Leggo i giornali, ascolto i tg che parlano di Willy. Il ragazzino sorridente dallo sguardo dolce che quasi tutti (esclusi alcuni subumani) compiangono. E parlano anche dei suoi assassini, con le classiche facce lombrosiane da cavernicoli mononeuronali. Sono violenti, sono drogati, sono killer, delinquenti, ecc. ecc. Quasi impossibile che emerga il dato più importante: quello delle loro idee, che sono il motivo principale (anche se non l’unico, ovvio) del loro essere criminali, vili assassini: sono fascisti, quindi razzisti. E la cosa stupefacente che la loro ideologia marcia è palese: nei loro tatuaggi, nel loro ristorante tappezzato di frasi di Mussolini e di simboli fascisti. Allora perché minimizzarlo o addirittura nasconderlo, non solo da parte dei fogliacci di estrema destra come Libero, Il Giornale, ecc., ma anche da parte dei giornali mainstream di tipo “liberale”? Per lo stesso motivo, credo, per cui non c’è trasmissione di tipo più o meno politico che non veda la presenza di personaggi (giornalisti, politici, opinionisti, ecc.) di destra. La stessa superficiale noncuranza che ha portato la RAI ad intervistare, un mese fa, uno degli assassini additandolo come “coraggioso imprenditore”. Perché oggi essere di destra, in Italia, è di moda. E invitare certi impresentabili fa “audience”, probabilmente. E se la cosa è comprensibile per quanto riguarda i politici (visto che rappresentano più o meno la metà degli italiani, ahimé), lo è molto meno per i giornalucoli che a malapena, messi tutti insieme, vendono la metà del Corriere o della Repubblica. Oggi più o meno tutti i partiti presenti in Parlamento hanno espresso il loro “sdegno” per quanto è accaduto a Colleferro. Credo che gli unici che abbiano titolo per farlo (e anche lì con qualche appunto critico, visto il sostegno ad una compagine governativa che non ha avuto nemmeno il coraggio di abrogare i decreti Salvini) senza passare per coccodrilli siano quei pochi parlamentari di Sinistra Italiana-LeU. Tutti gli altri, chi più e chi meno, hanno delle responsabilità, in molti casi pesanti (Lega, FdI, FI) in ciò che è successo. Non è la prima volta che viene assassinato (o ferito, picchiato, ecc.) un “nero” (o percepito come tale), italiano o immigrato che sia, da qualche idiota assassino razzista. Stavolta sembra che lo sdegno sia più “unanime”, più forte. Forse perché Willy aveva una faccia d’angelo e un sorriso disarmante. O forse perché era cittadino italiano. Spero che sia la goccia che fa traboccare il vaso. Un vaso riempito a piene mani dalla destra (in primis Lega e fascisti “moderati” di FdI), ma nel quale un po’ d’acqua è stata versata anche dai “grillini” e dal PD (vero Minniti? Vero Violante?). Certo, ne convengo: non è la stessa cosa uccidere a pugni e calci un ragazzino (in 4 contro 1, tipico degli “eroi” di cartapesta fascisti) e dire che il fascismo non è più un pericolo perché è cosa del passato, oppure continuare a parlare degli immigrati “clandestini” come potenziali delinquenti. Non è la stessa cosa esaltare le SS e Hitler e dire “Mussolini ha fatto molte cose buone”. Non è la stessa cosa imbrattare le lapidi dei partigiani e dire che “i ragazzi di Salò” meritano rispetto pure loro. Come non era la stessa cosa votare i nazisti (come fecero 13 milioni di tedeschi nel ’33, quasi il 44% dell’elettorato) o iscriversi al partito nazista, denunciare gli ebrei o aprire i rubinetti delle camere a gas. Le responsabilità sono diverse, chiaro. Ma ci sono! Chi ha votato Hitler 87 anni fa (come chi vota Lega o FdI oggi) non ha la stessa colpa di chi è entrato nelle SS (o massacra di botte un ragazzino ventenne). Ma è comunque parte del problema. Il fascismo, il razzismo, questo cancro putrido che infetta l’organismo sociale (ed oggi, in Italia, lo fa sempre più alla luce del sole) non può essere spazzato via con le buone parole. Va schiacciato, come l’uovo del serpente di bergmaniana memoria, sul nascere. Con tutti i mezzi a disposizione: culturali, politici, socio-economici, militari. Nel 1945 l’opera iniziata non fu portata a termine, tutt’altro. E non solo per responsabilità del capitalismo (il ventre che ha partorito il mostro), dei partiti “moderati”, ecc. ma anche di gran parte delle direzioni dei partiti di sinistra. Troppo comodo piangere lacrime di coccodrillo ora. Come cantava De André, parlando di quelli che si chiudevano in casa a guardare la TV mentre i manifestanti del maggio gioioso venivano massacrati sui marciapiedi dalla polizia (o peggio ancora votavano “la sicurezza, la disciplina”): PER QUANTO VOI VI CREDIATE ASSOLTI, SIETE LO STESSO COINVOLTI!

Vittorio Sergi