Abbiamo ricevuto un comunicato delle segreterie nazionali di CGIL-CISL-UIL, che rivendicano le loro scelte, in polemica con le numerose proteste per la gestione del Primo Maggio 2021. Per correttezza e tolleranza democratica lo rendiamo noto alle masse popolari che seguono con fervore religioso il nostro blog.

Basta con i primi maggio demagogici e populisti!

Abbiamo appeso con profondo disappunto delle proteste di settori estremisti, ancorati ad una visione nostalgica di ciò che dev’essere un sindacato, che non hanno saputo adeguarsi alla modernità e ad una visione laica e onnicomprensiva della realtà. La nostra scelta di celebrare il primo maggio con le autorità istituzionali, i vescovi, le forze imprenditoriali (ENI in primis) è una scelta che rivendichiamo pienamente, senza alcuna falsa modestia, lungimirante e progressista. Diciamolo apertis verbis: è ora di finirla con i primi maggio da straccioni, pezzenti e lazzaroni! Chi dà da lavorare a voialtri, massa di fannulloni capaci solo di piagnucolare e chiedere sussidi? L’imprenditore! Lui rischia, si sacrifica, passa il suo tempo a preoccuparsi di accumulare profitti per permettere a voi e alle vostre famiglie (troppo spesso inutilmente numerose!) di comprarsi la macchina, l’ultimo modello di cellulare o i vestiti di Armani. Mentre voi, tornando a casa dopo una ridicolmente corta giornata di 8 ore, vi scordate di tutto e pensate solo a ingozzarvi, guardare la tv o scopare come ricci, lui, sensibile ai destini dell’umanità (compresi i vostri, manica di scansafatiche!), si scervella per capire come investire i pochi milioni di euro che faticosamente ha guadagnato. E non crediate che lo faccia per comprarsi la villa in collina, la casa a Cortina o sulla Costa Smeralda, le vacanze alle Maldive, la Ferrari o lo yacht! No, cari i nostri demagoghi da strapazzo. Lo fa perché dotato di un alto senso del dovere, di un senso civico che voi ve lo sognate! Pensa soprattutto a voi, i suoi cari dipendenti, che senza di lui non potreste nemmeno andare ogni sabato a spendere i vostri soldi malguadagnati nel più vicino centro commerciale! Il suo senso della carità cristiana (sostenuto con amore dai vescovi, che abbiamo invitato appositamente) lo spinge a questo altruismo degno di miglior causa (vista l’ingratitudine che mostrate, pezzenti!). E non tirate fuori cose vecchie come il cucco, tipo i cosiddetti “Martiri di Chicago”. In fin dei conti è stato dimostrato che erano dei terroristi (chi ha scagliato le bombe, secondo voi? Sentiamo: i poliziotti, magari? Ma suvvia, siamo seri! E poi la magistratura di Chicago, notoriamente al di sopra di ogni sospetto, ha stabilito una volta per tutte la verità). Comunque, tornando alla modernità, che ci è così cara, sappiate che d’ora in poi, cari subordinati, il primo maggio sarà sempre meno settario (alla faccia vostra) e aperto. L’anno prossimo sarà organizzato unitariamente da CGIL, CISL, UIL e Confindustria, e sarà aperto dal nuovo inno unitario dell’amico Adriano Celentano, “Chi non lavora non fa l’amore”. Ed ora, rimboccatevi le maniche che l’Italia ha bisogno anche dei vostri sforzi, mica solo di quelli, encomiabili, di imprenditori, vescovi e politici di professione.

Le segreterie ultraunitarie di CGIL, CISL, UIL e ENI

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