano, un articolo apparso stamane sul quotidiano catalano El Punt Avui, della giornalista Mayte Piulachs. L'articolo, come i lettori vedranno, sembra essere, per usare un eufemismo, molto "generoso" con le istituzioni catalane (Comune di Barcellona, Comune di Granollers, potere giudiziario), imputando solo alla controparte italiana i ritardi e quello che potremmo definire il "boicottaggio" della battaglia per la ricerca delle responsabilità dei massacri di civili compiuti dall'aviazione di Mussolini oltre 80 anni fa. Senza dubbio l'atteggiamento delle "autorità" italiane è stato quanto di più vergognoso (e omertoso) si possa immaginare. Ma, per essere onesti, non ci è sembrato che in Catalogna ci si sia "scaldati" più di tanto per andare fino in fondo nella vicenda. Comunque è positivo che qualcosa si muova. (FG)
 - Lamanna è il comandante dell'Aeronautica Legionaria che guidò l'attacco nel 1938, uccidendo più di 200 civili.
 - Il tribunale di Barcellona che sta indagando sugli attentati della città lo identifica tra altri 40 ufficiali pluripremiati
 - Con tutti gli aviatori ormai morti, l'accusa deve decidere cosa rivendicare per questi crimini della Guerra Civile
- Il ritiro dei premi agli aviatori fascisti potrebbe essere un riconoscimento alle vittime della Guerra Civile

MAYTE PIULACHS - BARCELLONA
Gennaro Lamanna (in alcuni documenti è scritto a parte: La Manna) è il maggiore dell'Aviazione Legionaria di Mussolini, al servizio di Franco, che guidò l'attacco aereo su Granollers il 31 maggio 1938, con oltre 200 morti (soprattutto donne e bambini), due mesi dopo i crudeli bombardamenti sulla popolazione di Barcellona, ​​nell'operazione progettata per spaventare la retroguardia del litorale repubblicano. Alcuni storici hanno citato il nome di questo aviatore e ora si è scoperto chi è stato il responsabile dell'attacco alla popolazione civile, dalla base aerea fascista situata a Maiorca.


Il 28° tribunale investigativo di Barcellona - con la tenacia dell'avvocato dell'amministrazione della giustizia Joan Artur Saforcada - ha svolto il difficile compito di recuperare i nomi dei principali responsabili dell'aviazione fascista, sulla base della denuncia contro inizialmente una ventina di italiani militari (tra cui il maggiore Lamanna) per crimini contro l'umanità che nel 2013 presentarono due sopravvissuti e l'associazione Altra Italia di Barcellona. Un lavoro legale e di memoria storica in cui sono stati scoperti i nomi di un centinaio di aviatori che hanno contribuito al massacro di cittadini. "Sono tutti morti", ha detto l'amministrazione italiana alla corte nel febbraio 2020, un passo finale nella chiusura del procedimento penale, dopo aver ritardato al massimo il trasferimento delle informazioni, in modo da non individuarne alcuno vivo, secondo le accuse. L'unico sopravvissuto è stato il centenario aviatore Luigi Gnecchi, che ha negato ogni coinvolgimento nell'incidente, sebbene vi siano prove documentali, ed è morto poco dopo.

Il Comune di Barcellona, ​​come accusa popolare in questo processo in cui è stato applicato per la prima volta il diritto internazionale contro i crimini della guerra civile, ha chiesto che siano specificati i partecipanti alla morte di migliaia di barcellonesi. L'amministrazione italiana ha ora risposto al tribunale, che ha individuato circa 40 tra ufficiali e sottufficiali, compreso il responsabile del bombardamento a Granollers, sulla base delle ricerche effettuate presso l'Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare. Gli storici Edoardo Mastrorilli e Ramon Arnabat furono incaricati di immergersi in questo centro di documentazione italiano per effettuare una perizia e ne fecero migliaia di copie. Il valore di questi documenti - che potranno essere consultati presso l'Archivio del Comune di Giustizia di Barcellona una volta chiuso il caso - è che fino ad ora il Ministero della Giustizia italiano aveva solo fornito prove dell'accaduto, mentre nell'Ufficio c'è il fascicolo personale dei militari.

Il verbale di Lamanna indica che morì il 3 luglio 1966 e che fu inviato alla "missione speciale all'estero" dal 12 gennaio 1938 al 24 agosto 1938, "inclusa nella guerra di Spagna 1936-1939". E si aggiunge l'elenco delle onorificenze ricevute per l'uccisione di civili: “Croce al Merito della Guerra per la Campagna di Spagna 1938; medaglia commemorativa della campagna di Spagna 1938; Croce di Guerra Spagnola 1938 (assegnata da Franco); medaglia d'argento al valor militare per il comando del gruppo Cielo di Spagna 1938; medaglia della campagna spagnola per l'operazione militare del 1939 e medaglia militare collettiva spagnola nell'aviazione legionaria per l'operazione nel 1939. ”

Nessun governo italiano si è scusato per questi crimini né la Generalitat ha incluso questi fatti nella vigorosa azione che ora svolge per recuperare la memoria storica. Nell'80° anniversario del bombardamento di Granollers, il Consiglio Comunale ha posato piastrelle nelle zone colpite della città e in memoria delle vittime. Il Comune di Barcellona deve ora decidere cosa fare dell'esaurito procedimento penale, mentre il tribunale finisce di tradurre i fascicoli degli aviatori ricevuti. Un'opzione sarebbe quella di chiedere la rimozione dei premi, almeno quelli spagnoli, a tutti questi aviatori fascisti, cosa che potrebbe essere fatta attraverso una procedura contenziosa. Più audace sarebbe intentare una causa per prevaricazione contro il giudice italiano Flavio Monteleone per aver ostacolato la causa, come risulta dagli atti del tribunale.