Risoluzione del Comitato Politico Nazionale di Sinistra Anticapitalista del 13 settembre 2020 approvata all’unanimità

Si apre un autunno particolarmente drammatico e difficile per la difesa degli interessi e delle condizioni sociali, economiche, occupazionali delle classi lavoratrici sotto l’impatto della crisi pandemica, di quella dell’economia capitalista, della persistenza delle scelte liberiste delle forze borghesi in Italia e in Europa ed infine dell’offensiva della Confindustria di Bonomi contro quello che ancora resta delle vecchie conquiste operaie.

La situazione è dunque caratterizzata dalla profonda crisi della scuola nei confronti della quale il governo non ha voluto realizzare le misure essenziali necessarie per riaprirla in sicurezza, massicce e reali assunzioni di insegnanti tagliando drasticamente la precarietà e interventi economici atti a garantire adeguate strutture scolastiche; dalla crisi non meno profonda della sanità dove neanche la grave minaccia di una possibile ripresa su ampia scala della pandemia ha indotto lo stato a nuovi massicci investimenti e a un reale e pieno rilancio della sanità pubblica; infine dal disastro occupazionale già in atto che rischia di trasformarsi in una vera voragine con la fine del blocco dei licenziamenti e la generalizzazione delle ristrutturazioni capitaliste.

Il prossimo periodo sarà anche caratterizzato dalla contesa tra i diversi soggetti economici e sociali per accaparrarsi le ingenti risorse del Recovery Fund su cui il governo sta predisponendo le linee guida.

Infine i risultati elettorali regionali potrebbero ulteriormente aumentare le contraddizioni e gli elementi di crisi politica.

In questo quadro difficile ed anche oscuro manca un soggetto sociale e politico fondamentale, un movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, autonomo ed indipendente da tutte le forze borghesi, capace di difendere i propri interessi da un punto di vista complessivo, con un programma che riunifichi tutti il mondo del lavoro: quelle/i che il lavoro ce l’hanno ancora, quelle/i che lo stanno perdendo, quelle/i che non lo hanno mai avuto.

La disperata ricerca delle direzioni sindacali di un patto sociale, di una “entente cordiale” (intesa amichevole) con il padronato, via l’intermediazione dell’attuale governo, mostra ogni giorno la sua vanità, la sua irragionevolezza, di fronte alle contraddizioni del sistema e alla determinazione della classe borghese espressa oggi nella figura del nuovo presidente confindustriale e può aprire solo la strada a nuove sconfitte.

Ricostruire la lotta sindacale e sociale della classe lavoratrice, costruire da subito un movimento di resistenza determinato, unito, sostenuto da forti obiettivi rivendicativi di questo soggetto e della sua capacità di iniziativa, resta il compito di fondo a cui sono chiamate tutte le forze sociali, politiche e sindacali che hanno a cuore gli interessi della classi lavoratrici e che vogliono lavorare per la costruzione di un’alternativa, per uscire dal vicolo cieco in cui siamo precipitati. Ad oggi gli attori politici in campo sono solo le diverse forze politiche della borghesia che si contendono e dividono il potere tra di loro; e la paura reale dell’arrivo possibile di un governo dei partiti della destra e dell’estrema destra con le loro posizioni ultrareazionarie, ultraindividualiste, irrazionali ed oscurantiste, offusca addirittura in alcune forze sociali e politiche la comprensione della natura padronale del “governo moderato” presieduto da Giuseppe Conte.

Quando invece serve la costruzione di una alternativa sociale per far avanzare anche nuove condizioni per un’alternativa politica. E’ una corsa contro il tempo.

Per questo chiediamo a tutte compagne e a tutti i compagni della nostra organizzazione, ai nostri interlocutori un grande impegno ed una attività quotidiana e permanente sul loro luogo di lavoro, una azione che sia contemporaneamente politica, sociale e sindacale, che utilizzi a fondo le possibilità della dimensione social, ma riconquisti anche l’indispensabile presenza nelle strada e nelle lotte. Chiediamo a tutte le forze della sinistra antagonista e di classe una disponibilità e un impegno unitario su questi terreni fondamentali.

