Ormai non passa giorno senza che sui giornali o in TV non venga reso noto l’ennesimo sondaggio di opinione, soprattutto dal punto di vista dell’orientamento politico in caso di elezioni. Con i potenti ed indiscreti mezzi di Brescia Anticapitalista siamo venuti a conoscenza di un istituto di sondaggi praticamente sconosciuto, ma che ha imbroccato quasi al millesimo le cifre delle ultime due elezioni, quelle politiche del 2018 e le europee del 2019. Si tratta dell’istituto S.P.G.P.T.C.S.N.F*, con sede a Cinisello Balsamo, nell’hinterland milanese. Gli ultimi tre sondaggi, risalenti a 30, 15 e 3 giorni fa, mostrano un’inattesa evoluzione degli umori (sugli amori attendiamo ansiosamente il sondaggio previsto per il 29 settembre, dedicato a Mogol-Battisti) dell’elettorato. Ma veniamo ai dati.

Se il sondaggio di un mese non si discosta molto da quelli che siamo abituati a leggere (con Lega al 19,4, PD al 19,2, FdI al 18,9, M5S al 17,2 per cento, FI al 6,5 e SI-LeU al 4,9, mentre gli altri sono tutti al di sotto del 3% – Italia Viva all’1,4!-), il sondaggio successivo, di 15 giorni fa, introduce novità importanti: la Lega scenderebbe al 14,8 (per la prima volta sotto il risultato delle politiche di 3 anni fa, mentre il PD si manterrebbe al 19%, diventando il primo partito. Il crollo della Lega non andrebbe a vantaggio dei Fratellini meloniani, che scenderebbero al 17%, superati dai grillini (17,5). Forza Italia confermerebbe più o meno il 5° posto (6,2%), insidiata però da vicino da Sinistra Italiana + LeU (6%). Tra i minori solo i Verdi supererebbero la soglia del 3%, mentre i renziani, con lo 0,9%, sarebbero praticamente spazzati via. Ma la vera novità è costituita dall’apparizione di una futuribile coalizione della sinistra “radicale”, che verrebbe data ad un incredibile 5,8%, rientrando così in Parlamento dopo 13 anni di assenza. Questa tendenza inaspettata sembra confermata dall’ultimissimo sondaggio di SPGPTCSNF, che rivelerebbe, se confermata, un vero e proprio terremoto politico-elettorale. Tre giorni fa, infatti, il sondaggio rivela un crollo vero e proprio dei partiti maggiori (o meglio, EX tali). Il PD perderebbe 8 punti, scendendo all’11%, perdendo il primato tra i 4 “grandi” a favore dei “grillini” (13%, in calo però di oltre 4 punti). Ma se il centro-sinistra se la vede brutta, è la destra che trema davvero: la Lega si dimezzerebbe (8%, tornando ai risultati abituali dei tempi “nordisti” bossiani), senza avvantaggiare i post-fascisti della Meloni che, col 6,5%, tornano ai risultati delle europee. Forza Italia cala ulteriormente (6%), seppur di poco, superata da SI-LeU (7%), che diventerebbe quarto partito se……E qui c’è il terremoto vero e proprio: l’eventuale coalizione dell’estrema sinistra si porterebbe addirittura al primo posto, col 35% dei voti (con percentuali vicine alla maggioranza assoluta in grandi città come Torino, Genova, Bologna, Firenze). Ma, visto che la coalizione ipotizzata è, per ora, solo sulla carta, gli esperti sondaggisti hanno provato a sondare gli umori dell’elettorato anche scomponendo nei singoli partiti. In questo caso, il quadro sembra totalmente diverso. Solo 4 di questi partiti supererebbero l’1% (Rifondazione, Potere al Popolo, Sinistra Anticapitalista e Partito Comunista dei Lavoratori) senza che nessuno dei quattro arrivi al 2%. Altri 12 “partitini” avrebbero una forbice tra lo 0,5 e l’1% (il più “grosso” – se ha senso questo aggettivo – essendo il PCI, con lo 0,9%, come i renziani). Altri 27 “partitini” avrebbero tra lo 0,1 e lo 0,5, mentre i 129 restanti sarebbero sotto lo 0,1. Quindi, i 172 partiti comunisti otterrebbero, divisi, poco più del 12% dei voti, circa un terzo della ipotizzata coalizione (pur sempre più del PD e di SI-LeU, direbbero i maligni). Dopo che, nel tardo pomeriggio di ieri, sono filtrati questi dati, un nostro inviato a Roma ha visto stamane, in un bar di San Lorenzo, Acerbo, Ferrero, Cremaschi, Turigliatto, Ferrando, Alboresi, Ricci, Malabarba, Cannavò e un’altra ventina di dirigenti dei partiti comunisti seduti a discutere animatamente, guardandosi attorno in modo circospetto. Non essendosi avvicinato troppo per non insospettirli (il nostro inviato è conosciutissimo nell’ambiente della sinistra “radicale”) non ha potuto ascoltare l’animata conversazione. Pare però che, al momento di pagare il conto, ci sia stato un parapiglia dovuto a contestazioni sulle consumazioni effettuate da ciascuno.

Feicnius

*L’acronimo sta per Sparala Più Grossa Possibile Tanto Chi Se Ne Frega