🔴 LE AMMISSIONI SHOCK DEL GESTORE DEL CPR DI MILANO: “TRATTENIMENTO SENZA SCOPO, IN VIOLAZIONE DELLA COSTITUZIONE, CON RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE MENTALE”

Si è interrotto l’idillio tra Prefettura ed i gestori del CPR di Milano, ora che dopo soli otto mesi dall’inaugurazione sono tanti e tanto gravi gli abusi e le violazioni di legge, e della stessa dignità umana, che si sono registrati.

E’ infatti l’ora dello scaricabarile e del gettarsi la croce addosso reciprocamente, ora che la Prefettura (fin dalle premesse del nuovo bando 2021-22) ha dichiarato di non volersi avvalere della facoltà di conferma dell’attuale cooperativa per un altro anno e ora che per contro quest’ultima ha dichiarato che non si ricandiderà per il prossimo anno.

Ed ecco che nel momento delle accuse reciproche e in cui volano gli strali, arrivano ancora una volta le conferme di quanto da tempo andiamo denunciando, come già avvenuto con una eclatante intervista video del direttore del CPR, che vi abbiamo già proposto lo scorso 18 maggio, in cui quest’ultimo, anche psicologo, denunciava il dilagare di disturbi psichiatrici per la persistenza prolungata della detenzione da innocenti in un luogo così: bit.ly/3oFdhit.

Già il 4 maggio, nel replicare ad un nostro post, il gestore aveva fatto altre gravi ammissioni in merito alla situazione interna e alla condizione dei trattenuti, ed in particolare dei tanti in situazione di particolare fragilità: bit.ly/3idQRU6

Ebbene, questa volta non abbiamo creduto ai nostri occhi quando ci siamo imbattuti in un altro post della pagina di Versoprobo Scs, non a caso risalente al 25 maggio, ovvero il giorno dopo la diffusione della notizia della morte di Musa Balde, e il giorno stesso in cui nel CPR di Milano si sono verificati gravi pestaggi da parte delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa a danno di alcuni dei trattenuti, dopo averli trascinati nei locali del centro in cui non c’erano telecamere che potessero riprenderli: giorni caldi, in cui tanti erano stati i ricoveri, gli atti di autolesionismo e anche i tentativi di suicidio, anche ripetuti da parte delle stesse persone, dei quali vi abbiamo pure riferito. E giorni che sono ancora tali, caldi anzi incandescenti, in quella che ha tutta l’aria di essere una escalation verso il peggio.

E ancora una volta è semplicemente disarmante la disinvoltura con la quale vengono fatte ammissioni di situazioni ben oltre i confini della legalità, come se i gestori del CPR non fossero (quantomeno) corresponsabili di quanto ivi accade alle persone date in custodia allo Stato e da questi al gestore stesso, o che confessarlo pubblicamente possa alleggerire la loro colpa.

Riportiamo alcuni stralci del post che potete trovare per intero qui, e che si afferma riportare una missiva inviata ai Garanti nazionale e comunale: https://www.facebook.com/versoproboscs/posts/1654617184748987
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“⚠️(…) la permanenza prolungata all’interno della struttura ha provocato ripercussioni pesanti sulla condizione psicologico-psichiatrica degli ospiti. Oltre metà degli ospiti è sottoposta a una terapia psichiatrica, ma una parte di loro ha mostrato un peggioramento importante delle proprie condizioni psicologiche-psichiatriche.

⚠️La mancanza di un protocollo di intesa tra l’ ATS Città Metropolitana di Milano e la Prefettura di Milano fa si che gli ospiti del CPR possano accedere a visite specialistiche e presa in carico da parte del Sistema Sanitario Nazionale con i tempi previsti per i cittadini italiani, e quindi con lunghe liste di attesa. È chiaro che per persone che rimangono un tempo limitato(seppure per loro infinito) presso la struttura risulta quindi pressoché impossibile accedere a visite specialistiche attraverso il sistema sanitario nazionale. Noi come Ente gestore abbiamo avviato una collaborazione con Opera San Francesco per i Poveri per sveltire l’accesso a visite specialistiche: la stessa Fondazione ci fornisce a supporto due Psichiatri volontari che vengono presso il CPR circa una volta ogni due settimane.

⚠️Per le patologie psichiatriche più intense e pericolose (atti di autolesionismo, tentativi di suicidio, psicosi emergenti e frequenti) ci riferiamo al servizio di pronto soccorso dei presidi sanitari sul territorio, i quali però risultano restii a dimettere tali persone con diagnosi precisa che eventualmente determini l’incompatibilità con la vita in comunità ristretta. Per il nostro Direttore Sanitario risulta quindi difficile decidere di revocare l’idoneità alla vita in comunità e procedere alla dimissione.