La questione sanitaria resta centrale; rilanciare la campagna “Riconquistiamo il diritto alla salute”, al di là delle difficoltà obiettive incontrate e dell’impegno carsico delle forze politiche che lo sostengono, rimane un impegno dovuto, una necessità obbiettiva di fronte ai fenomeni che possono esprimersi nei prossimi mesi e che potranno riporre in tutta la sua drammaticità la condizione sanitaria del paese; deve rimanere un fatto sociale e politico centrale.

La riapertura della scuola costituisce un problema politico, sociale, culturale, strutturale della società che avrà una grande incidenza sulle giovani generazioni e sul futuro di tutto il paese: si sta formando e deve formarsi un movimento degli insegnanti, di tutto il personale della scuola, degli studenti, dei genitori.

Chiediamo a tutti i nostri circoli di moltiplicare gli interventi, di costituire gruppi e collettivi di lavoro composti da insegnanti, precari, studenti, genitori per dare il massimo impulso alla costruzione di questo movimento.

Sosteniamo e partecipiamo appieno allo sciopero unitario dei sindacati di base della scuola del 24 e 25 settembre e alla mobilitazione nazionale dell’aggregazione/movimento “Priorità alla scuola” del 26 settembre.

Così come chiediamo a tutte le compagne e compagni nei diversi posti di lavoro di farsi carico fino in fondo di una attività politica e sindacale, di organizzare la battaglia e la mobilitazione in difesa del reddito e dell’occupazione, per la redistribuzione del lavoro tra tutte e tutti – riduzione del tempo di lavoro a parità di salario e dell’età pensionabile, no al part time involontario -, per una nuova politica di intervento pubblico che crei posti di lavoro (in tal senso devono essere utilizzati i fondi del Recovery Fund) contrastando le divisioni, le ristrutturazioni padronali e i licenziamenti, favorendo ed attivando tutte le iniziative delle correnti combattive di classe dei sindacati e la loro unità nonché la massima partecipazione nelle assemblee e nei momenti di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Con questa impostazione politica anche parteciperemo all’assemblea organizzata per il 27 settembre.

La nostra organizzazione continua a battersi contro le politiche securitarie e razziste, contro la repressione dei movimenti sociali e degli spazi di lotta, autorganizzazione e democrazia dal basso. Parteciperemo nelle prossime settimane alle scadenze di mobilitazione NO-CPR e del movimento Black Lives Matter in Italia per chiedere la cancellazione totale dei decreti sicurezza voluti da Salvini e mantenuti in vigore dall’attuale governo.

Per quanto riguarda il referendum, quel referendum che propone l’ennesima “riforma” profondamente antidemocratica, mascherata sotto la veste di “tagli alla politica” non solo volta a delegittimare e ridurre ancora la rappresentanza politica, ma soprattutto di ridurre la possibilità per le classi lavoratrici di disporre di qualche rappresentanza in più nelle istituzioni a difesa dei loro interessi, il nostro No è scontato (leggi la dichiarazione). Lo facciamo denunciando però anche più complessivamente le forme sempre più autoritarie e degradate della cosiddetta “democrazia borghese”, già largamente affermatesi.

Per quanto riguarda le elezioni regionali esprimiamo il pieno sostegno alla liste che abbiamo contribuito a costruire, a partire dalla lista ”Toscana a Sinistra”, con una indicazione di voto generale alle liste di sinistra e di alternativa presenti in altre regioni; questa indicazione di voto si estende alle liste di sinistra presenti nei comuni e città che vanno al voto municipale, segnalando in particolare la candidatura a sindaco del nostro compagno Gilberto Garbellotto nella popolosa cittadina di Cologno Monzese (leggi la dichiarazione).