Forse sarebbe necessario anche ricordarci che in luglio la Camera ha votato senza alcun voto contrario, salvo che per quanto riguarda la Libia,  per il rinnovo delle missioni  all’estero cioè per l’invio di migliaia di militari armati. 
Le armi sono fatte per essere usate cioè per uccidere, ciò è accaduto  e probabilmente accadrà  ancora. Anche quando non sono usate direttamente fanno sistema con quelle   degli assassini che le usano, le responsabilità sono le medesime sia per chi spara sia per chi, con la pistola in pugno o nella fondina, copre i killer.

Qui non siamo in Svizzera che mi pare non abbia armati fuori dai propri confini e dove i pacifisti hanno come principale o unico compito quello di far uscire il paese dai circuiti del traffico di armi. 

I governi italiani si sono già macchiata del sangue di centinaia di migliaia vittime.

Pensiamo all’Afghanistan dove il nostro stato è presente, e ben armato, fin dai primi bombardamenti a tappeto degli angloamericani nel 2001: in quel martoriato popolo l’invasione occidentale ha prodotto e continua a seminare innumerevoli morti – le stime vanno dai 200mila valutati dal Times nel 2005 ai 140mila riportati da Repubblica nel 2017.
Lo stato italiano è paritariamente corresponsabile di tutte le vittime create dalle occupazioni militari cui partecipa.


Se non abbiamo la forza di opporci dovremmo almeno tener viva la denuncia dei crimini che vengono commessi in nome del popolo italiano.


Buona Pasqua a tutti/e

Un compagno antimilitarista e antimperialista bresciano