⚠️A metà febbraio abbiamo segnalato alla Prefettura di Milano l’aumento dei casi di natura psichiatrica all’interno della struttura, chiedendo che venisse attivato un protocollo o una convenzione con Sistema Sanitario Nazionale per la presa in carico di pazienti tossicodipendenti e psichiatrici. È stato steso un progetto da parte dell’ente SMI Relazioni Fondazione Eris Onlus, un ente privato, che avrebbe dovuto essere finanziato dalla Regione Lombardia, ma ad oggi ancora nulla è stato attivato.

⚠️In generale quindi, ciò che emerge è che la patologia psichiatrica, la sofferenza reale percepita e vissuta all’interno della struttura da parte degli ospiti aumenta costantemente con l’aumento dei tempi di permanenza: sono purtroppo ormai quasi all’ordine del giorno atti autolesionistici e talvolta tentativi suicidari. (…).

🔴⚠️𝗖𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗲 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗼, 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲, 𝗰𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮 𝘂𝗻 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗼, 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗮𝘀𝗶𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼, 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗼𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗲𝗿𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲.⚠️🔴

Dott. Federico Bodo
Direttore CPR Milano”

❓ Ci chiediamo a questo punto, davanti a queste ammissioni, davanti a queste notizie plurime di reati gravissimi, davanti alla delineazione di un quadro che sembra volgere irrimediabilmente e velocemente al peggio, all’irreparabile, ci chiediamo appunto non solo per quale motivo il gestore continui a non-gestire, ma anche che cosa stiano attendendo la Procura della Repubblica, i Garanti Nazionali e territoriali, il Sindaco Beppe Sala del Comune di Milano (responsabile della salute di chi dimora sul territorio sul suo comune), a prendere posizione, e a prendere soprattutto provvedimenti.

❓ E ci chiediamo cosa spinga i candidati gestori a partecipare al nuovo bando per rendersi complici e anche penalmente responsabili di reati, abusi e violazioni di diritti umani che – ormai deve essere chiaro – sono insiti nella stessa istituzione della detenzione amministrativa; e non vogliamo credere che la ricerca del profitto possa far giungere a tanto.

❓ Come anche ci chiediamo che cosa induca una certa fetta di terzo settore, a contribuire forse anche gratuitamente alla gestione di tali luoghi, addirittura sopperendo alle mancanze dello Stato, come se non fosse già chiaro che il concetto di “se non lo facciamo noi lo farà qualcun altro o non lo farà nessuno” sia una catena ingannevole e autoassolutoria che deve essere spezzata, affinché ad un certo momento non vi sia davvero nessuno a prestarsi al funzionamento di questo meccanismo criminale, che dovrà essere costretto ad incepparsi e fermarsi per sempre.

❓Un altro interrogativo ce lo poniamo con riguardo alla genuinità di certa stampa addormentata, se non addomesticata, che solo ora, con la morte del povero Moussa Balde, si trova tirata per la giacchetta e costretta a parlare di CPR, dopo aver fatto da sempre – e preparandosi sicuramente a tornare presto a fare – spallucce alle denunce e alle sollecitazioni da noi quotidianamente fatte. Quante ore ancora il CPR “farà notizia”?

E’ orrendo dirlo, ma è ancor più orrendo quel che ci costringe a dirlo: dobbiamo sperare che almeno la morte del giovane Moussa, l’ennesima (almeno trentesima) morte di CPR, una morte di Stato, porti a fare qualche riflessione e qualche esame di coscienza a tante e tanti, che hanno ritenuto fin qui quello della detenzione amministrativa un argomento “di nicchia”, o secondario, anziché l’emblema di un sistema repressivo, dei diritti e delle libertà di tutte e di tutti, migranti e non, e di politiche d’immigrazione criminogene ed affamanti. Un sistema che uccide, in maniera eclatante o piano piano dentro.

🔴 E’ IL MOMENTO DI FARE FRONTE COMUNE, DI CHIEDERE LA CHIUSURA DI TUTTI I CPR, COMINCIANDO DA MILANO, PERCHE’ LA CITTA’ DIA UN ESEMPIO CHIARO E FORTE: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI, PRIMA DI DOVER PIANGERE UN ALTRO MOUSSA E PRIMA CHE TUTTE E TUTTI, PER NON AVER FATTO ABBASTANZA, CI RENDIAMO COMPLICI DI UN’ALTRA MORTE DI STATO.

dalla pagina Facebook Mai più Lager – No ai CPR