Una piazza con migliaia di lavoratori e solidali, sabato pomeriggio, ha ribadito ancora una volta e con ancor più forza che scioperare non è un reato e che i piani repressivi orditi dai padroni e dal potere politico trovano e troveranno una resistenza diffusa e decisa, sia sui luoghi di lavoro, sia sul territorio modenese ed emiliano.
Moltissimi interventi di lavoratori e delegati colpiti dal maxiprocesso, di lavoratori del SI Cobas venuti da altre città a portare il loro sostegno militante e tantissimi solidali (dai disoccupati ai NoTav, da Black Lives Matter alle Brigate di solidarietà, dall’Adl Cobas a SGB, fino alle soggettività politiche e sociali aderenti al Patto d’Azione) hanno evidenziato come la manifestazione di oggi non sia semplicemente un’iniziativa di solidarietà su un singolo, per quanto gravissimo, episodio repressivo, bensì siano parte di un percorso di lotta unitario e generale che è partito dal contrasto all’uso capitalistico dell’emergenza-Covid.

Una manifestazione che in questi tempi è una grande manifestazione ed è una tappa di quel percorso ampio e unitario che è stato lanciato con l’assemblea del 27 settembre a Bologna.

E’ stata anche un momento di slancio verso lo sciopero nazionale per il rinnovo del contratto della logistica, di cui nessuno più parla e che evidentemente dipende dai lavoratori rendere di nuovo attuale ed urgente, che si terrà il 23 ottobre e porterà a una grande giornata di lotta in tutte le città il prossimo 24 ottobre.

C’è ancora tanto da lavorare e da lottare, ma la partecipazione alle iniziative di queste ultime settimane può far sperare che esistano le condizioni per aprire una pagina nuova nella storia del movimento proletario del nostro paese.